L' attore e la recitazione - Cesare Molinari - copertina

L' attore e la recitazione

Cesare Molinari

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Editore: Laterza
Edizione: 10
Anno edizione: 2008
Pagine: VI-157 p., Brossura
  • EAN: 9788842039921
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Il volume esamina le più importanti tematiche e le questioni centrali teoriche e tecniche concernenti l'attore, e soprattutto la sua enigmatica immagine, scrutata nei secoli dai molti sguardi della critica, di poeti e scrittori, del pubblico e degli stessi attori. Cesare Molinari (Venezia, 1935) è ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo presso la facoltà di Lettere dell'Università di Firenze e direttore del Dipartimento di Storia delle arti e dello spettacolo. Dal 1971 dirige con Ferruccio Marotti la rivista "Biblioteca Teatrale". Fra le sue pubblicazioni: Le Nozze degli dèi, Storia di Antigone, La Commedia dell'Arte, L'attrice divina e European Theatre of Iconography.

scheda di Vindrola, A., L'Indice 1992, n. 9
(scheda pubblicata per l'edizione del 1992)

Nella prefazione a questo nuovo volume della serie "Nel laboratorio del teatro", Cesare Molinari enuncia le coordinate entro le quali si muove la sua ricerca: "Mi sono riproposto... di isolare alcune tematiche e alcune questioni concernenti l'attore per esaminarle storicamente, mettendo cioè a confronto delle risposte, teoriche e pratiche, che ne sono state date". È importante chiarire quanti criteri abbiano guidato la composizione di questo saggio, poiché esso affronta nuclei concettuali fra loro disparati, rifacendosi a esempi e problemi che coprono tutto l'arco della vita del teatro di prosa in Italia, Francia, Inghilterra e Germania, talvolta in un'ottica comparativa e talvolta secondo il criterio della maggiore significanza. Molinari parte dai differenti significati implicati dall'etimologia dei termini equivalenti a "attore" nelle diverse lingue per poi passare a esaminare il rapporto fra attore, finzione e identificazione, le modalità di sviluppo della concezione di attore, e, ancora, la nascita e la funzione delle compagnie, il ruolo via via predominante della regia, senza tralasciare l'influenza che la recitazione ha avuto nella costruzione di metafore del mondo o nella narrativa. Il percorso apparentemente disorganico lo porterà a concludere che "è la coscienza di questa sorta di priorità ontologica a mantenere intatto il prestigio dell'attore di teatro in una società che ha trasferito lo spettacolo in altre sedi". Una priorità ontologica che è costituita dall'esserci dell'attore, ovverosia dall'essere punto di confluenza di tutte le forze necessarie alla realizzazione di una messa in scena, comunque la si intenda.
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