Avevo mille vite e ne ho presa una sola

Cees Nooteboom

Traduttore: F. Ferrari, M. Agosta
Curatore: R. Safranski
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2011
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788870911947
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    Cristiano Cant

    02/07/2015 09:33:26

    Un caleidoscopio emotivo davvero prezioso, affanni e inquietudini, istanti rapiti al misterioso senso di un viaggio e malinconie profonde a scaldare con gioia i tremori del conoscere. Perché "la memoria infila il piede nella porta", e "quando il volume del silenzio diventa troppo alto" si riesce a sentire nel cuore delle cose l'alito di stortura e di stupore che pur scorre fra i cieli acerbi degli uomini. Meravigliosa questa riflessione: "Se tu mi chiedessi qual è la cosa più difficile, io ti risponderei dare addio alla misura. Senza, non sappiamo da che parte voltarci, la vita ci risulta troppo vuota, troppo aperta, abbiamo escogitato di tutto per poterci aggrappare, nomi, tempi, misure, aneddoti". Il lucido disordine di un diario è proprio questo: gettare una ciambella a pensieri che annegano, lasciare che il muschio cresca sulla statua, cicatrice e ferita di un trascurato passaggio di tempo, riflessione di un muoversi che è sempre uno stallo nel proprio dentro. Dunque deviare per deviare, nella certezza che i sentieri sono sempre fantasiose forbici di se stessi e creano uscite impensabili dove i muri della ragione alzano il loro obbrobrio. Libro interiore e libro di storia, cronaca e poesia insieme a succedersi nelle sequenze più varie che attorniano chiunque senta la scrittura. Perché giungono attimi in cui "non solo vedo le stelle, ma le sento".

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    gianluca guidomei

    30/08/2011 18:55:02

    Ne avevo già lette, ma non avevo mai notato quanto mi piace la silloge. Certo, il compilatore è d'eccezione, Safranski è un mago della parola, ma il libro mi ha fatto pensare soprattutto al fatto che questa mia nuova fiamma, la silloge, sia troppo poco frequentata da autori, scrittori, compilatori, linguisti. E' una frontiera da percorrere, perché regalerebbe grandi soddisfazioni ai lettori. Non è necessario leggere tutto di un autore per riconoscerne l'essenza. E' anche vero che ogni curatore costruirebbe una silloge personale e parziale, così da averne mille su Pasolini o Primo Levi, ma a quel punto scatterebbe la selezione naturale, valida anche per i libri, essendo questi materia più viva di tanta fauna che si aggira per il mondo. Darwin spiega perfettamente il motivo per il quale le opere che non valgono lentamente muoiono. Per fortuna! Per entrare nel merito di Nooteboom, è difficile non rimanere abbagliati dalla lucentezza delle sue idee e delle sue parole. Uno scrittore vero, che non segue le mode, che non si accoda agli snob o ai sofisti. Come tutte le persone curiose, da grande viaggiatore qual è, pratica l'unica vera ed autentica religione della vita: il dubbio.

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