Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (rist. anast. 1883)

Carlo Collodi

Illustratore: E. Mazzanti
Editore: Giunti Junior
Collana: Collodi e Vamba
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 12 giugno 2002
Pagine: 240 p., ill.
  • EAN: 9788809206489

Età di lettura: Da 8 anni

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Descrizione

"C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno." Da "Come andò che mastro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno che piangeva e rideva come un bambino" a "Finalmente Pinocchio cessa d'essere un burattino e diventa un ragazzo", trentasei capitoli che raccontano la storia di Pinocchio, protagonista di una serie mozzafiato di avventure e monellerie che tutto il mondo ama e conosce da più di cento anni. Un classico per l'infanzia, adatto però a tutte le età della fantasia. Questo volume è una ristampa anastatica dell'edizione del 1883 con le illustrazioni di Enrico Mazzanti. Età di lettura: da 8 anni.

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Recensioni dei clienti

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    Serena

    26/10/2018 14:57:55

    Un grande classico intramontabile. Adatto dai più piccini ai più grandi. Non ti annoi mai di leggerlo. Consigliatissimo.

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    furetto60

    28/03/2017 11:14:08

    Una dei più noti romanzi per il pubblico infantile è in realtà una storia dai forti contorni horror/dark, infatti Collodi coinvolge il povero burattino in una Odissea in cui nulla gli viene risparmiato, dalle torture alla deformazione fisica. La continua tensione verso la redenzione ed il finale “passaggio alla categoria superiore” ha un forte sapore ironico, tant’è che nel momento in cui accade la storia finisce ed una vita più tranquilla, ma certamente non altrettanto appassionante, attende i protagonisti ed i lettori tutti. Da notare il linguaggio toscaneggiante di Collodi, una goduria aggiuntiva.

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    MD

    27/03/2017 10:04:18

    La fiaba o come altri amano chiamarla, la favola, o il racconto, o l’avventura: insomma questa novella paesana è tra le più belle dell’Ottocento. «Com’ero buffo, quand’ero un burattino! e come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!…»: fra queste due affermazioni finali si snoda il favoloso mondo del burattino Pinocchio; con il suo lungo naso, occasionalmente, quando cede al piacere di mentire e di essere un bambino disonesto, permale. Un percorso di crescita dunque, dopo esser nato da un ceppo parlante—che sarà la disperazione di Maestro Ciliegia—già abitato dall’anima, ma ancora grezzo e privo di forma. Un percorso di consuetudine con il male, nella grande dimensione di anarchia e piacere del “Paese dei balocchi”, le cattive compagnie come Mangiafuoco o il Gatto e la Volpe o Lucignolo, e illuminato da presenze buone e preoccupate: oltre a Geppetto, il Grillo parlante e la Fata dai capelli turchini. Un iter che diventa destino, di per sé, in apparenza, già segnato; ma, sotto la cenere dello scetticismo, per P. non si è mai spenta la speranza di essere buono, e sarà proprio la sua metamorfosi in ciuchino a ricondurlo al padre nella oscura e umida pancia del gigantesco Pescecane che ricorda la biblica balena di Giona. Col tempo, il suo vissuto e la sua formazione umana lo renderanno però un ragazzo meno discolo, più arrendevole, che rispetta il padre ormai vecchio, aiuta la Fata a pagare le cure ospedaliere e sceglie il lavoro come la sola via per guadagnare onestamente, meritandosi il nuovo rassicurante volto di un ragazzino in carne ed ossa: «Dopo andò a guardarsi allo specchio, e gli parve d’essere un altro». Pur se impensabile, è questa la vittoria dell’amore che sostituisce la durezza anonima della legge (morale). Stampato nel 1881, PINOCCHIO è divenuto un Kinder-Klassiker, affascinando generazioni di giovani lettori, e, per sua fortuna, altrettanti lettori adulti, a partire da quell’Enrico Mazzanti, coevo di Collodi e suo grande illustratore.

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