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Georges Simenon

Traduttore: E. Vicari
Editore: Adelphi
Edizione: 8
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
Pagine: 146 p.
  • EAN: 9788845911842

67° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli classici

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SIMENON, GEORGES, Una testa in gioco

SIMENON, GEORGES, La balera da due soldi
scheda di Bertini, M., L'Indice 1996, n. 1

I primi romanzi del commissario Maigret, risalenti agli anni trenta, hanno tra loro una certa aria di famiglia che è piacevole riscoprire man mano che procede, con le sue traduzioni singolarmente accurate, questa nuova edizione Adelphi. Si tratta di romanzi molto più movimentati e meno claustrofobici di quelli degli anni cinquanta e sessanta. Benché già dotato della corporatura ingombrante con cui entrerà nella leggenda, il Maigret degli esordi è più dinamico e avventuroso: lo vediamo organizzare nottetempo un'evasione dal carcere della Santé, per riuscire a scagionare un innocente e a prendere in trappola il vero colpevole; lo vediamo affrontare lunghi pedinamenti e inseguimenti pieni di imprevisti. Se le inchieste degli anni cinquanta e sessanta tenderanno spesso a mettere a nudo la disperata grettezza di qualche nucleo familiare medio-borghese, pronto al delitto in difesa del proprio gruzzolo e della propria rispettabilità, le inchieste degli anni trenta spaziano in un mondo più vasto, che va dagli antri maleodoranti degli usurai ai grandi alberghi di lusso, dai caffè di Montparnasse alle celle del braccio della morte. Tra colpevoli non sempre antipatici e benpensanti innocenti per caso, Maigret si aggira lento e sicuro, chiuso in una nuvola di fumo impenetrabile, alla faccia dell'odierno igienismo.

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    22/02/2017 06.58.32

    Gran brutta cosa è andare da un condannato a morte per dirgli che la sua domanda di grazia è stata respinta, ma ancor peggio è quello che lascia intendere costui e cioè che, collegato a una balera da due soldi, c’è il colpevole di un omicidio in assoluta libertà. Maigret abbocca all’amo e inizia un’indagine del tutto sconclusionata, in un ambiente che non gli è tipico, anzi dove, nonostante tutti gli sforzi, è come un pesce fuor d’acqua. Più che condurre il gioco ne è attirato, anzi quasi si lascia prendere per mano in quello che di tutti i gialli con protagonista il celebre commissario è probabilmente il meno riuscito. Le carenze sono tante, a cominciare dall’ambientazione, più artificiosa che reale, e anche le atmosfere sono forzate e rivelano a tratti qualche ingenuità. Del tutto superficiale, poi, appare l’analisi psicologica dei personaggi che si muovono a comando come dei veri e propri stereotipi. Fra bicchierini di pernod e di acquavite è già tanto se il lettore non si ubriaca, un lettore tutto teso a sbrogliare quella matassa che dovrebbe sciogliere Maigret e che invece rende sempre di più intricata. Per fortuna, stringendo i denti, si arriva all’ultima pagina, con finalmente il nome del colpevole, di cui tuttavia si è ben poco convinti; l’unica certezza è che anche a Simenon non tutte le ciambelle non riescono con il buco e che, oltre che la balera del titolo, anche questo romanzo è da due soldi.

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    susanna bottini

    29/08/2016 12.00.17

    Ho letto oltre venti romanzi di Simenon, e sto leggendo i Maigret in ordine cronologico. Questo è l'11esimo, del 1931. Il Simenon che scriveva questi primi Maigret non mi convince mai del tutto. Forse a causa della giovane età, lo stile mi pare ancora acerbo e spigoloso. La lettura non è mai fluida. Vedremo con i prossimi. Non vado oltre il 3.

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    Salvatore Palma

    12/01/2012 07.49.04

    Jean Lenoir è un condannato a morte che prima di essere giustiziato fa una fugace e parziale rivelazione a Maigret: sei anni prima ha ricattato una persona coinvolta in un omicidio. Con poche indicazioni a disposizione, il commissario inizia a indagare per trovare il colpevole e si imbatte in una osteria (detta "da due soldi" appunto) di un piccolo paese della Senna dove, nei primi decenni del Novecento, i parigini trascorrono i giorni di vacanza e i fine settimana. Dietro l'allegra spensieratezza e l'apparente goliardia del gruppo si nascondono in realtà storie di usura, di ricatti e di tradimenti coniugali. Tra un pernod, del quale si fa uso abbondantemente, e una chiacchierata, Maigret alla fine, inevitabilmente, dipana la matassa. Non mancano i colpi di scena e le sorprese anche se il giallo non sembra essere uno dei migliori di Simenon.

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    Cristiano

    18/06/2008 13.58.56

    Atmosfere nebbiose che sembrano condurre ai confini di qualcosa non ben definito e ambienti che ricordano antiche trasgressioni. E' un Simenon che cattura fin dalla prima pagina, che non molla un istante il lettore e lo tiene stretto con maestria fino alla fine.

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    m

    26/01/2005 09.47.12

    Affascinante questo mondo un pò umido che spesso Simenon ci descrive,tra canali, chiuse, fiumi e la vita che vi si affaccia e svolge. Sempre personaggi particolari e ansiosi, vite difficili e contorte. Una borghesia benpensante bacchettata e molto ben raccontata, anche nei dettagli più intimi.

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