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Hernán Rivera Letelier

Traduttore: P. Marchetti
Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2011
Pagine: 110 p. , Brossura
  • EAN: 9788804606468

Recensioni dei clienti

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    gabril

    02/04/2012 16.44.32

    Con straordinaria leggerezza, attraverso lo sguardo (ormai maturo) della bambina che sa raccontare i film, l'autore percorre la fatica e il deserto, entra nel cuore dello scarno villaggio dei lavoratori nelle miniere di salnitro: Atacama, il nulla intorno; ma dentro non smette di pulsare il desiderio di abbandonarsi alla felicità delle narrazioni, l'impulso di sollevarsi dalla contingente mera sopravvivenza alla trascendente immaginifica "materia dei sogni" che equivale alla stessa pura materia dei film. E intanto si sperimenta il dolore, la violenza, la fine di un mondo e la perdita molti sogni, l'arrivo di nuove illusioni, la scomparsa e la morte. Ma tutto questo è narrato sempre con incrollabile lievità, perchè la bambina ha scoperto la propria arte di attrice-narratrice, ha fatto l'esperienza della felicità di esprimere un talento e farne dono agli altri, di attraversare il deserto e continuare a raccontare nel deserto. A raccontare anche la fine di tutti i sogni, l'ultima inquadratura di tutti i film.

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    jane

    13/03/2012 15.33.05

    Per qualcuno sarà un pregio, per qualcuno un difetto: si legge in meno di 2 ore. E' di una semplicità disarmante ed è talmente breve che sembra non esserci né un prima né un dopo, anche se in realtà abbraccia molti anni. Ma la cosa più bella è la straordinaria figura della bambina che con un talento innato racconta i film prima alla famiglia, poi agli abitanti del minuscolo villaggio di minatori. E'la celebrazione del racconto orale di tradizione sudamericana, una storia ricca di poesia e di ironia, una storia triste, destinata a finire al contatto con la TV e con la modernità.

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    Lady Libro

    23/08/2011 10.24.52

    E'un libro di poche pagine che si legge tranquillamente in pochissime ore, ma che non impedisce di apprezzare totalmente questo piccolo grande capolavoro che mi ha commossa: è una rievocazione del passato, dei tempi in cui il cinema aveva un'anima, aveva storie, luoghi e persone, aveva una vita. Oggi si dà per scontato che andare a vedere un film sia una cosa all'ordine del giorno, ma molti anni fa bastava soltanto un biglietto del cinema per portare le persone in un universo totalmente sconosciuto eppure al tempo stesso così reale, per renderle veramente felici: il cinema era un modo per dimenticare la cruda realtà, per vivere felici, ridere, piangere, impaurirsi e restare sulle spine... Anche se solo per poche ore, in quel mondo volevano perdersi tutti quanti. Volevano vivere le vite di altri per immedesimarsi in loro, per dimenticare le cose brutte, sperando di non uscire mai da quella sala dalle poltrone imbottite e dal grande telone dello schermo. Buttare la chiave di quella stanza e chiudersi dentro per sempre... E' questo ciò che "La bambina che raccontava i film" mi ha detto. Spero che lo dica anche a chi vorrà leggere questo stupendo libro che consiglio assai vivamente e che nonostante abbia uno stile ed una struttura molto semplici, descrive e fa provare sentimenti ed emozioni talmente profondi come soltanto pochi libri sanno fare.

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    giusy

    05/05/2011 10.50.34

    Dolcissimo e delicato. Letelier riesce in questo suo romanzo a mescolare tinte forti e tinte tenui in modo magistrale. Maria Margarita, la protagonista, trasmette a chi legge la bellezza e l'importanza dell'arte del narrare. Lo consiglio vivamente.

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