Traduttore: L. Cuka Maksuti
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 21 settembre 2017
Pagine: 127 p., Brossura
  • EAN: 9788893442367
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Descrizione
"La Bambola", piccola e fragile come cartapesta, è la madre di Ismail Kadare, cui questo romanzo è dedicato. Kadare fa ritorno da lei a Gjirokastër, la sua città natale in Albania, ripercorrendo la sua stessa storia, la sua educazione e le ragioni del distacco voluto da un Paese e da una famiglia forti e segnanti. Una madre sensibile, insicura e indebolita dal confronto austero con le tradizioni balcaniche che la suocera incarna; un figlio emancipato, libero e indipendente, da cui teme un abbandono radicale e irrazionale per dedicarsi al suo percorso intellettuale, alla fama come scrittore e a un amore ribelle fuori dal matrimonio.

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    Vincenza

    12/10/2017 09:21:04

    Tra i candidati al Premio Nobel, a mio giudizio l'opera di Kadaré lascia sempre un po' di amaro in bocca. Non sono mai romanzi del tutto "compiuti", la narrazione spesso ha aspetti di superficialità, di semplificazione. Certamente un autore interessante, ma non uno scrittore da Nobel. Anche questa volta la trama si svolge nei Balcani, in Albania. Ed è questo un elemento di grande interesse: la scoperta di luoghi e vite che a lungo non abbiamo conosciuto, seppur fossero a pochi chilometri da noi.

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Estratto di un'intervista di Francesca Paci pubblicata su La Stampa

Nel romanzo le figure femminili sono centrali: e in Albania?
Nella vita, diversamente dall'arte, l'importanza della donna albanese è sempre seconda a quella dell'uomo. È una peculiarità del carattere etnico dei Balcani che fa sembrare naturale la cosa. In realtà nell'arte balcanica esistono descrizioni meravigliose della donna, che la comparano alle dee. Penso a due versi di un noto poema medievale albanese in cui si dice che le giovani sono "vestite di sole e calzate di luna". C'è una contraddizione palese. Lo scrissi 50 anni fa, la donna albanese è stata più fortunata nell'arte che nella vita e questo in qualche modo è un rimprovero dell'arte alla società [...]

Diversi paesi dell'ex blocco sovietico, dalla Polonia all'Ungheria, esprimono governi dalle tendenze autoritarie, come se dopo decenni di comunismo faticassero ad adottare la democrazia. L'Albania è pronta alla prova?
Non ne sono sicuro. L'Albania deve fare grandi sforzi per incontrare la democrazia liberale. La tendenza c'è, il popolo vuole esplicitamente l'Europa, il campo occidentale e tutto quanto fino a ieri era considerato reazionario. Gli albanesi sono stufi della retorica anti Nato, anti imperialismo, anti capitalismo. Momentaneamente il nostro cammino verso l'Europa può essere frenato dal retaggio culturale, ma andiamo avanti.