La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

Hannah Arendt

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Traduttore: Piero Bernardini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 20
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 settembre 2013
Pagine: 320 p., Brossura
  • EAN: 9788807883224

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«Per lei, che, con William Faulkner, crede che “il passato non è mai morto, anzi non è neppure passato”, la memoria non è un dovere, ma una necessità, un bisogno, qualcosa di indispensabile per poter giudicare.» Sabina Loriga, “Diario del Mese” gennaio 2003

Un libro scomodo che pone domande che non avremmo mai voluto porci e che dà risposte che non hanno la rassicurante certezza dei ragionamenti manichei. Un libro che per questo provocò, al suo comparire, nel 1963, accese discussioni e pesanti critiche all'autrice.

Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
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    Emanuela

    19/09/2019 20:55:34

    Come Hannah Arendt scrive l'oblio effettivo non esiste. Ma per ricordare e non commettere gli stessi errori bisogna pure essere in grado di avere una coscienza, un'umanità - e ovviamente intelligenza. Questo libro non è altro che la narrazione del processo tenutosi a Gerusalemme per decidere della sorte di Eichmann colui che aveva letteralmente ideato la macchina perfetta per liberarsi degli ebrei. La Arendt, che assistette al processo, ne fa una lucida analisi. Tutti dovremmo leggerlo prima o poi.

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    IRENE

    19/09/2019 09:52:20

    Questo libro mi ha sconvolto, soprattutto perché contiene informazioni essenziali per capire la perversa macchina nazista, e sui banchi di scuola viene totalmente ignorato...dovrebbe essere una lettera obbligatoria alle scuole superiori!!! Colpisce anche l'onestà intellettuale dell'autrice, che spiega meccanismi e fatti decisamente scomodi, con una chiarezza che ne permette a tutti la lettura. Super consigliato!

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    v.

    14/09/2019 12:51:57

    Libro indimenticabile, da rileggere spesso.

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    v.

    12/09/2019 21:33:40

    Indimenticabile e commovente.

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    Elena

    14/06/2019 11:32:21

    Da leggere per riflettere. Esistono i buoni e i cattivi? Perché una persona è l'uno o l'altro?

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    n.d.

    31/05/2019 15:21:19

    Per approfondire l'argomento Eichmann. L'ho trovato ben scritto!

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    Valentina

    20/05/2019 17:48:38

    Saggio interessantissimo.

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    Roberta

    03/04/2019 11:51:47

    Un volume necessario che dovrebbe essere obbligatorio nei licei.

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    Kory78

    11/03/2019 21:16:13

    Splendido saggio sull'esistenza del Male. Inqualificabile la misura dei caratteri... ci vuole la lente a contatto.

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    Benedetta

    11/03/2019 19:08:12

    Uno dei saggi più completi e sconvolgenti che abbia mai letto. L'autrice racconta il processo ad Adolf Eichmann, ma per farlo deve spiegare nel dettaglio il meccanismo di deportazione ed uccisione degli ebrei europei prima e durante la seconda guerra mondiale. Una catena di montaggio costituita da tanti piccoli ingranaggi che non si stentivano responsabili del risultato finale - è questa la banalità. La quantità di informazioni che ci viene data è sbalorditiva e, per quanto mi riguarda, scioccante. è stato sconvolgente leggere di come praticamente tutti sapessero o potessero intuire ciò stava succedendo, che le stesse comunità ebraiche hanno avuto un ruolo fondamentale, che alcuni stati (oltre alla Germania) hanno adottato leggi e altre 'iniziative' antisemite ancora prima che la guerra cominciasse, che la guerra permetteva di risolvere il problema senza dare troppo dell'occhio e molto altro.

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    Pippo

    11/03/2019 06:43:57

    Un libro intenso e inquietante allo stesso tempo. Impostato come la cronaca del processo ad Adolf Eichman, criminale nazista responsabile in ultima analisi dell'organizzazione della deportazione verso i campi di concentramento, allarga l'orizzonte per spiegare come una simile macchina del terrore sia potuta nascere. Difficile riassumere in poche parole, ma essenzialmente nasce e prospera sui piccoli comportamenti di piccoli uomini che lentamente fanno scivolare la nostra società verso il baratro. La Shoah non è iniziata con le camere a GAs, ma con l'odio, l'antisemitismo, il razzismo, la prevaricazione sistematica e crescente di un gruppo che non trova nessuno a contrastarlo: proprio perché avanza a (a volte piccoli) passi, si insedia come un cancro nella società fino a che il male diventa cosa di tutti giorni: appunto, banale. Eichmann è degno rappresentate di questo fenomeno: piccolo e mediocre burocrate trova nelle sue funzioni il modo di guadagnare un po' di luce sulle sventure altrui. E diventa efficientissimo nell'organizzare esodi di massa; cosa che riesce a fargli fare una discreta carriera. Nessun rimorso, nessuna scusa di obbedire a ordini. Solo banalità e luddismo.

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    Maria

    11/03/2019 05:47:27

    Il libro è una raccolta di reportage di cui Annah Arendt, un’ebrea tedesca proveniente da una famiglia ricca, tratta per sottolineare l'inconsapevolezza delle conseguenze delle azioni messe in piedi dal regime totalitario, appunto "la banalità del male". L'atrocità del male causato da Eichmann non si coniuga con la "normalità" del personaggio, tantomeno con l'assenza di tratti psicologi borderline. Piuttosto è rintracciabile in lui l'incapacità di guidicare l'efferatezza delle proprie azioni ed è proprio questa la radice della mostruosità di quell'epoca.

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    Antonio

    10/03/2019 22:21:25

    Istruttivo e interessante. Da leggere assolutamente

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    Luisa

    10/03/2019 15:40:08

    La banalitá del male. Un libro stupendo. La Arendt ha il dono superiore di semplificare le difficoltá. Scrive da giurista, da processualista, da costituzionalista, da internazionaista, da giornalista senza mai perdere la semplicitá e la chiarezza. Uno sguardo non partigiano (e l'ha pagata cara nel suo ambiente) sulle attivitá atroci del nazismo, ma sopratutto sulla organizzazione burocratica di un incredibile sterminio non solo di ebrei. Eichmann ne esce come uno sciocco ambizioso, senza l'ombra di una coscienza e quindi senza l'idea del male. Obbedienza e efficenza erano i suoi ideali. Oltre questi, il nulla. Tutto atrocemente banale. Ma quanti problemi sollevó quello strano processo e sono tutti riportati in maniera incalzante dalla Arendt, fino alla conclusione riassuntiva delle ragioni di una esecuzione dovuta e non dovuta. Sará un libro che avró sempre con me perché ha fatto tanta luce sul periodo piú nero del nazismo. E certe perle non si lasciano.

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    Marco

    09/03/2019 22:14:12

    Un libro per conoscere l'assurdità del regime nazista e delle sue nefandezze. Tratta il processo al criminale nazista Adolf Eichmann. Libro crudo e doloroso, che mostra tutta la banalità del male. Tutti dovrebbero leggerlo

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    Federica

    09/03/2019 15:00:43

    Da avere assolutamente in libreria. Un evento raccontato nello stile della Arendt fa capire ancora di più la gravità di quel momento storico. Spedizione discreta, pacco discretamente integro.

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    Veronica

    08/03/2019 19:00:35

    Il processo ad Eichmann è una vicenda che sta fortunatamente interessando sempre più persone. La banalità del male racconta attraverso gli occhi attenti di Hannah Arendt il processo ad una persona così importante per il piano nazista contro gli ebrei, ma allo stesso tempo così semplice, banale. Lettura che fa riflettere e che andrebbe letto da tutti almeno una volta nella vita.

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    maria

    07/03/2019 16:43:23

    il romanzo narra il processo al criminale nazista Adolf Eichmann. una lettura necessaria, che fa riflettere

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    benny0097d@gmail.com

    06/03/2019 20:43:30

    Una trattazione precisa, puntuale ed oggettiva del processo Eichmann. Hannah Arendt dà il meglio di se stessa in un reportage così ricco e completo, che mette in luce tratti di un uomo considerato la causa di ogni male, ma che in realtà non è altro che un semplice, mediocre, burocrate. Lettura consigliatissima, estremamente interessante ed istruttiva, dal momento che l'autrice non ha solo vissuto sulla propria pelle la Shoah e gli anni della guerra, ma è stata anche una grandissima filosofa.

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    Ale

    06/03/2019 07:00:57

    Ottimo. Serve a riflettere

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  • Hannah Arendt Cover

    Filosofa tedesca. Formatasi nelle università di Marburgo, Friburgo e Heidelberg, ebbe come maestri Heidegger, R. Bultmann e K. Jaspers.Di origini ebraiche, nel 1933 emigrò in Francia, per poi trasferirsi negli Stati Uniti nel 1940.I suoi principali interessi si sono orientati sull’agire politico, inteso come dimensione pubblica dell’esistenza umana.In "Le origini del totalitarismo" (1951), la Arendt ricostruisce il processo storicoche ha condotto alle dittature europee e alla seconda guerra mondiale; i momenti decisivi di tale processo (antisemitismo, imperialismo e trasformazione plebiscitaria delle democrazie) sono interpretati come effetti di una complessiva de-politicizzazione della cultura moderna."Vita activa" (1958) propone l’e1aborazione in termini filosofici... Approfondisci
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