Banche impopolari. Inchiesta sul credito popolare e il tradimento dei risparmiatori

Franco Vanni,Andrea Greco

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 marzo 2017
Pagine: 215 p., Rilegato
  • EAN: 9788804675105
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Descrizione

Nel loro viaggio dentro la crisi del sistema creditizio locale, Andrea Greco e Franco Vanni descrivono l'evoluzione, i retroscena, i colpi di teatro e le ambizioni frustrate dei protagonisti del «romanzo bancario popolare» italiano.

Negli ultimi anni, oltre 500.000 soci delle banche popolari italiane hanno dimezzato il valore delle loro azioni in Borsa, e in Veneto hanno perso tutto. Inoltre 373.000 hanno oggi in mano titoli non quotati invendibili, che domani, forse, liquideranno a una frazione del prezzo d'acquisto. Qualche obbligazionista ha perfino dovuto ripianare le perdite degli istituti, senza contare il danno collaterale di decine di miliardi di depositi sottratti al territorio e al credito. Così, dopo oltre un secolo di glorioso sostegno alle economie dei campanili, quelle locali sono diventate «banche impopolari». Non solo per la crisi finanziaria e la recessione. Anche per le condotte di tanti banchieri, favorite da uno stile di governo obsoleto che, facendo valere in assemblea il principio «una testa, un voto», ha tenuto lontani i grandi investitori e generato potentati creditizi quanto mai opachi. Da qui sono partiti discutibili assalti al cielo per costruire colossi nazionali a suon di acquisizioni, prestiti facili e bilanci condiscendenti. E proprio la degenerazione del modello popolare ha contribuito a rendere l'azione di controllo di Banca d'Italia e Consob poco efficace. Le crisi bancarie di Arezzo, Montebelluna, Vicenza – dove lo Stato è dovuto intervenire per evitare il crac – e i casi di Bari, Bergamo, Marostica, Milano, Verona hanno condotto al crepuscolo il modello cooperativo. Nel 2015 il governo Renzi ha avuto buon gioco a imporre una riforma che si attendeva da decenni, spingendo le dieci maggiori popolari a trasformarsi in Spa, per favorirne l'accesso al mercato dei capitali e aumentare le aggregazioni in un sistema frammentato. Ma la riforma ha i tratti di un'incompiuta: criticata dal Consiglio di Stato, osteggiata o realizzata solo in parte dagli interessati, «impopolare» per i clienti-soci perché, nel peggiorato contesto finanziario globale, rischia di aggravare le malattie che intendeva curare. Nel loro viaggio dentro la crisi del sistema creditizio locale, Andrea Greco e Franco Vanni descrivono l'evoluzione, i retroscena, i colpi di teatro e le ambizioni frustrate dei protagonisti del «romanzo bancario popolare» italiano, e raccontano come un perverso intreccio di potere e denaro, risparmio e speculazione, abbia finito per trasformare le popolari da volano di territori e borghesie operose in infernali macchine mangiasoldi.

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    Mirko

    25/07/2017 10:20:54

    Un libro che getta luce sulla situazione delle Banche Popolari, a seguito della riforma del 2015. Tra quelle che in qualche modo reggono, e quelle che invece sono affondate, come dimostra il disastro delle Popolari Venete, dove a tante storiche pecche del nostro paese (conflitti di interesse, sistemi di potere diffuso, totale deferenza per chi comanda), si sono aggiunte quelle dell’odierno mondo finanziario (azzardi spregiudicati, agenzie di rating fallaci). Lettura che difficilmente può non far venire rabbia (soprattutto nelle pagine con la cronaca del naufragio veneto): risparmiatori che perdono tutto (qualcuno anche la vita), posti di lavoro in fumo, e dirigenti irresponsabili afflitti da manie di onnipotenza, che una volta fatto il danno sembrano unicamente interessati a limitare le conseguenze (giuridiche ed economiche) per loro.

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Indice.

Introduzione
Una nuova riforma di vent'anni fa - Un secolo e mezzo di storia, prima gloriosa poi meno


I. Il disastro del Nordest: Vicenza, Veneto, Veneto Banca, Marostica
Morte a Vicenza - Le operazioni baciate, dove il debito diventa capitale - I pretoriani di Zonin e la trincea difensiva - La rivalità con Consoli e con i cugini di Montebelluna - La nuova gestione unica di Viola, il «bonus» ai vecchi soci e l'intervento dello Stato - Marostica e il suo banchiere in sedicesimo . Esiste un caso bancario veneto?

II. Ubi, la prima della classe
Gli assalti mancati a Mps, Banco Popolare, Bpm. E la «scalatina» alle tre good bank - Il blitz del governo sulla riforma, che ignora il Parlamento e la Lobby - L'autoriforma di Ubi tra le richieste del mercato e resistenze dei notabili - Il bilancio di un anno da Spa della prima «ex popolare»

III. La nave scuola della riforma: Banco Bpm
L'unica fusione bancaria europea del 2016 - L'autocontrollo dei sindacati a Milano: welfare, tessere, deleghe in bianco - L'autocontrollo manageriale a Verona: la cura dei clienti grandi e medi - Le sfide del polo unito: mercato, sofferenze, management

IV. I travagli della Popolare di Bari
Una banca di famiglia - Grandeur sulla dorsale adriatica - Il caotico 2016: azioni bloccate, svalutazione, assemblea «sconvocata»

V. Il paradosso del valore che inchioda 580.000 azionisti
Mezzo milione di soci imparano che valore e prezzo di un'azione non sono la stessa cosa - Quanto valgono le azioni bancarie non quotate? La piattaforma Hi-Mtf per un atterraggio morbido - Piacenza, Ravenna e altre mosche bianche del credito

Epilogo
I futuri assetti fra tagli, fusioni e noccioli duri
Storie di migliaia di bancari messi a dieta dai loro capi - Nuovi soci forti, prove di fusione e l'arrocco sulla holding dopo le critiche del Consiglio di Stato - Il cantiere della finanza emiliana: corsi e ricorsi tra Unipol Banca e Bper - Ma l'Ad di Modena Vandelli ha un progetto valtellinese - A Sondrio la coop più conservatrice si trova laboratorio del cambiamento

Conclusioni
Nulla sarà come prima
Un primo bilancio dopo due anni di transizione - Quattro effetti positivi della riforma delle grandi popolari - Quattro effetti negativi della riforma delle grandi popolari

Appendice
Come investire nelle popolari?
Intervista a Joseph Oughourlian