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Dino Buzzati

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 140 p.
  • EAN: 9788804670216
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Recensioni dei clienti

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    KidChino

    01/04/2016 15.24.55

    Il mio terzo incontro con Buzzati non poteva andare meglio. La sua prima opera parla di un uomo. Un uomo in attesa. L'attesa del suo destino. L'attesa di una rivincita. Dopo non essere riuscito a portare a compimento il suo lavoro Barnabo per lunghi anni attende soltanto il suo momento. E quando quel momento arriva in lui qualcosa si ferma. Capisce che forse ormai è tardi. Tardi per qualsiasi cosa. Anche per la sua rivincita. Per il suo destino. In questa storia troviamo tutta la tematica di Buzzati che accompagnerà il grande autore fino ai suoi ultimi giorni. Un grande della letteratura italiana scomparso troppo presto. Per lui e soprattutto per noi.

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    elisabetta

    14/02/2016 19.21.21

    Un paio di mesi fa mi sono innamorata de 'Il deserto dei tartari' e ho sentito il bisogno di provare di nuovo quella sensazione di pace e commozione che soltanto pochi scrittori sanno darmi. Non ho mai pensato che 'Bàrnabo delle montagne' potesse eguagliare il capolavoro di Buzzati, ma ero certa che la lettura sarebbe stata piacevole. Questo breve racconto racchiude in sé molte tematiche che verranno poi approfondite nella struggente storia di Giovanni Drogo. Bàrnabo è un guardaboschi intimamente legato all'ambiente che lo circonda; ne ammira la vastità, l'aspetto selvaggio e il senso di pace che riesce ad infondergli. La natura è infatti anche qui una splendida protagonista; le aspre montagne con le immense crode spesso tetre e minacciose battute dalla pioggia e dal vento, i misteriosi boschi pieni di vita. Il paesaggio incontaminato assume, grazie ad uno stile asciutto ma incisivo, una connotazione quasi magica. Ogni albero, ogni pianta pare prendere vita, tanto che sembra di udirne il respiro. Un continuo alternarsi di suoni e silenzio fanno di questo racconto una storia molto suggestiva. In comune con 'Il deserto dei tartari' anche l'attesa del riscatto, questa volta per un senso di colpa inconfessabile, lo scorrere inesorabile del tempo che tutto lascia immutato e, infine, la solitudine del protagonista, tanto intima quanto incolmabile, invisibile agli altri esseri umani. Nel complesso Bàrnabo è un personaggio comunque positivo e pieno di speranza, perfettamente in sintonia con l'ambiente che lo circonda. Lettura assolutamente consigliata.

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    Lina

    02/01/2015 19.16.04

    acerbo, noioso. nulla a che vedere con il capolavoro IL DESERTO DEI TARTARI.

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    Carla

    22/02/2014 10.24.12

    E' un libro incantato ma oggi e difficile comprendere gli incantesimi. La natura della foresta e delle montagne si mescola con la natura umana fino a fondersi. Barnabo e' lui stesso parte della montagna impervia e mutevole, affascinante e pericolosa. Come i suoi pensieri, come le sue azioni.

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    fabio

    28/05/2012 13.36.28

    Bellissimo. Se il "Deserto dei tartari" è un capolavoro, questo romanzo breve rimane un piccolo capolavoro. Dino Buzzati ci ha regalato, ancora una volta, una forte emozione

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    Gionata

    17/07/2011 16.06.37

    Libro leggibile in due orette. Molto bello e scorrevole. Mi aspettavo forse qualcosa di più nella descrizione delle care montagne del Buzzati.Da leggere.

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    Alessandro

    12/06/2011 11.15.41

    "Oggi troppa gente si illude di poter fare un romanzo che stia in piedi limitandosi a raccontare i propri ricordi dell'infanzia,della famiglia,del padre,della madre,delle sorelle,della moglie e via via fino alle più lontane parentele,della scuola,della vita militare,della resistenza,dell'ufficio,della fabbrica,eccetera. Si direbbe che nessuno sia più capace di inventare storie". Questo stralcio di una intervista rilasciata da Buzzati nel 1966 dimostra quanto questi concetti fossero già radicati nel 1933 quando fu pubblicato per la prima volta 'Barnabo delle montagne'. E' un romanzo dell'intimo,una favola,in cui campeggia un personaggio solo,in un luogo montano impervio e quasi abbandonato. Un posto sconosciuto e misterioso,che affascina e attrae,assumendo per questo carattere di sacralità (cfr 'Pan' di Knut Hamsun). Tutta la narrazione è incentrata sull'attesa di un evento che dia al protagonista la grande occasione per riscattarsi da una colpa. Nella appassionante lettura nascono così grandi interrogativi:credere di fronte al nulla? fare qualcosa o non fare niente?non intervenire,non tentare di dare un senso più autentico e profondo al proprio esistere (cfr'Il deserto dei Tartari')? Al termine rimane la sensazione che per Buzzati l'attesa senza fine sia ,come ogni esperienza,una forma di esistenza possibile ed anche che le nostre colpe,se esistono, troveranno comunque ii miglior confessore e censore in noi stessi.

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    Renzo Montagnoli

    12/09/2010 20.59.57

    Più che un libro bello è un libro magico, che incanta dall'inizio alla fine. Opera prima dell'autore già anticipa i temi del suo grande capolavoro "Il deserto dei Tartari".

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    bangelina

    08/09/2008 21.11.33

    ...mai continuare a rivangare il passato ed i sensi di colpa...vivi il presente...ecco quello che ho imparato da questo libro che mi è stato consigliato dai miei insegnanti e che magari, se non fosse stato per loro non avrei mai letto

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    Anna

    10/05/2007 22.23.43

    Scritto troppo lento. Non succede niente. Cambi dei tempi verbali che infastidiscono. Veramente faticoso da leggere fino alla fine

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    Alberto

    16/12/2006 18.28.08

    Anche io sono un guardiacaccia e mi sono immedesimato nel protagonista. La chiave del libro è il senso di colpa che prende il protagonista e che lo rende umano nell' indifferenza della società

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    Givanni Matteo De Bini

    21/01/2006 21.50.52

    Un libro che si legge in breve tempo per la storia semplice dei guardiaboschi del paese di S. Nicola. Un delle frasi più significative è la seguente: "le montagne sono nascoste ma si sentono vicine; sono immobili e solitarie, sprofondano nelle nubi." La sintesi del libro: tutto inizia nella casa dei Marden, abitata dai guardaboschi, a s. Nicola,la morte di Del Colle sconvolge Bàrnabo. I guardaboschi si trasferiscono alla Casa Nuova sul col Verde…

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    Giorgio Lupino

    17/06/2002 16.38.42

    Un romanzo così profondo scritto da un giovane di 27 anni prelude già a "Il deserto dei Tartari". Sublime la struttura narrativa arida e costituita da periodi tanto brevi da ridursi a frasi semplici. Indaga nella mente dell'uomo e rende manifesta una crisi interiore incastonata in montagne oniriche e arcane pervase dal travaglio.

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