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Basta piangere! Storie di un'Italia che non si lamentava

Aldo Cazzullo

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 137 p., Brossura
  • EAN: 9788804645580

51° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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Recensioni dei clienti

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    FW

    24/08/2015 12.44.14

    Piacevole lettura, molto scorrevole. L'inizio e la fine sono una breve critica mentre i capitoli centrali sono dedicati agli ultimi decenni, nessuna analisi del passato ma più che altro un'elenco, una carrellata di fatti, di personaggi, di ricordi...il rischio è di poterlo trovare noioso, però a mio parere preso nella maniera giusta crea sicuramente qualche emozione in chi ha vissuto anche solo uno di quei decenni.

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    Raffaele

    21/02/2014 18.09.40

    Un bel libro, a fine lettura, non si può che dedurre: basta piangere! Ben scritto, un vero plauso alla comparazione dei ricordi presenti e remoti; un libro che tutti dovremmo, leggere. Consigliatissimo.

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    anna

    15/02/2014 16.33.38

    Per chi ha 50 anni come me non può non apprezzare il libro di Cazzullo. Mi ha fatto ricordare cose che neanche pensavo più d'averle vissute. Bravo, mi ha fatto riflettere sul fatto che si dice spesso"si stava meglio quando si stava peggio" in parte vero e in parte no.

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    Giacomo

    28/01/2014 18.34.40

    Strepitoso! Un bellissimo dipinto dell'Italia dai nostri oni ai nostri figli per andare (finalmente) oltre il pessimismo dilagante e smettere di lamentarsi ma rimboccarsi le maniche della vita e apprezzare tutto ciò che abbiamo

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    Dario c.

    25/01/2014 14.14.50

    Via gli autori come Cazzullo ! E' uno dei pochi che cerca di ricordarci di stringere i denti, di non frignare e di non perdere la speranza. Anche se talvolta mi ricorda gli storici degli anni '80 d'ispirazione socialista nazionale, il suo messaggio e' chiaro fin dal titolo.

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    michele68

    03/01/2014 21.44.39

    Mi permetto di dedicare questo libro a tutti quelli che considerano la storia del nostro Paese con gli orizzonti temporali che più gli fanno comodo, a coloro che incessantemente invocano gli interventi degli enti pubblici, a chi strumentalizza i gesti estremi di persone disperate. Non voglio essere polemico, tento di fare ogni giorno la mia parte nel modo migliore per raggiungere risultati significativi. Condivido con l'Autore la regola di esprimermi con il "noi", ma tristemente troppe volte mi è stato risposto "parla per te": individualismo, familismo, corporativismo, cooptazione, assistenzialismo e tanto altro ancora, non è questo il mio Paese, dove "fare sistema" è una locuzione che non riesce ad attecchire e realizzarsi, ma non solo da ora o 10 anni fa. Fa bene l'Autore a ripercorrere la storia del secolo scorso, con i presupposti opportuni vi troveremmo molti "semi" da utilizzare per riportare a regime la nostra economia e tutto il resto di conseguenza: welfare, previdenza, istruzione, sanità e quant'altro.

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    alce67

    31/12/2013 12.47.29

    Per i 45enni come me è un libro simpatico; si ripercorrono alcune amenità della nostra infanzia per provare che la qualità della vita di allora non era migliore di quella attuale. In più c'era solo la radicata prospettiva futura di un progressivo miglioramento. La tesi è corretta e l'autore invita tutti a riprendere in mano i propri destini invece di lasciarsi travolgere dal pessimismo o andare per forza a cercare responsabilità altrui. Si resta molto sulla superfice a colpi di nostaglia stile "Anima mia". Divertente e con qualche messaggio controcorrente.

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    Maurizio Bonfante

    21/12/2013 17.42.34

    Aldo Cazzullo ha colpito nel segno. Non si tratta di sapere se si stava meglio 10 anni fa o mille, come qualcuna ha scritto, ma si tratta di vedere le cose nella loro ampiezza. E' vero i giovani di oggi (parlo dai venti ai quaranta) non fanno che lamentarsi e accusare la nostra generazione (sono del 51) di aver spalmato i nostri debiti su di loro. Ma quale generazione non ha lottato per un piccolo posto al sole? E quale generazione non ha dovuto pagare gli errori delle classi precedente? Una lotta spesso dura e aspra. I giovani hanno trovato una società che se pure imperfetta è senza ombra di dubbio migliore di quella che abbiamo trovato noi e tocca a loro con l'intelligenza e voglia di fare a migliorarla ci sono opportunità infinite sia in Italia sia all'estero, bisogna solo aver voglia di fare. (e non di piangere) Ovviamente la colpa è anche nostra, sono troppo viziati, e quando qualche cosa va male, come in questo periodo, di demoralizzano e alzano bandiera bianca, per fortuna non tutti, altrimenti saremo messi molto male. Vedo molti giovani che partono e vanno a trovarsi il lavoro do c'è, come facevamo noi, con mezzi che non erano certamente quelli di adesso. Ci siamo trovati i debiti della guerra, eppure non siamo stati noi ad andare per le piazze a cantare "Giovinezza" e "Fischia il sasso". Trovo il libro di Cazzullo (che rispetto a noi era un privilegiato)un bellissimo saggio su quello che era la vita di un tempo e di oggi. Pertanto un incoraggiamento ai giovani, fate vostro questo tempo,ricordate che nulla viene dato gratis, pertanto rimboccatevi le maniche che il tempo è dalla vostra parte. Un saluto da Maurizio

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    Guglielmo

    28/11/2013 17.44.38

    Cazzullo scopre che stiamo meglio di cent'anni fa (e non ti dico di mille anni fa), ma non si ricorda che stiamo peggio di dieci anni fa. E invece di dire: "non lasciate che vi tolgano quanto è stato faticosamente conquistato, lottate per conservarlo e stare ancora meglio", ci consiglia di non lamentarci. Ma và...

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    Malo

    31/10/2013 17.06.38

    Giusto. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno al paese dei piagnoni e dei viziati!

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