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Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
Pagine: 316 p. , Brossura

72 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788806215736

Pizzofalcone. Un distretto di Napoli non molto vasto ma assai popoloso, che abbraccia una parte dei Quartieri spagnoli e va giù fino al lungomare. Un distretto variegato, fatto di quattro mondi: basso proletariato, borghesia impiegatizia, alta borghesia commerciale e aristocrazia, tutto concentrato in un’area di tre chilometri lineari.
Piccolo ma strategico. È questo che pensa l’ispettore Lojacono quando il commissario Di Vincenzo gli propone il trasferimento. Pizzofalcone sarà strategico e sarà un inferno, ma sarà sempre meglio che rimanere lì con un capo che gli sta profondamente antipatico. Lojacono è un ispettore investigativo di origine siciliana, ma dai tratti somatici orientali. Per questo tutti lo chiamano “il Cinese”. Napoli era stata la sua punizione, dopo che alcune gole profonde, in Sicilia, gli avevano attribuito legami con la mafia. Risolvere un caso importantissimo dopo pochi mesi dal suo arrivo e arrestare “il Coccodrillo”, il serial killer che aveva gettato la città nel panico, non gli era bastato per guadagnare la stima dei suoi colleghi, che adesso lo stavano candidando per l’"ambito" distretto di Pizzofalcone.
Un commissariato chiuso per infiltrazioni camorristiche. Alla fine di una lunga indagine della digos, quattro dei sei agenti che vi lavoravano erano stati arrestati per traffico di cocaina. Gli unici a uscire illesi erano stati l’anziano sostituto commissario Giorgio Pisanelli e il vice sovrintendente Ottavia Calabrese, entrambi con incarichi amministrativi. Gli altri erano stati sospesi e sostituiti in fretta e furia con il peggio che i commissariati limitrofi potessero offrire: quelli che tutti ormai chiamavano “I Bastardi”. Oltre al sospetto mafioso Lojacono e al giovane commissario di belle speranze (e piglio da venditore di aspirapolvere) Luigi Palma, il commissariato poteva annoverare tra i suoi nuovi acquisti un giovane raccomandato e invasato con l’aria da attore di fiction, Marco Aragona, e due mezzi psicopatici, Alessandra Di Nardo e Francesco Romano, una con la mania delle armi da fuoco e l’altro, depresso e violento, con il vizio di pestare di botte i sospettati.
I Bastardi di Pizzofalcone hanno una cosa in comune: non hanno niente da perdere. Sarà per questo che quando il cadavere della bella signora Festa, moglie del notaio, viene rinvenuto con il cranio fracassato nel suo elegante appartamento sul lungomare di Napoli, gli agenti si tuffano nelle indagini con sorprendente zelo.
Lasciata la Napoli fascista degli anni Trenta, in cui Maurizio De Giovanni ha ambientato la sua nota serie dedicata al commissario Ricciardi, è la Napoli attuale e più nera quella che viene descritta in queste pagine. Un nuovo interessante commissario protagonista, che i lettori hanno già conosciuto nel romanzo Il metodo del coccodrillo (Mondadori, 2012) si aggira per le strade di una città sempre più immersa nel “Noir mediterraneo” e sempre meno indulgente verso i suoi abitanti. Quello che ne viene fuori è un romanzo poliziesco dalle curve classiche ma dalla spinta propulsiva contemporanea. Dialoghi veloci, linguaggio della strada, situazioni tratte dalla cronaca nera, ma anche un ampio spazio per la descrizione di una città sempre più feroce, pur nella sua opulenta bellezza. De Giovanni emerge attraverso l’aria salmastra partenopea con una scrittura fluida e trascinante e imbastisce un classico romanzo poliziesco deduttivo, che ha per protagonista un ispettore dal grande fiuto, dal ragionamento sottile e con un’attenzione quasi maniacale per i particolari. Lojacono è implacabilmente noir, anche nella sua turbolenta vita privata, come lo sono tutti i Bastardi di Pizzofalcone: talmente imperfetti da sembrare veri.

Recensioni dei clienti

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    ciro borrelli

    30/12/2015 18.14.21

    Un romanzo bello ed intenso, il primo di una saga sublime, superiore anche a quella del commissario Ricciardi. Personaggi reali con le loro debolezze, sentimenti e cattiverie. Narra la vita vera. Tutto condito con l'atmosfera noir che solo dalla penna di Maurizio può uscire. Malgrado le 316 pagine, si legge tutto d'un fiato..

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    Michele

    22/04/2015 18.00.08

    Un gran bel noir. Scritto molto bene, con personaggi strutturati e mai banali nelle loro imperfezioni. I caratteri e i lati oscuri degli stessi descritti magistralmente, ma mai annoiando, creando molte storie nella storia. Lettura molto piacevole dalla prima all'ultima pagina, grazie alla quale ci si affeziona ai "bastardi" che, nei loro mille difetti e pochi pregi, si sacrificano provando in mille modi a combattere le loro inquietudini, rendendo molto realistico il tutto.

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    vittorio pisa

    20/03/2015 11.55.27

    Leggendo la sensazione è quella del "già letto". Un po' scontato e di maniera. Tuttavia gli ingredienti di un buon noir "all'italiana" ci sono tutti, compresa una prosa di livello. Lettura seriale, comunque godibile.

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    MissBates

    02/02/2015 15.38.09

    Un giallo all'italiano ben scritto, in alcuni tratti anche ironico e divertente. Mi sono proprio presa a cuore tutti i personaggi, cioé i bastardi di pizzofalcone, ben caratterizzati. sono contenta che siano usciti anche i sequel. e non vedo l'ora di leggerli.

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    Megant

    27/08/2014 09.26.14

    Il Commissariato di Pizzofalcone sta per essere smantellato, dei 6 agenti stanziati, 4 hanno tradito e si sono messi a spacciare la droga requisita ai ragazzini. Per questo si sono meritati l'appellativo di "bastardi" e sono visti malissimo da tutti gli altri agenti degli altri commissariati. L'ultima speranza è affidare la direzione a una brava persona come Palma, che già compare nel "metodo del coccodrillo" e scegliere altri agenti dai vari commissariati per rimpiazzare i quattro traditori. Naturalmente da ogni commissariato vengono scelti i soggetti ritenuti peggiori e di cui si pensa di poter fare a meno. All'inizio quindi i nuovi "bastardi" di Pizzofalcone sono molto eterogenei e sembrano non incastrarci nulla uno con l'altro, tranne il fatto che hanno un piccolo scheletro nell'armadio, come Lojacono che era stato nominato da un pentito come agente colluso. Avere una seconda opportunità invece diventa un collante fortissimo e ognuno a suo modo contribuiscono a risolvere le indagini, come l'omicidio di un'anziana nobile, misteriosamente uccisa colpendola alla testa con una delle palle di neve che colleziona con tanta cura.

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    marcello

    27/08/2014 00.10.31

    Anche meglio dell'ultimo pubblicato. Questa nuova gang di poliziotti va seguita da presso. in alcune parti è prevedibile, ma ti tiene attaccato e per un giallo è tutto.

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    archipic

    25/08/2014 17.46.06

    Sempre grande De Giovanni; scrittura molto scorrevole, personaggi come sempre splendidamente tratteggiati, storia avvincente. Tutti gli ingredienti per un ottimo romanzo.

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    adriana

    30/06/2014 16.56.50

    A me è piaciuto. Trovo la scrittura di De Giovanni molto piacevole: personaggi ben delineati, interessante descrizione degli ambienti. Nei suoi libri non è tanto il "senso del giallo" che apprezzo, ma l'insieme delle situazioni, il clima, l'umanità dei personaggi.

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    Brunella

    27/02/2014 20.26.56

    Non avevo sentito parlare del libro e non conoscevo l'autore. Però in libreria leggendo la trama mi aveva conquistato. In effetti il libro è ben scritto, i personaggi molto credibili e la storia coinvolgente. Piacevole scoperta.

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    mila

    08/01/2014 17.09.03

    mi è piaciuto molto questo giallo di De Giovanni. personaggi ben descritti, realistici, umani nel senso migliore del termine.

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    Fabio De Rosa

    02/01/2014 13.50.55

    Non il migliore, tra I gialli di De Giovanni. Manca ogni tanto di originalita'. Peraltro serve a presentare la nuova serie dello scrittore/bancario

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    davide951

    28/12/2013 17.02.31

    libro ben scritto...consigliato!!!!!

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    MarcoInd

    13/10/2013 19.52.40

    Dopo aver letto Vipera,davvero ben fatto, mi aspettavo molto di più. Libro scritto senza anima, luoghi comuni,finale scontatissimo.La descrizione di un insolita Napoli "milanese" di pioggia e vento unica cosa che ho trovato interessante e originale.

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    Mara

    11/10/2013 10.03.13

    Devo ancora capire perché c'è sempre vento e pioggia nella Napoli di questo libro. Non può essere casuale: insofferenza dell'autore per lo stereotipo della Napoli tutta "sole e mare"? Autore molto generoso: oltre al giallo "principale", ce ne sono almeno altri due paralleli; oltre al tradizionale personaggio dell'investigatore, c'è un'intera squadra di poliziotti (uomini e donne) ben tratteggiati nella loro complessa umanità.

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    Anna

    27/09/2013 18.18.16

    Non conoscevo questo autore e il libro mi è stato consigliato dalla commessa della libreria...Devo proprio ringraziarla. De Giovanni è veramente bravo, il libro è ben scritto, coinvolgente, i personaggi sono ben delineati. Comprerò sicuramente altri libri di questo scrittore.

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    kikki57

    08/09/2013 07.16.43

    considero de giovanni uno dei migliori scrittori di gialli del ns tempo. preferisco le storie del commissario ricciardi ma lojacono non e' da meno.

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    tiziano

    02/09/2013 17.48.50

    a me piace come scrive De Giovanni e il personaggio del commissario Lojacono lo trovo molto centrato pur se con molte affinità con il commissario Ricciardi (la lotta tra due donne per accaparrarsi il cuore del protagonista), a parte questo il libro scorre via bene su binari che l'autore sa disegnare sapientemente.non è un capolavoro ma è molto gradevole. consigliato

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    Renzo Montagnoli

    02/09/2013 07.09.43

    In questo romanzo si nota in particolare il tentativo di de Giovanni di dare vita a una serie di personaggi fissi che siano in grado di attirare l'attenzione del lettore per diversi episodi, così come ha già fatto per i romanzi con protagonista principale il commissario Ricciardi. Tuttavia, a mio parere, la necessità di narrare dell'epoca presente, fatta di magari inutile dinamicità, ha impedito di delineare le caratteristiche progressivamente, evidenziandole invece negli intermezzi che, in questo romanzo, sono francamente un po' troppi, tolgono il ritmo e finiscono con l'affaticare. Del resto anche per la figura di Giuseppe Lojacono si insiste un po' troppo sulle sue caratteristiche somatiche, che lo fanno assomigliare - improbabilmente - a un cinese, così come il personaggio del procuratore Laura Piras, bellissima donna, è più definito per le caratteristiche estetiche che per la sua intima natura. De Giovanni, quindi, in un'epoca in cui ciò che conta è l'apparenza, si è adeguato, ma il risultato letterario ne risente. Se poi si considera il difetto, mutuato probabilmente dalla serie televisiva La nuova squadra, di narrare di due diverse indagini, togliendo continuità in tal modo a una blanda tensione iniziale, è facile comprendere come l'opera finisca col mancare, non solo di caratteristiche di originalità, ma del pathos che è proprio dei thriller. Del resto la fragilità della trama gialla è sempre stata una caratteristica dell'autore napoletano e qui, inoltre, per quanto concerne la soluzione dell'omicidio, presenta anche poca credibilità. Insomma, ci sarebbe il caso di dire che l'autore dei romanzi con Ricciardi e di quelli con Lojacono non sono la stessa persona: nel primo caso si segue anche un fine letterario, nel secondo invece l'obiettivo è puramente commerciale. Da leggere, comunque, anche se a mio avviso l'opera è assai inferiore ai romanzi con protagonista il commissario Ricciardi.

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    orietta

    21/08/2013 12.00.19

    De Giovanni bravo come sempre.Con Farinetti è uno dei migliori giallisti italiani.

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    Monica

    29/07/2013 02.10.37

    Mi è piaciuto molto, spero in un altro libro con la squadra dei "Bastardi di Pizzofalcone". Però confesso che il Commissario Ricciardi ha e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore rispetto agli altri personaggi creati da De Giovanni :)

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