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Marco Malvaldi

Collana: La memoria
Anno edizione: 2016
Pagine: 179 p. , Brossura

17° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838934865
Usato su Libraccio.it € 7,02


Pineta, estate; sulla spiaggia viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Il corpo è stato alcuni giorni in mare e viene riconosciuto da un piccolo malavitoso locale. Questo è il sesto romanzo della serie del Barlume.

«Un tessuto narrativo in apparenza casuale, svagato e divertito, nasconde un’abilissima struttura: è questo il marchio di fabbrica del narratore Malvaldi e il motivo del suo successo… Ancora un piccolo sforzo; come a Porto Empedocle i cartelli stradali recano anche il toponimo “Vigàta” inventato da Andrea Camilleri, così sotto quelli di Vecchiano presto leggeremo “Pineta”» - Bruno Gambarotta

“Siamo a Pineta. Un posto dove ammazzano una persona l’anno.”

E sì, siamo a Pineta, un paese che conoscete, vero? Sì, lo conoscente perché è uguale a molti, moltissimi altri paesi e borghi dell’Italia contemporanea. Quei luoghi dove modernità e passato si fondono, quella provincia densa di colori, suoni, sapori che restano immutati nel tempo, malgrado tutto. Beh, poi non è così vero, dato che, almeno i sapori, si tenta di modificarli un po’, seguendo le mode che vogliono nella cucina ricercatezza e originalità.
“Senza dubbio, in questi due anni, il Bocacito è diventato il ristorante più elegante di Pineta”, così inizia il nuovo romanzo di Malvaldi - uno degli autori più ironici e popolari del nuovo filone di “giallo all’italiana” -. Ecco come quel contesto provinciale e piuttosto statico ha cercato di rinnovarsi, di scuotersi dalle spalle la polvere. Un localino che “coniuga con raffinatezza la tradizione e l’innovazione, due parole che, insieme con «prodotti del territorio», non devono mai mancare in un ristorante nell’anno 2016, pena la squalifica”. Aldo (lo ricordate, vero?), Tiziana, Tavolone (il cuoco) e Natasha – una ucraina - sono i protagonisti di questa bella attività.
Il locale accanto? Beh, nessun dubbio: il nostro Bar Lume, dove si aggirano quei personaggi anzianotti, provincialotti e furbetti che Malvaldi ci ha fatto conoscere e amare. Più o meno pensionati, più o meno nullafacenti, qualcuno, come il Rimediotti, un po’ acciaccato, altri ancora in buone condizioni di salute (e, forse, anche mentali), ma tutti attivi e partecipi nelle discussioni (dal calcio ai sindacati, dalla politica alle donne) e nelle indagini…
Già, perché come si diceva prima siamo a Pineta e a Sassi Amari, spiaggetta davanti alla casa di Ampelio, è stato ritrovato un cadavere, quello di una donna di età compresa, apparentemente, tra i venti e i trent’anni. Certo, il fatto che tra gli abituali frequentatori del bar ci sia anche Alice Martelli, vicequestore di Pineta da poco più di due anni e fidanzata ufficiale di Massimo (il Barrista, uno dei proprietari), aiuta il coinvolgimento generale. In questo caso Alice tutto avrebbe voluto tranne che essere coinvolta in un’inchiesta, dato che tra pochi giorni dovrebbe essere in vacanza in Portogallo, ma tant’è. Ormai il cadavere c’è e non c’è nulla da fare. L’unica speranza è che si risolva il problema velocemente. La morta è Olga, una giovane badante ucraina, con un marito poco raccomandabile di cui avrebbe voluto liberarsi. Un violento appena uscito dal carcere e da poco comparso in zona a Pineta.
Tutto troppo sampling bias (non temete Malvaldi vi spiegherà cosa intende), troppo semplice, troppo prevedibile? Il dubbio c’è, ma “a questo punto arriva il questore di Pisa e si prende il caso”.
Tutto bene quel che finisce bene, specie se si riesce a partire e dimenticare la storia, le incongruenze, i dubbi, i vecchietti del BarLume e la loro spiccata propensione a mettersi nei guai. O forse no… Siamo a Pineta, un posto dove quando ammazzano una persona ce ne sono diverse che indagano e, soprattutto, che scoprono la verità, qualunque essa sia. Andare in vacanza non basta per lasciarsi quel "tutto" alle spalle.

Recensioni dei clienti

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    giuliano

    27/12/2016 15.47.48

    Bruttissimo. Questo romanzo sta ai primi della serie come Amici miei atto 2° sta al primo; un insieme di barzellette che si è cercato invano di unire con un filo conduttore: tutto dejà vu, i personaggi sono macchiette non più personaggi. Riprovaci Malvaldi, sarai più fortunato, le doti ci sono pur non essendo Camilleri

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    tom

    05/09/2016 20.57.36

    Mi dispiace veramente, un po' x campanilismo, un po' xché i primi libri li consigliavo e prestavo agli amici ma da un pezzo leggere di Massimo e dei vecchietti del BarLume non mi dà più soddisfazione. L'autore dovrebbe scomparire dietro la storia invece me lo vedo sempre davanti col suo approccio pedante e pedagogico, fiero delle proprie conoscenze e delle proprie granitiche opinioni sul mondo, sulla politica, sulla religione mentre le situazioni comiche diventano sempre più forzate. Non basta aver creato un ambiente e personaggi simpatici, bisogna, a mio parere almeno, che Malvaldi non si adagi sugli allori e faccia un passo indietro rispetto al suo ego.

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    Cristiano Cant

    29/08/2016 21.37.12

    C'è una simpatia naturale, qualcosa come un contatto sensibile che pian piano cementa i bordi di un'amicizia ideale fa autore e lettore e che oltrepassa il chiuso riferimento a un voto o a un numero. Dunque non merita il massimo questo libro, ma c'è ugualmente come un cinque nascosto,timido, che veleggia accanto al senso di un'eccellenza concreta. Ed è la somma di quei respiri instabili, di quegli attimi nei quali una battuta sgorga perfetta da un fastidio o una sensazione, il taglio che una sana follia (sapientissima) incide nel molle legno della ragione avara, imbrattandola, ma rendendola alla fine più bella. Lo fa intendere anche l'autore nel corso della storia:"Come sempre, nella lingua parlata, è il tono che dà il significato, e da queste parti anche una bestemmia può essere indice di qualcosa di inaspettato si, ma anche gioioso". C'è allora un profumo che solleva e muove ugualmente lo scarso del contenuto e si impadronisce della storia per difetto, come dire, per contrasto, come un esercito di decimali che abbatte la perfezione degli interi.Del resto:"E' proprio vero che metà del mondo non sa niente degli altri tre quarti". Allora fuori le statistiche, le medie, e dentro quel tratto umano che si lascia voler bene, questi "quattro dell'uretra" contro un losco e vuoto perbenismo, quel corteggiare ricchissime ignavie partorendo idee originali, non precise "come un dito in culo", ma libere nel loro deviare intelligente. Solo i titoli dei capitoli meritano un applauso.."Undici come Pulici, cinque e un pezzettino, tre giorni prima del dodici". E perché no "il riporto col vinavil" o "un garbo da ortopedico degli yeti"? Si supera lo stesso grazie al solfeggio di un'ilarità sincera un limite di pochezza di cui può soffrire la storia. Ecco le giunture di un cinque ad ingessare una storia deboluccia,non importa.Ringrazio Malvaldi come lui fa nelle lodi di un personaggio,nel libro:"marito stimato,amico prezioso,passante di rovescio terribile".Aggiungo: scrittore caro.

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    Renzo

    21/08/2016 10.45.11

    Illeggibile! Non c'è trama, il tentativo di fare dell'umorismo è patetico, tanti luoghi comuni; insomma l'ha fatta proprio di fuori, con l'aggravante che il diametro del vaso era di almeno due metri. Marvardino, ma tornare a fare il chimico (ammesso che tu ne sia ancora capace) no, eh?

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    paola

    16/08/2016 22.24.55

    In questo libro non c è niente. Soprattutto non c è malvaldi. E ho fatto pure fatica a finirlo per mancanza completa di interesse.

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    misselisabethbennet

    02/08/2016 16.50.21

    malvaldi è sempre malvaldi e i vecchietti del barlume sono i soliti sfacciati, irriverenti e divertentissimi investigatori... da buona pisana non posso che apprezzare quest' ultimo gialletto da spiaggia che si sposa molto bene con gli altri e di cui consiglio la lettura!!! In attesa del prossimo, ringrazio l'autore

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    archipic

    01/08/2016 17.46.08

    C'è un po meno brio nella stesura di quest'ultimo episodio del Bar Lume; la storia non è male, è ben congegnata, ma tutto il gusto dell'ambientazione di Pineta è un po in sordina, c'è e non c'è. Solo a tratti lo si può riconoscere nella sua unicità; per il resto si nota un po di stanchezza. Spero sia solo un fatto episodico. Aspettiamo il prossimo e vediamo. Ad ogni modo la lettura resta piacevole anche senza eccellere come nei precedenti lavori.

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    patrizia

    21/07/2016 11.56.48

    Davvero un libro senza alcun senso. Malvaldi forse aveva a disposizione una settimana per scriverlo? Preso sulla scia dell'entusiasmo dei suoi precedenti lavori, non sono riuscita nemmeno ad arrivare a meta' dell'opera, mi sono addormentata piu' e piu' volte. Davvero soldi buttati via!! Della serie: riprova sarai piu' fortunato!

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    zia dalia

    17/07/2016 13.58.19

    Un po' sottotono, ma sempre godibile questa nuova avventura del vecchietti del Barlume. Malvaldi e il suo tono ironico sono sempre una buona compagnia.

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    maria

    15/07/2016 19.35.42

    primo e ultimo libro che leggo di qs autore. Ma che è? un tentativo di emulare Camilleri col toscano? peccato che tale dialetto non si presti troppo, con i suoi modi cinici e volgari. A parte qualcuna delle frequentissime battutine ipercostruite, che può risultare divertente, c'è quasi niente altro: né trama, né narrazione, approssimata ed ellittica. Meglio che l'autore faccia onestamente il chimico : non pretendere troppo dagli dei.

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    furetto60

    05/07/2016 15.40.23

    L'autore l'ha affermato durante un'intervista, onestamente, sono i lettori che danno il pane e i lettori continuano a chiedere i vecchietti del Bar Lume. Forse M. si è messo un po' col capo storto a buttar giù un nuovo capitolo di una serie a cui, di sua sponte, non avrebbe dato seguito, ad ogni modo la vicenda appare forzata a cominciare dai riferimenti biblici delle case "pittate" e quelle escluse. Sarà un caso, poi, ma il calo qualitativo coincide con l'apparizione della sbiadita figura della fidanzata vice-questore. Star lì a sperare in clamorosi sviluppi-capovolgimenti amorosi (Tiziana...), testimonia l'affetto ai personaggi (e all'autore) tanto quanto lo scarso contenuto giallistico.

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    Claudia t

    04/07/2016 21.39.50

    Poco stimolante non viene voglia di andare avanti nella lettura

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    RossaMina

    24/06/2016 08.17.10

    Aiuto!!!!! Dov'è finito il barrista? A parte che ci siamo persi tutto il corteggiamento, non è perché si è fidanzato che Massimo si deve ammosciare (va bhè che nella realtà succede spesso così). Per rispondere a qualcuno: non penso che l'intenzione principale di Malvaldi sia far passare i suoi libri per veri gialli. Per il resto solita lettura scorrevole e piacevole.

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    Ritochka

    14/06/2016 15.52.36

    Concordo con alcuni dei lettori che mi hanno preceduto e confermo che, pur essendo una lettura gradevole, questo romanzo non ha lo smalto del Malvaldi cui siamo abituati. Trama un po' contorta e digressioni non finalizzate al racconto. Insomma, speriamo in una futura opera migliore...

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    Fabio

    06/06/2016 11.57.27

    La storia è raccontata con la solita eleganza ed ironia,ma è confusa ed improbabile,con un finale tirato per i capelli e poco convincente. Due sorrisi si fanno e la lettura è fluida,però lo svolgimento della trama è faticoso come non mai e non si trova una logica,solo episodi anche scollegati fra loro e situazioni di contorno e di sfondo che prendono il sopravvento ma paiono fini a se stesse. Speriamo in meglio per il futuro.

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    rita

    30/05/2016 17.09.02

    No ho capito se è un giallo (non vedo attivita' investigativa, e' troppo blanda)poi alla fine c'è buttata li la risoluzione del caso .E'un racconto? . Mi aspettavo qualcosa piu' interessante . La cosa più noiosa l'elenco dello shopping e tutto il tergiversare che porta fuori logica

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    Guido

    30/05/2016 10.06.12

    Non solo i vecchietti un po' stanchi, tutti quanti i protagonisti a cominciare dalla voce narrante di Massimo. Si direbbe che Malvaldi abbia dovuto scrivere 170 pagine per contratto: pistola alla testa? Trama più che macchinosa incredibile con colpi di scena che sono in realtà espedienti per cavarsi s'impaccio in situazioni chiaramente ingestibili come il personale e i soci e i clienti del bar ristorante della Pineta: gli unici vivi sono quelli nominati ma mai parlanti cameriera promossa socia e cuoca(?) e lavapiatti. La soluzione del caso poi più che alla giallistica appartiene al genere 'deus ex machina'. Il peggior Malvaldi che ho letto.

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    Vaduz

    24/05/2016 11.08.51

    Vecchietti un po' stanchi e ripetitivi..ma si legge sempre con un certo piacere.

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    gianni

    22/05/2016 09.33.36

    purtroppo anch'io devo dire che aspettavo ben altro dai lungimiranti vecchietti toscani. Il racconto non è mai stato avvincente, al contrario mi è sembrato contorto e senza pathos, molto piatto e senza lo spirito che accomunava i precedenti libri. Peccato perché i racconti del Barlume sono sempre stati una piacevolissima lettura ma così si spegne lentamente il desiderio di continuare a leggere questo piacevole filone di racconti

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    chicca

    12/05/2016 12.33.24

    Concordo pienamente con Roberta. Romanzo sempre piacevole e ben scritto ma senza essere fresco e brillante come i precedenti. Ci sono anche troppe divagazioni scientifiche per i miei gusti. Inoltre, ed è forse la cosa più grave, oltre ad alcune inesattezze sull'argomento, tutto l'intreccio si basa su dato sbagliato, me ne sono accorta solo perchè per lavoro mi occupo di immigrazione. Licenza letteraria, vabbè...

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