Traduttore: T. Faraci
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 613 p., Brossura
  • EAN: 9788804663928
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Recensioni dei clienti

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    Ross

    14/11/2014 14:50:16

    Ho letto Battle Royale poco tempo dopo aver letto Il Signore delle Mosche e tra i due romanzi la differenza è abbastanza sostanziale. Il Signore delle Mosche è un'opera finita, completa, matura ed esauriente, attraverso i suoi simbolismi. Insomma, alla fine il lettore capisce. Battle Royale è l'esatto contrario: rimangono dei vuoti (in realtà condivido la recensione che precede la mia) ci sono troppe questioni che non ci si riesce a spiegare, che non hanno senso (non che costringere 42 adolescenti ad ammazzarsi a vicenda, abbia un senso), ma nella dinamica complessiva ci sono troppi "non si capisce perché", inoltre il fattore disturbante di assistere alle avventure (tragiche) di tredicenni che fanno cose che la maggior parte degli adulti neanche si sogna, diventa quasi secondario davanti al fatto che, nel caso di Battle Royale di simbolismo ce n'è poco e niente, l'idea la trovo geniale, ma davvero sviluppata malamente, eppure ho dato un volto alto, perché? Perché Battle Royale l'ho letto molto più volentieri de Il Signore delle Mosche (che, ad un certo punto è arrivato quasi ad annoiarmi): Takami è stato più bravo a sviluppare nel lettore la perversa curiosità di sapere come sarebbe andata a finire!

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    Giuseppe

    31/07/2013 09:47:54

    In parte, mi ha deluso. Le aspettative erano elevate (uno dei migliori libri giapponesi), in cui una società autoritaria impone un tremendo "gioco" in cui sopravvive un solo ragazzo. Ottimo, mi sono detto! Inizio col dire che la traduzione è un obbrobrio, ci sono diversi errori e la sintassi in alcune circostante fa venire i brividi. Non ne capisco i motivi. In secondo luogo, le premesse all'ambientazione sono ottime, peccato che poi non si capisce i motivi che spinge questa fantomatica Società dell'Asia a fare questo gioco o come agisce nel Mondo, e si dedicano poche righe a spiegare sommariamente come funziona il tutto, arricchita da una critica banale della società in generale. Viene quindi sprecato uno spunto geniale. Non so se è un mio limite, ma ho trovato molto confusionario i vari nomi dei personaggi, che confondevo molto spesso. Un altro elemento che non ho sopportato, e che mi ha innervosito non poco, è il fatto che ragazzini di scuole medie sappiano cose come utilizzare armi, avere nozioni informatiche avanzate (tanto da entrare nel sistema governativo), cucinare come migliori chef e curare ferite. Il culmine si raggiunge quando due di loro si trasformano in personaggi simile a Rambo, e da soli affrontano i soldati. Insomma, più serietà, stiamo parlando di ragazzini... L'autore poi ripete in continuazione lo stesso ragionamento razionale di tutti i personaggi che li spinge ad agire in modo molto simile. Inoltre, la violenza è eccessiva e troppo "spoglia" e cruda. Insomma, le critiche sono numerose e anche se in alcuni punti il romanzo scorre bene, in altre si inceppa incredibilmente. Anche quando si descrivono situazioni di pura azione, sembra che manchi qualcosa. Abbiate un po' di bontà di non accostarlo a 1984. Quello di Orwel è un capolavoro letterario, Battle Royale è un libro da leggere senza alcuna pretesa per passare un po' di tempo.

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    Emanuela

    16/12/2012 11:51:52

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Avvincente dalla prima all'ultima pagina. Prima di iniziare ogni nuovo capitolo andavo alla fine per vedere quanti ragazzi sarebbero rimasti. Il finale è sorprendente, bellissimo, mi sono anche commossa un po'. E' vero che è un libro pulp, ma assolutamente non splatter. Bellissimo!

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    Lino

    10/12/2012 10:49:49

    Un gran bel libro, quando l'ho acquistato speravo non fosse soltanto un libro splatter pieno di sangue e per fortuna così non è stato... Violento si, ma con una trama molto ben congegnata e con un ritmo di lettura molto veloce. In poche parole nonostante le 650 pagine il libro finisce in men che non si dica! Ve lo consiglio!

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    LittleStar

    22/09/2012 11:10:40

    E' vero, non è un capolavoro...ma ho deciso di dargli il massimo perchè trovo sia un libro ben strutturato e carico di tensione. Non sai fino alla fine come finirà...Ti affezioni a tutti i personaggi (romanzo narrato in terza persona) che, immancabilmente, muoiono (è stata una tortura leggere questo romanzo). Ho letto anche la trilogia di HUNGER GAMES e, a differenza di altri, credo che siano opere simili ma,allo stesso tempo, diverse. BR è incentrato sui pensieri dei protagonisti, la loro piscologia (con la narrazione in terza persona vedi TUTTE le morti e i ricordi dei personaggi); Hunger Games è fortemente focalizzato sulla questione del ribaltamento del governo e la rivolta del popolo. BR è molto crudo, le regole del gioco sono molto più crudeli che in HG. Se non piacciono libri pulp ne sconsiglio la lettura (Hunger Games in confronto ha un tasso di violenza pari a 0). Ero indecisa con un 4 ma ho dato cinque...anche se è un romanzo adolescenziale. Leggetelo...magari dopo aver letto anche HG!

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    BB

    21/09/2012 11:14:39

    Puro pulp, a metà tra 1984 e Il signore delle mosche, è la storia di una classe di ragazzi di una scuola di una immaginaria grande dittatura dell'est che è costretta a partecipare, su un'isola, ad un gioco nel quale si dovranno uccidere l'uno con l'altro entro determinati tempi. Interessante, ovvio, dal punto di vista psicologico (x salvarti la pelle finisci per massacrare i tuoi amici) ma troppo adolescenziale a tratti nei dialoghi (poi in realtà è comprensibile, essendo i protagonisti tutti minorenni), un pò truculento, senza dubbio troppo troppo lungo. Discreto ma piuttosto distaccato, e non è un capolavoro

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    Norman

    26/05/2012 19:13:26

    Quando l'ho comprato mi aspettavo un interminabile splatter tra ragazzi giapponesi con nomi facili da confondere. Invece è stata una piacevole sorpresa. Di violenza ce n'è, e parecchia, ma mai gratuita e fine a sé stessa. Ogni personaggio è finemente descritto nelle sue reazioni in una situazione a dir poco estrema, che fa emergere ogni pulsione e manifesta la vera essenza degli studenti. Penso che solo un giapponese potesse ideare un libro del genere, in cui viene immaginato uno stato totalitario, armato fino ai denti, che sovrasta ogni individuo, che ricorda L'ultra competitività della cultura giapponese e il totalitarismo nord coreano, per la figura divina che assume il leader e chi lo rappresenta(il disgustoso sakamochi) Un libro emozionante imprevedibile, estremo e una serie di personaggi memorabili , tutti ben caratterizzati, tra cui il fantastico KIRIYAMA KAZUO che ho amato nonostante non dica una parola durante tutto il "gioco"

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    Giancarlo

    20/04/2012 22:53:28

    Sono doppiamente deluso da questo libro. Mi è sembrato il modo peggiore per sprecare un'idea originale forte(il Programma, la battaglia all'eliminazione fra compagni di classe, ecc) con una scrittura banale, sciatta, infantile. La critica sociale parte piuttosto male, lasciandoci a secco di una qualsiasi ragione coerente seppur ipotetica, per cui questa fantomatica GrandeAsia debba praticare questo "Programma", pur avendo dedicato un mezzo capitolo per spiegarcelo. Il personaggio centrale delle prime 200 pagine (dopo le quali mi sono fermato) vede sciogliersi fatalmente tutti i suoi "possibili" problemi di coscienza uno dopo l'altro, lasciandolo con la coscienza più pulita di quella di Don Matteo, pur trovandosi praticamente in una carneficina; praticamente più consolatorio di Nonno Libero (sto abusando di paragoni TVtrash...). Insomma, caro Koushun ti inventi la situazione narrativa giusta per raccontare con ritmo, fantasia e onestà gli abissi e le virtù umane, e finisci col raccontarci Beverly Hills 90210 (giuro è l'ultimo!) col machete! Per questo, l'altissima aspettativa giustificata da una trama stuzzicante, si è trasformata nella doppia delusione che vi dicevo...peccato. 400 pagine rimaste da leggere...che non leggerò!

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    mirko

    24/08/2011 13:03:47

    Secondo libro nipponico che ho letto e l'ho trovato fantastico. Vicenda originale arrichita da quelle sfumature orientali che ne aumentano la bellezza. Nonostante a volte un pò troppo cruento, lo consiglio a tutti. P.s. già che parliamo di consigli, evitate assolutamente di vedere il film dopo aver letto il libro.

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    Giuliano

    01/12/2010 12:41:19

    Battle Royale è molto più di un romanzo pulp, di fantascienza, di avventura, horror. Certo, è anche tutto questo, ma dietro il pretesto della letteratura di genere si inserisce una lucida e spietata analisi dello sfaldarsi dei rapporti di solidarietà e dell'emergere di uno spietato darwinismo sociale nel Giappone contemporaneo, metafora di una umanità intera nella quale anche i ragazzini vengono invitati, nel nome del successo, ad uccidere. Scritto con uno stile che invita alla identificazione con i protagonisti, sempre pronto a spiazzare le attese, e con un finale allucinante, è una lettura fondamentale per chi ami la letteratura giapponese. O la letteratura tout court.

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:02:50

    Nella Repubblica della Grande Asia dell'Est, uno stato totalitario geograficamente localizzato nel Giappone della realtà, ogni anno viene scelta tramite sorteggio una classe di terza media per partecipare al cosiddetto Programma. Questo “evento” prevede il trasferimento della classe su un’isola. Lì, vengono consegnate mappe, bussole e generi di sostentamento. Ma non solo. Il gioco consiste in una lotta all'ultimo sangue in cui i partecipanti devono impugnare un'arma affidatagli a caso e uccidersi a vicenda. Per costringerli a partecipare, tra i vari espedienti c'è un collare che fornisce al centro di controllo la posizione degli studenti e che esplode in caso di fuga o di ammutinamento. Alla fine dei 3 giorni, solo uno di loro tornerà a casa. Gli altri dovranno essersi tutti uccisi a vicenda. Ho letto opinioni contrastanti su questo romanzo di Koushun Takami. Io personalmente l'ho apprezzato parecchio. Lo stile è quello che è, la traduzione lascia un pò a desiderare, qualche situazione è a dir poco paradossale e inverosimile, questo è vero. Però Battle Royale è il classico libro che t'incolla alla poltrona. Suspance, angoscia, amori adolescenziali, colpi di scena, qualche risata e soprattutto sangue non mancano di certo. Ma la cosa che ho apprezzato di più è che.. ..anche i buoni muoiono.

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    teo

    03/07/2010 13:41:29

    Per me ebbe tutto inizio nel 2006-2007... appassionatomi di Kill Bill cercai l'attrice Chiaki Kuriyama su web e lessi ne3la sua biografia che tarantino l'aveva scelta x il ruolo della terribile Go Go Yubari dopo averla vista in Battle Royale, un film violentissimo dove squadre di ragazzi delle superiori sono costretti ad uccidersi tra loro entro 3 giorni finchè non ne sarà rimasto uno solo. Se questo non avrà luogo i collari elettronici legati al collo di ognuno dei partecipanti verrà fatto esplodere e nessuno verrà proclamato vincitore. Chiaki interpreta Takako Chigusa, così iniziai ad appassionarmi a lei e ad un certo niida...che farà una brutta fine per mano sua.. Venni così a scoprire che il loro combattimento era diverso da quello del romanzo(ah, perkè han fatto pure il romanzo?) e dal successivo manga (addirittura??)....Così iniziai l'esplorazione di questa storia affascinante..lasciai perdere per un po..ma nel 2008 ci ritornai su..trovai finalmente il coraggio di vedere il film e mi piacque talmente tanto che decisi di completare l'opea "BR con collezione di manga e romanzo. Per chi volesse gustarsi il meraviglioso manga è attualmente in ristampa e si trova nei negozi specializzati al completo.. Ma veniamo al romanzo, un'opera scandalosa, certo, per i benpensanti, che l'anno successivo vollero bandire pure il film fresco di uscita cinematografica... Comunque il romanzo, bellissima storia con dei personaggi straordinari, riesce a trattare di talmente tanti argomenti insieme da risultare una summa di emozioni, amicizie, pensieri, momenti ..che costituiscono l'adolescenza contemporanea, buona o cattiva nelle sue varie diramazioni ..dal bullo al perfettino..dall'esclusa all'otaku..alla cattiva e al cattivo...allo zuccone al taciturno timidone...dal secchione presuntuoso al ragazzo omosessuale...il tutto raccontato con freddezza spiazzante..Non piaciuto ad alcuni..d'altra parte è celebre per la sua controversia, ma la traduzione di Tito Faraci è stata veramente pessima..Resta 1 classico comunque. Da AVERE.

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    qdp

    02/07/2010 07:32:14

    Dare 1/5 è essere magnanimi! UNO STRAZIO! Un tomo di 600 e passa pagine di pura e distillata noia, non si salva nulla, nulla. Paradossalmente se si togliessero 500 pagine (quelle centrali) non se ne accorgerebbe nessuno e questo è quanto dire........ Scritto malissimo, senza ritmo, con pause mortifere ti da sui nervi! La banalità elevata allo stato dell'arte. Per rispetto al libro (in senso alto), all'acquisto ed alla lettura l'ho terminato ma che fatica! Forse la "cosa" peggiore che abbia letto nell'ultimo anno. ZERO

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    Nicholas

    22/04/2010 19:12:39

    Purtroppo devo dissentire con la maggior parte dei vostri commenti. Premetto di essere un lettore assiduo e di leggere qualsiasi genere di romanzo. Anni fa, mi capitò per le mani un articolo in cui veniva recensito il Film da cui è tratto l'ononimo romanzo; incuriosito iniziai ad informarmi ma all'epoca il romanzo doveva ancora uscire in italia (forse era meglio così) così lasciai svanire il mio interesse e mi limitai a segnarmi il titolo de romanzo. Per caso l'anno scorso girando per la libreria della mia città, mi imbattei su questo titolo e memore delle recensione ( parliamo del libro più venduto in giappone ) coprai il titolo. Ora solitamente quando commento un libro cerco di analizzarne vari aspetti e non mi soffermo alla facciata ma il libro di Koushun Takami è PURA SPAZZATURA. Potrei perdere ore a spiegarvi il perchè,ma vi basti sapere che l'autore non sa scrivere. Il tomo di Takami disorienta, ci arrichisce di particolari ove non è neccessario, sfonda nel buonismo, crea un distinzione tra bene e male dove distinzione non c'è. Per non parlare dello stile, piatto dove c'è azione, mortifero nei flashback dove l'autore ripete in continuazione gli stessi concetti, orrende le parentesi psicologiche che poco servono all'economia del romanzo. L'autore spezza il ritmo in continuazione e rallenta il romanzo al inverosimile. Una nota a parte va fatta alla traduzione. Orrenda. Probabilmete fatta dall' edizione inglese ( probabile per i costi differenti) il libro risulta essere un ricettacolo di avverbi e ripetizioni, e ne rende il romanzo a tratti illegibile ( provate ad aprire una pagina a caso e leggetela se non credete ) Insomma il libro di Takami è quanto di più squallido abbia mai letto, nemmeno ricercando metafore anguste ne se può trovare un lato positivo, sconsigliato. Voto 1

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    gabriele77

    17/02/2010 16:19:06

    Avevo già letto il manga tratto da questo libro:il manga in questione è praticamente identico,ma secondo me è meglio perchè invece di immaginare si vedono disegnate le situazioni e i vari personaggi. Un consiglio,leggete prima il libro,poi il manga, perchè praticamente identici.

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    Daniele

    06/12/2009 09:40:12

    La quarta di copertina recita : "un tenebroso incrocio tra Il Signore delle Mosche e 1984". Per carità, si abbia un minimo di serietà : questo romanzo giapponese è carta straccia. Però concilia il sonno.

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    Miharu

    27/11/2009 14:33:12

    Per caso ho visto il film, e così mi sono decisa a comprarne il libro. Devo dire che il libro mi ha preso moltissimo nella lettura. In principio ho trovato un pò di fifficoltà nel memorizzare i nomi, molti dei quali simili tra loro, e ho trovato un pò lentuccia la descrizione iniziale dove il protagonista si mette a descrivere dettagliatamente 3/4 dei suoi compagni di classe. Dopo questi tratti iniziali (chiamiamole anche pecche), la trama ha iniziato ad ingranare alla grande. Ben scritto, e molto accurato, e non è vero, che c'è una suddivisione tra personaggi buoni e personaggi cattivi. Ci sono si, i due personaggi definiti quasi 'pazzi omicidi' ma gli altri personaggi sono tutti personaggi che lottano per la sopravvivenza, non per forza considerati buoni, e allo stesso tempo non per forza considerati cattivi. Un bellissimo libro, ben scritto, dalla trama contorta, con personaggi interessanti e intriganti. Lo consiglio vivamente, se piace il genere.

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    incaro

    09/09/2009 11:59:37

    dopo anni di attesa è uscito finalmente questo romanzo definito il capolavoro della letteratura giapponese moderna. Quello che mi sono trovato a leggere è stato un libraccio fiacco ed inconcludente che fallisce da ogni punto di vista: la critica alla società è stereotipata e banale, le scene di azione sono lente e noiose, la violenza è disturbante unicamente nella prima fase all'interno della scuola, la caratterizzazione dei personaggi è superficiale (buoni vs cattivi, ma in fondo tutti vittime degli adulti cattivisissimi), il senso finale del libro è talmente poco originale che avrebbe saputo di vecchio anche se fosse uscito quaranta anni fa. In definitiva, un'accozzaglia di luoghi comuni (la società dittatoriale e cattiva, i giovani che vogliono essere liberi, perfino un fastidioso abuso di cultura pop occidentale) e la definitiva conferma di una letteratura in grave declino. Se questi sono gli eredi della grande tradizione giapponese immagino che Akutagawa si stia rivoltando nella tomba. obbrobrio

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    Paolo

    03/09/2009 09:56:19

    Interessante come trama e situazioni, ma l'ho trovato piuttosto debole dal punto di vista del valore letterario. Sembra piuttosto la sceneggiatura di un film o di un fumetto, con colpi di scena forzati e situazioni al limite del credibile. Nonostante il gran numero di personaggi, inoltre, lo stile è sempre uniforme nel descrivere le varie psicologie. Sarebbe stato più bello cambiare punto di vista e stile narrativo saltando da un personaggio all'altro. Mi aspettavo anche di più sul fronte della critica alla società nipponica (appena accennata). Ottimo come romanzo di svago, ma niente di più.

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    orwell

    30/08/2009 21:56:39

    Libro giapponese alquanto inquietante. La storia è molto semplice. Lo scrittore vuole giocare con gli istinti dell'uomo. Ci sono tutti gli stereotopi, dal pazzo assassino che si trova a suo agio, agli innamorati suicidi, dalle ragazze che riescono facilmente a unirsi, ai traditori e dai vigliacchi agli infami assassini. Ogni stato d'animo, ogni istinto sembra essere rappresentato. Sebbene alcuni assassini sono un po' forzati e alcuni combattimenti siano al limite di matrix ci sono parti del racconto che sono davvero interessanti. in primo luogo lo studio delle motiviazioni che ti portano a fidarti di qualcuno: Sei un ragazzino che frequenta la scuola e all'improvviso devi uccidere i tuoi compagni. Per sopravvivere devi allearti con qualcuno, ma con chi? di chi ti fidi? perchè? L'autore risolve questo problema facendo rifermiento alla vita scolastica di ognuno dei 42 ragazzini. La fiducia viene concessa alle amiche di cuore, al compagno di squardra, alla fidanzatina e all'amato non corrisposto. E' davvero curioso che il fatto di avere subito un torto più o meno stupido in classe determini la vita o la morte di un compagno. Si uccide perchè non si ha in simpatia una persona o perchè è stata cattiva con un tuo amico, o perchè è diverso, gay. in secondo luogo: cosa sei disposto a fare per sopravvivere? devi scoprire se in te vince la razionalità o l'irrazionalità, quanto è forte la tua mente? Alcuni personaggi come il cattivo per eccellenza è ben delineato, la scena del massacro delle ragazze è davvero incalzante, ma soprat

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