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Fleur Jaeggy

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 6
Anno edizione: 1993
Formato: Tascabile
Pagine: 107 p. , Brossura
  • EAN: 9788845910081

Recensioni dei clienti

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    franz

    14/11/2014 14.53.07

    ti mando in collegio così non avrai l'affetto necessario, potrai crescere nei guasti sentimentali, ti indurirai, maturerai prima di altri coetanei. "insomma lo fai per me. per migliorarmi". c'è del lutto nel collegio, anche se sontuoso, esoso, pieno di sport e cultura, di amicizie coatte. Qualcuno, ma non è il caso di Jaeggy, ci andava perché la famiglia indigente lo affidava a convitti religiosi. Si cresce con una piccola sutura, anche l'autrice, viceversa non avrebbe scritto di questa esperienza.

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    Borromini

    31/10/2014 19.50.16

    Letto diverso tempo fa, conservo di questo libro un bellissimo (cupo) ricordo.

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    Borromini

    06/10/2014 22.40.06

    Breve. Cupo. Interessante. Da leggere.

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    jane

    15/04/2014 16.49.36

    Questo titolo da anni mi aveva attratto, finalmente mi è capitata l'occasione di leggerlo, ma che delusione! Esilissima la storia, gelida e artificiosa la scrittura. Non emoziona, lascia solo perplessi.

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    Luciano

    03/12/2011 17.24.31

    Un librettino insignificante sia come scrittura che come storia. Ha di buono che é corto e lo si sbologna presto.

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    Pino Chisari

    10/11/2011 10.06.49

    E' stata la scoperta di una scrittrice originale e molto poetica. Magari le capita di scivolare nel paranoico, ma hai la sensazione che sia una sua scelta narrativa per potersi liberare di quello che ha dentro ed esprimere tutto intero un mondo segreto e lirico.

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    Loris

    12/09/2011 14.49.10

    Il titolo accattivante e la brevita' sono un invito alla lettura. Non si tratta di un romanzo vero e proprio, quanto piuttosto di un flusso di ricordi e sensazioni, legato agli anni del collegio ed in particolare all'amicizia amorosa con l'enigmatica e seducente Frederique. Scrittura lirica ('femminile' forse e' solo un'etichetta di comodo.. ), a tratti evocativa ed elegante, altrove ridondante e dispersiva. Mi ha colpito il frequente ricorso ad immagini di morte, a sottolineare la stasi e la frustrante attesa di cominciare a vivere davvero, fuori dalle mura del collegio. Nel complesso, trovo che la bellezza formale non compensi del tutto l'esilita' della narrazione. Probabile che altri con una diversa sensibilita' letteraria traggano maggior piacere da queste pagine.

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    agata

    27/02/2008 16.45.19

    Cadenzato e regolare. Un ritmo uniforme e rigido. Uno stile narrativo particolare, non comune. Ogni cosa, qualunque cosa, ogni giornata di sole, ogni paesaggio, tutto ha un sapore sepolcrale. Né brutto, né bello. Particolare.

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    Alfonso

    26/02/2008 08.05.12

    Se la scrittura della Jaeggy è considerata da molti critici bella, tersa ed elegante, allora Ilvo Diamanti, il sociologo che scrive su Repubblica e mette un punto ogni due parole, è il Manzoni dei nostri tempi. Questa prosa è bella quanto può essere bella una lastra di cristallo ridotta in briciole. Ma questo è il “miracolo” dell’arte dell’ultimo secolo: piacciono anche le briciole, anzi soprattutto le briciole. Il libro è molto deprimente non per la sua atmosfera di funeraria antipatia per la realtà (che del resto non è originale, ma arieggia tante altre atmosfere simili), ma per l’assoluta impotenza dello stile. Il fatto che nella scrittura del romanzo non ci sia nemmeno un guizzo di energia rivela il compito diligente, la maniera e il trucco. (Cfr. Leopardi, Zibaldone, 4 ottobre 1820).

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    Isla

    24/05/2005 19.50.22

    L'atmosfera immobile e claustrofobica di un collegio svizzero del secolo scorso frequentato da educande di buona famiglia. Una scrittura raffinata ed elegante per un libro algido ed avaro di emozioni.

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    Reader

    29/04/2005 12.50.47

    Non ci siamo. L'unica cosa buona di questo libro è la scrittura, ma senza mai prendere un giro di frase che la distacchi da tante altre buone scritture. Quanto alla storia che racconta, si può dire che ha lo stesso difetto: è una storia personale che non diventa mai paradigmatica. In conclusione: dà l'impressione di una signora ben vestita che, per molto che si sforzi, non diventerà mai elegante.

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    m.c.

    18/04/2005 16.15.06

    molto molto bello...consigliato

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    Milena

    09/01/2003 15.50.54

    Ritmico e non lento. Leggero e soave come un sommovimento dell'anima e pesante e forte come un pugno nello stomaco che non ti aspetti. Così è la vita. Capolavoro di Fleur Jaeggy.

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    Marina

    17/03/2002 19.37.05

    Veramente bello! Scritto molto bene. Interessante l'ambientazione e la storia. Adolescenza di ragazze in collegio. E' la storia di piccole donne cresciute distanti dal mondo, e del rapporto particolare, a volte morboso, psicologico, anche omosessuale che si crea tra di loro, costrette a vivere solo con altre donne. E' scritto in prima persona, come un diario. Si concentra tutto in pochi, semplici ambienti e personaggi. Il significato delle parole dell'autrice è implicito, da ricercare tra le righe, niente viene spiegato, lascia molto spazio all'immaginazione. Non descrive gli ambienti, ma le sue sensazioni nel contesto in cui vive, così il lettore può immaginare tutto, tutto ciò che suscita questa lettura. L'ho trovato sicuramente inquietante. Lo consiglio!

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    IVAN

    22/11/2000 16.31.49

    Un ritorno alla semplicita in questi anni di ipervelocità, un ritorno alla normalità, uno appello alle lentezza. Insomma: erano più liberi gli anni tra le mura di un collegio che la finta liberta proposta dalle nuove tecnologie

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