Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 2
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17 gennaio 2018
Pagine: 278 p.
  • EAN: 9788804685388
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Descrizione
Antonio Magnano, giovane seduttore catanese, non riesce a consumare il suo matrimonio con la bella ereditiera Barbara di cui è forse troppo innamorato. Nel clima di machismo che impera tra le due guerre lo scandalo scoppia rapidamente. Il più amaro e significativo romanzo di Vitaliano Brancati (1907-1954).

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    angelo

    26/11/2018 13:38:44

    Ingredienti: un siciliano bellissimo dalla fama di playboy, la virilità esibita come una dote in politica e famiglia, un difetto imperdonabile in una società fascista e puritana, i pettegolezzi di paese a sgretolare onore, famiglie e carriere. Consigliato: a chi vuole ma non può, a chi può ma non riesce.

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    Cristiano Cant

    22/04/2018 09:49:52

    La verità di un disagio che strozza, che annienta, l'ombra dell'impotenza che invade il corpo e i pensieri di un uomo bellissimo. Come gestire questa fragilità nella rozza arena del sussurro di provincia, nei rintocchi della bugia cortese che ungono ogni stradina, fra saluti viscidi e sorrisi abbozzati, fra occhiate e sospetti che pian piano comprimono il cuore fino a logorarne battiti e pazienza? Uno sfondo magistrale, una Catania che brucia di sole e dove "lo scirocco strofina con più forza la sua umida pancia, mantenendo il selciato sempre fangoso". E' Antonio l'eroe del nostro racconto, l'uomo col macigno nell'anima, faticosa commedia da portare avanti con chiunque, col padre, con gli amici, e tuttavia spinta lo stesso in una tale difesa di sé che finirà per sfociare in un vero matrimonio. Dal quale inevitabilmente uscirà a pezzi, "un uomo inutile, una cassapanca da corridoio". E' quasi impossibile, in quell'angolo di natura tanto virile, con un'Etna che si staglia in alto a dominare i paesetti, non vivere dentro di sé uno smarrimento così tremendo. A contrasto del quale Brancati, con ironia stupenda, pone il segreto della bruttezza che conquista: "Sulla terra piena di misteri, il vivente più misterioso è forse l'uomo brutto". Come se anche l'aria leggesse nei caratteri, in quel complicato tempo sociale del Sud, fra quei sipari aperti su palchi di silenzio, imponendo schemi di doverosa menzogna così innaturali e violenti e tuttavia così necessari. Commovente quest'accostamento che inventa l'autore: "Il pipistrello vola, ma la sorte gli nega il canto; ed egli, vergognoso del suo strido, sbatte in qua e in là con un turpe silenzio, arrampicandosi irosamente per quei giri di cielo in cui la rondine ha lasciato il suo garrito e l'allodola il suo trillo". Lo stesso il destino del protagonista, smarrito e inetto nella sua corazza di bello, che pure non può non indossare. Una scrittura di lirica ricchezza, paesaggi e interni descritti con mano ineguagliata.

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