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Bella addormentata

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Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana. Roberto, con il fratello, è schierato nell'opposto fronte laico. Un "nemico" di cui Maria si innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio. E contro ogni aspettativa, alla fine, un risveglio alla vita...
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    matteo

    17/05/2020 16:04:22

    Film sul tema scottante dell'eutanasia, trattato in maniera, secondo me, non del tutto convincente ma apprezzabile nella regia di Marco Bellocchio

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    EzianaB.

    10/02/2014 19:03:35

    Riconoscibilissima, anche in questo film, l'abilità di Bellocchio di mantenere inalterato il tono provocatorio nella contaminazione dialettica e parossistica tra pubblico e privato, etica e politica, fede e ragione rabbiosa. In un paese belante che tende a coagularsi attorno ai corpi morti della legislazione e alle dinamiche ecclesiastiche e di partito, la "buona morte" rischia di rimanere solo un retaggio concettuale senza alcuna dignità giuridica. Un film che non propone soluzioni ma si avvita attorno all'apatia di troppe coscienze, additandole. Superba la Huppert.

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    Umberto75

    30/12/2013 22:55:44

    Film ben diretto su un tema davvero scottante come l'eutanasia. A mio avviso però poteva e doveva essere meno "politically correct" ed osare di più. Nel complesso un buon film, nulla di più

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    Robertinho

    12/03/2013 18:15:15

    Con la vicenda di Eluana Englaro sullo sfondo e altre storie parallele simili, Bellocchio dipinge molto bene e con molta astuzia il motivo per cui l'Italia è un paese desolatamente arretrato: lascia che i fatti parlino da soli. Solo immaginare cosa potrebbe pensare uno straniero di ciò che il film mostra mette i brividi. Dall'incapacità di darsi leggi adeguate, frutto di desolanti populismi più che di partecipazione democratica reale, ai servilismi di potere, alle faziosità e indottrinamenti che spesso degenerano in fanatismi, religiosi e non. Nel complesso, però, il film non mi ha convinto. Una storia d'amore abbastanza pretestuosa, il cui fine sembra essere quello di giustificare un'abusata e un po' scontata frase finale - "L'amore cambia il modo di vedere le cose". La descrizione di dinamiche familiari malate (una madre parossisticamente religiosa, un figlio che stacca l'ossigeno alla sorella non per pietà ma per egoismo). Un medico che salva un'aspirante suicida, guarda caso bellissima e in cui pare che il giuramento di Ippocrate lasci più spazio a un interesse amoroso un po' fuori luogo. Infine, un'eccessiva lentezza complessiva. Certamente fantastici alcuni momenti e alcune immagini: quella ad esempio dei senatori a mollo, che richiama quasi un girone dantesco, o il dialogo fra lo psichiatra e il senatore, presto dimissionario per un onesto dissenso rispetto alla "linea politica" di partito. Forse l'unico vero momento di geniale arguzia e incisività del film, in cui con poche parole si esprime il senso del tutto. O ancora il monologo sincero del senatore, dal mio punto di vista difficilmente non condivisibile. Come si può vedere, qualche lampo di classe c'è - d'altronde Bellocchio è un Regista con la "R" maiuscola -, ma proprio per questo da lui mi aspettavo sinceramente di più!

Vedi tutte le 4 recensioni cliente

2013 - David di Donatello Miglior Attrice Non Protagonista Sansa Maya
2012 - Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Miglior attore emergente Falco Fabrizio

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); trailers
  • Marco Bellocchio Cover

    "Regista italiano. Interrompe gli studi universitari per frequentare il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dove allestisce vari cortometraggi e approfondisce la conoscenza di autori di rilievo come M. Antonioni. Mostra subito di essere interessato a un cinema che riesca a coniugare l’estetica visiva con la comunicazione di ideali, aspirazioni, rabbia, punti di vista personali sul mondo, affidando i suoi messaggi a un linguaggio concepito come momento di intervento culturale e politico. Il mondo di cui parla nel suo primo lungometraggio, I pugni in tasca (1965), presentato alla Mostra di Venezia come produzione indipendente, è quello giovanile in fase di pre-combustione sessantottesca; è la storia di un giovane, vittima di un’educazione oppressiva e di un ambiente asfissiante insopportabilmente... Approfondisci
  • Toni Servillo Cover

    Attore e regista teatrale italiano. Attore di teatro, profondamente legato alla tradizione napoletana, esordisce al cinema con Morte di un matematico napoletano (1992), inaugurando il sodalizio cinematografico con M. Martone che lo dirigerà nei successivi Rasoi (1993) e I Vesuviani (1997), mettendo in scena il primo di quei personaggi intrisi di cultura e umori partenopei che caratterizzano le sue poche ma ben calibrate interpretazioni per il grande schermo. È Franco Califino in L'uomo in più (2001) di P.?Sorrentino, Amerigo, un esponente della famiglia camorrista dei Cammarano, in Luna Rossa (2001) di A. Capuano e, più recentemente, Titta De Girolamo, malinconico killer in esilio in Svizzera, nell'acclamato Le conseguenze dell'amore (2004) di P. Sorrentino, per il quale vince David e Nastro... Approfondisci
  • Isabelle Huppert Cover

    "Propr. I. Arm H., attrice francese. Studia arte drammatica e comincia con il teatro. Già dal suo quarto film, I santissimi (1974) di B. Blier, mostra di possedere un misto di grazia e forza drammaturgica che i capelli rossi, l’incarnato diafano e lentigginoso e gli occhi acquosi contribuiscono a rendere di volta in volta sempre più aderente ai personaggi, dall’angelico al diabolico. Nel 1977 si accredita come diva, soprattutto in patria, evocando la soave follia di Pomme, la protagonista di La merlettaia di C. Goretta, e l’anno dopo rifulge di ambiguità nei panni della sospetta avvelenatrice di Violette Nozière di C. Chabrol, che le vale un premio a Cannes. Da questo momento si può permettere di scegliere i ruoli che alterna fra cinema d’autore e operazioni da botteghino, ma senza mai superare... Approfondisci
  • Alba Rohrwacher Cover

    "Propr. A. Caterina R., attrice italiana. Di formazione teatrale, dopo un intenso apprendistato tra Firenze e Roma, si diploma nel 2003 al Centro sperimentale di cinematografia e comincia a comparire in piccoli ruoli al cinema (L’amore ritrovato, 2004, di C. Mazzacurati; Melissa P., 2005, di L. Guadagnino). Con la sorella esasperata dai fratelli terribili Accio e Manrico di Mio fratello è figlio unico (2007) di D. Luchetti disegna una figurina di grande vivacità in poche battute, ideale preludio ai personaggi femminili fragili, svagati, un po’ sopra le righe che le vengono affidati in ragione di un aspetto diafano, quasi infantile: ecco allora la figlia sconvolta dal nuovo status economico dei genitori nell’amaro apologo sul precariato di Giorni e nuvole (2007) di S. Soldini e la giovanissima... Approfondisci
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