Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30 gennaio 2018
Pagine: 182 p.
  • EAN: 9788806237998

59° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Michela

    06/09/2018 16:07:37

    Autrice della quale ho già letto "L'arminuta" e della quale apprezzo la schiettezza delle sue parole, dei suoi dialoghi. Questo è un libro stupendo, di forte intensità, capace di raccontare un dramma come il terremoto senza fronzoli, senza lieto fine, ma con la dignità di chi ha vissuto un disastro di tale portata. Un libro del quale non ci si dimentica dopo qualche mese dall'averlo letto (di altri purtroppo capita!). Consigliato!

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    Alessandra

    19/06/2018 14:34:33

    Scorre come un fiume questa scrittura così realistica e pulita. Frasi brevi, dialoghi asciutti ma sentimenti, paure, emozioni descritte con poche ma precise parole che lasciano i brividi. Ci si sente vicini agli abruzzesi che hanno vissuto il terremoto e che portano sulla pelle ancora i segni dello spavento. Non c'è nulla di banale nella storia, nulla di pesante né di eccessivo. La storia è semplice ma ti entra dentro. Da non perdere

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    Francesca

    13/06/2018 09:53:53

    Ho preferito di gran lunga L'Arminuta. Bella Mia l'ho trovato non così scorrevole. In ogni caso, merita una lettura e resta una lettura consigliata, per la descrizione dei luoghi, del dolore, del vuoto, del silenzio. UN piccolo messaggio di speranza alla fine.

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    Gabriella

    10/05/2018 08:57:27

    Molto bello. Mi è piaciuto più de "l'Arminuta".

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    Francesca

    07/05/2018 08:41:34

    Ho letto questo romanzo dopo "L'arminuta" e devo dire che conferma l'intuizione che avevo avuto nel romanzo premiato di una scrittrice capace e dotata. La scrittura di Donatella Di Pietrantonio è scarna e diretta, efficace e autentica. I suoi personaggi sono talmente veri da commuovere e il racconto de L'Aquila spezzata, affranta che tenta di rinascere riempie il cuore. Un libro consigliatissimo in cui ciò che lascia senza fiato è l'efficacia della rappresentazione di un legame tra sorelle talmente forte da essere viscerale. Inoltre questa edizione è arricchita da una interessante postfazione dell'autrice che soddisfa piccole e grandi curiosità dei lettori a fine lettura. Bellissimo, emozionante, di spessore, scritto in modo eccezionale.

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    Cristiana

    28/04/2018 07:11:47

    Lo ho preferito all'Arminuta, ma le mie aspettative delle preime pagine sono state in parte deluse. Molta carne al fuoco: la perdita, la sorellanza, la maternità negata, subita e voluta, l'essere figli, l'essere giovani, l'amore... ma tutto si perde in un minestrone dal sapore delicato forse ma un po' insipido: manca un piatto forte!

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    n.d.

    24/04/2018 16:13:19

    Un romanzo bellissimo, che richiede cura e attenzione nella lettura.

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    Maria vittoria

    06/04/2018 11:17:38

    Molto bello. Rende bene l'idea di quello che hanno passato le persone di questa città distrutta dal terremoto.

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    Simona Massara

    21/03/2018 17:56:24

    Molto bello ! La Pietrantonio ha una scrittura tutta sua è unica !

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    angelo

    13/03/2018 14:00:57

    Ingredienti: il vuoto lasciato dalla perdita di una sorella gemella, la presenza di un nipote adolescente a cui fare da nuova madre, il peso del terremoto abruzzese su affetti e beni, la leggerezza dei sentimenti e della bellezza per risollevarsi. Consigliato: a chi vuol rivivere con la memoria gli eventi del 06/04/09, a chi ha visto spuntare nuovi rami da “famiglie amputate”.

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    sferroni

    10/03/2018 21:13:53

    La scrittura che mi aspettavo dopo l'Arminuta , su pagine che mi hanno riportato alle sensazioni provate vivendo momenti che hanno segnato la mia regione, con lo spirito e la volontà di chi non vuole piangersi addosso

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    Valentina

    03/03/2018 20:44:28

    Un libro sulla vita che ci chiama al nostro dovere di viverla sempre, anche quando c'è troppo dolore o ci si sente separati dentro. Una scrittura scaltra ed essenziale come quella che mi aveva colpito nel romanzo precedente. Il ritorno di un'autrice che non vedo l'ora di ri-leggere ancora e ancora.

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    chiara

    26/02/2018 10:48:50

    Molto bello di certo anche questo precedente romanzo della Di Pietrantonio, anche se c'è un gusto insistito per frasi elaborate, analogie ardite, parole inusuali. Certe pagine sembrano il risultato di un eccessivo lavoro intellettuale. Per questo suo gusto a volte pruriginoso che ha tolto spontaneità e immediatezza ai sentimenti, non do il massimo.

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    giulia

    22/12/2017 14:48:09

    Prova del 9 per questa scrittrice, dopo il successo di critica e di pubblico dell'Arminuta. Molta la curiosità: sarà un libro altrettanto bello, ben scritto, viscerale e narrativamente parlando perfetto?

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    Luciano

    06/01/2015 17:33:32

    Buon libro, scritto bene e mai banale. Riesce a trasmettere bene i drammi del dopo terremoto, le vite spezzate, gli affetti perduti e la difficoltà di ritornare a vivere.

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    Cristina Mosca

    26/07/2014 18:27:12

    Conoscevo la meravigliosa scrittura di Donatella Di Pietrantonio e già la amavo. Avvicinarsi ad un secondo libro con le aspettative alte è molto pericoloso, eppure le mie sono state pienamente corrisposte. La sorte ha voluto che leggessi le pagine dedicate al terremoto proprio nelle ore della quinta ricorrenza, ed è stato molto emozionante. Questo libro si deve leggere, perché non scade nel patetico e nel buonismo: è crudo quando deve esserlo e traspira luce quando la vita, prepotente, torna a bussare alla porta. Come sempre accade.

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    FEDERICA

    08/06/2014 21:37:41

    Non mi aspettavo un granchè da questo libro ma alla fine mi è piaciuto. E' una storia che ci riporta alla memoria eventi tragici, ma descritti in maniera leggera, apprezzabile. Nella mia classifica personale dei finalisti al premio Strega questo libro è al quarto posto.

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    Rosetta M.

    24/05/2014 22:00:08

    Autrice dalla penna delicata, ma con forte carattere di chi sa raccontare il vero dal profondo dell'anima. Storia di chi in pochi attimi a perso tutto, ma che nel cuore conserva la speranza e aspetta che L'Aquila ritorni a volare.

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    Becky

    14/05/2014 21:09:02

    Da aquilana mi hanno disturbato i particolari che aquilani non sono, come ad esempio l'oratorio di paese o i piatti messi in tavola, ma nel complesso il romanzo riesce a dare un'idea del senso di precarietà che accompagnerà i terremotati purtroppo ancora a lungo. Una storia utile a stimolare qualche riflessione su una piccola pagina di storia. Non locale, ma nazionale. Al di là dell'ambientazione, mi ha piacevolmente stupita la fredda sincerità con cui viene tratteggiato l'animo della protagonista, che non è e non vuole essere la solita 'buona'.

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