Belle parole. I grandi discorsi della storia dalla Bibbia a Paperino - Ferdinando Sallustio - copertina

Belle parole. I grandi discorsi della storia dalla Bibbia a Paperino

Ferdinando Sallustio

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Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 maggio 2004
Pagine: 439 p., Brossura
  • EAN: 9788845211430
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Spesso le parole diventano fatti e concorrono a cambiare il corso degli eventi, poiché costituiscono la sintesi dei problemi, idee, aspirazioni e, talvolta, sconvolgimenti che possono rappresentare la fine o l'inizio di un'epoca. Questo libro si propone di dipanare il filo delle "parole" che hanno accompagnato la storia attraverso un'antologia dei grandi discorsi. Com'è naturale ciascuno di essi andrà esaminato nel contesto storico e culturale nel quale fu pronunciato: così tutti noi potremo avere non solo l'impressione di ascoltarlo, ma di rivivere in prima persona, come se fossero nostre, le emozioni che lo hanno prodotto.
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    Lucia

    23/06/2018 00:18:33

    Un libro bellissimo, ispirato e di ispirazione. L'autore è una persona di grande cultura e sensibilità che ha messo insieme i discorsi più belli di sempre (escludendo quelli più recenti), senza preoccuparsi di mescolare la Bibbia con Paperino, perché le belle parole sono ovunque, basta saperle trovare. Da leggere!

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    Andrea Ferrari

    12/07/2004 15:43:25

    Nel grande supermercato televisivo Ferdinando Sallustio, telecampione del quiz Passaparola condotto da Gerry Scotti su Canale 5, ha rinverdito i fasti degli Inardi e delle signore Longari, divenendo dopo 95 puntate (nelle quali ha vinto 137mila euro, sette orologi, cinque viaggi, cinque pellicce, quattro gioielli e una penna di lusso) un personaggio gramscianamente nazional-popolare. Sallustio, curiosamente, nell’introduzione sbaglia la data del discorso con cuiMussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia, 1949 anziché 1940, un refuso o una sorta di errore volontario per “impreziosire” il volume e stemperare la naturale saccenza dell’autore? Piccoli misteri di carta. I discorsi proposti, ognuno preceduto da una scheda sul personaggio e sul contesto storico, vanno da Gesù, fino a Cicerone, Maometto, San Francesco, Savonarola, Robespierre, Foscolo, Garibaldi, Giovanni Paolo II (“Se mi sbaglio mi corriggerete”) e molti altri ancora. 420 pagine di discorsi sparpagliati nel tempo e nello spazio che non hanno nessun comun denominatore se non il fatto di avere rappresentato altrettanti momenti di formazione per Sallustio stesso. di là dell’intento ambizioso, l’autore ha confezionato una sorta di “blob” cartaceo nel più puro stile televisivo, dove non esistono confini di genere e tutto si tiene. Una superficialità che è autentica testimonianza della cultura mediatica dei quarantenni di oggi, figli del boom economico, tagliati fuori dai miti degli anni ’70, non completamente assimilati ai trionfi della “Milano da bere”. Sallustio, cresciuto nell’edicola-cartoleria dei genitori, con questo libro porta a sintesi l’onnivora, nel suo caso enciclopedica, formazione di questo pezzetto d’Italia, piccola borghesia impiegatizia alle prese con il mutuo da pagare, che si compiace che almeno il tele campione possa estinguerlo con i soldi piovuti dal cielo turchino della televisione.

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