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Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista

Pino Imperatore

Editore: Giunti Editore
Collana: Tascabili Giunti
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788809785229
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    LUIGIA

    16/04/2016 12.17.49

    Lettura molto divertente, leggera e spensierata.... anche se la tematica di fondo è senza dubbio drammatica!

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    faffa

    21/01/2016 17.12.51

    Lo scorso anno al teatro "Augusteo" io e mio marito assistemmo alla versione teatrale (con P.Caiazzo nei panni di Tonino Esposito) del tragicomico lavoro partenopeo di P.Imperatore: ritmo simpatico, napoletanità genuina, amarezza accompagnata, però, alla fine dalla volontà di svoltare. Il romanzo (che regalai a mio marito per il suo onomastico) si fa leggere e il suo pregio è quello di aver inserito le vicende della famiglia Esposito nel contesto cittadino che viene narrato e raccontato nella sua continuità tra passato e presente. Non a caso il fedele consigliere dell'ingenuo e pasticcione Tonino (che camorrista non lo riesce proprio ad essere, nonostante fosse figlio di Don Gennaro Esposito) è "il Capitano": anima "pezzentella" del Cimitero delle Fontanelle, luogo di culto del Rione Sanità in cui si svolge la vicenda. Questa si estende nell'arco di un anno durante il quale Tonino, vittima dell'insonnia e degli incubi, combina un pasticcio dopo un altro, tanto da farsi mettere a riposo dal boss della zona. Ma Tonino vuole lavorare, gli pare brutto prendere il sussidio (di ben 6000 euro al mese) senza far niente, ma ... per l'"associazione" della Sanità che chiede il "contributo per la sicurezza" è meglio che Tonino si fà campà anzicché ritirare 500 euro false, fare lo sconto del 10% ai commercianti dei Cristallini, accogliere con il sombrero l'"ospite" messicano. Accanto a Tonino, però, c'è la numerosa famiglia che lo bistratta, ma gli vuole bene e lo sosterrà nel cambiamento.

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    misselisabethbennet

    12/01/2015 23.05.06

    .. questo libro è uno spasso.... ricorda un pò Vincenzo Malinconico di De Silva.. dialoghi in napoletano spassosi e avventure al limite dell assurdo accompagnano questo piccolo capolavoro che alla fine lascia la tristezza di non poterlo rileggere per la prima volta !!!! Consigliato !!

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    maurizio

    07/10/2014 23.36.36

    Un libro apparentemente leggero, ma che in realtà contiene tanti spunti di riflessione. Un piccolo consiglio: prima di leggere questo libro fate la visita guidata del "Miglio Sacro". Apprezzerete meglio alcuni aneddoti raccontati in quest'opera.

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    angelo

    18/11/2013 15.48.53

    Ingredienti: un camorrista dal volto umano non tagliato per il proprio lavoro, una famiglia allargata a rallegrargli e complicargli la vita, un anno descritto tramite una sequenza di eventi tragicomici, una città rappresentata tramite tutti i suoi luoghi più comuni (calcio, camorra, religiosità, botti, matrimoni in grande stile, cucina, dialetto). Consigliato: a chi accetta con cinica rassegnazione vizi e difetti partenopei, a chi rifiuta la camorra combattendola anche con l'ironia.

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    masaniell

    16/12/2012 00.05.06

    ecco come si puo' smontare la camorra con leggerezza senza scadere nella "pesantezza" che a volte altri autori hanno dimostrato sull'argomento.

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    Silver59

    21/11/2012 08.10.24

    Piacevole lettura con tratti umoristici molto simpatici. Nel descrivere la Napoli della famiglia Esposito, l'autore ricorre a quei luoghi comuni tipici dell'essere simpaticamente napoletani. Lettura veloce, consigliata la sera dopo una frenetica e stressata giornata di lavoro.

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    ant

    15/10/2012 11.26.19

    Bell'esordio letterario x Imperatore, il libro è godibilissimo sotto tanti punti di vista. Innanzitutto è scorrevole, poi con garbo,ironia e arguzia l'autore è capace di spaziare in tanti ambiti: si parte con la descrizione perfetta dei protagonisti tutti del rione Sanità di Napoli, si prosegue poi con la narrazione molto elegante a riguardo della città partenopea e della sua storia, e soprattutto si evince che l'autore, attraverso le parole di alcuni protagonisti del testo, manda messaggi di speranza x il futuro della città campana. La trama: fondamentalmente tutto ruota intorno alla figura di Tonino che vuole a tutti costi diventare un camorrista e che, fortunatamente , non ci riesce perché si rende conto di essere una persona di buon cuore incapace di poter fare del male ad alcuno. Tra una disavventura e l'altra di Tonino , Imperatore ci racconta un anno intero vissuto con tutti i familiari del protagonista, intervallando racconti che parlano di: matrimoni molto kitsch, vacanze al mare, la scuola, tradizioni partenopee come la visita ai cimiteri e l'adorazione dei teschi abbandonati(l'anime pezzentelle), le partite del Napoli e ...lo spietato agire di alcuni personaggi di malaffare. In questo libro si ride,esilarante il racconto dell'iguana che sbuca dallo zaino di 5° elementare di Genny, figlio di Tonino, mentre è in classe... Ci si commuove, da rimarcare il racconto di Gaetano,suocero di Tonino, al nipote Genny, a riguardo del suo incontro con Totò, l'elemento più illustre nato nel rione Sanità. Si riflette, soprattutto con Tina la figlia adolescente di Tonino,a mio avviso il personaggio positivo per eccellenza di questo testo, che con l'occhio rivolto al futuro sprona a più riprese il padre a desistere dai suoi propositi malavitosi. E' un libro leggero questo, l'avevano proposto quasi come un Saviano, niente a che vedere assolutamente altro stile e altri approfondimenti. Bravo Imperatore, ottimo inizio

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    Kimimila

    04/09/2012 14.52.49

    Bello,scorrevole,una lettura veramente piacevole!!!consigliatissimo!!!

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    Giovanni Angione

    21/07/2012 16.24.38

    Un vento leggero e fresco che scorre tra le pagine di questo libro scritto con maestria dall'autore. Il tempo scorre con allegria e spensieratezza, ottimo per rilassarsi e sorridere sempre con arguzia tra la vita a volte simile a quella dei personaggi. Consigliatissimo.

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    Nicoletta

    29/03/2012 21.46.15

    Romanzo ironico e divertente. Scrittura fluida e allegra come una tarantella napoletana. Finalmente uno scrittore che si beffa della quotidianità e non pretende di infarcire la scrittura di messaggi subliminali con tematiche politiche e affini. In attesa di una seconda puntata sulla famiglia Esposito ribadisco il giudizio positivo.

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    Nicole

    01/03/2012 19.30.27

    Sinceramente non è che questo libro mi abbia fatto scompisciare...forse si tratta di un umorismo troppo sottile per me...In ogni caso l ho trovata una lettura godibile e ho molto apprezzato il "chiarimento"dell autore alla fine del libro.

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    Germano Bonora

    24/02/2012 18.11.27

    Del romanzo di Pino Imperatore - Benvenuti in casa Esposito - mi ha colpito la scrittura alla Camilleri. La narrazione è in perfetta lingua italiana, mentre i dialoghi sono in napoletano. Trovo particolarmente esilaranti nei diversi dialoghi le storpiature di parole e di frasi: l'uva passera, il matrimonio è la tombola dell'amore, 'e pumpiniere, abbattiamo le mani, la sposa tirerà il mazzo, siete un pubblico stupefacente e noi vi odoriamo?. Con pochi tratti l'Autore delinea i caratteri dei singoli personaggi. essi emergono dai colloqui e anche dai soliloqui, come nel caso di Gaetano, il suocero di Tonino, che ama atteggiarsi a intellettuale e a grande amatore, bloccato dalla gelosa consorte, quando non è presa dalla buona cucina. Particolarmente elementare la psicologia di Tonino, orfano del boss Don Gennaro Esposito, che in punto di morte lo affida al suo guardaspalle, che gli succede nella famiglia camorristica, Don Pietro 'O Tarramoto. Tonino lavora appena tre ore al mese, il ventisette, per raccogliere assieme al giovane Enzuccio il pizzo, anzi "il contributo per la sicurezza", come precisa il boss, che gli propone di portare il vitalizio da cinque a seimila euro purché se ne stia a casa, senza creare difficoltà. Nel romanzo non mancano scene esilaranti, come quella del tango delle capinere tra i consuoceri di Patrizia e Tonino, interrotto dalla zuffa tra Assunta e Manuela e dallo svenimento di Gaetano. Le descrizioni umoristiche servono a stemperare i toni del racconto segnato dai drammatici fatti di camorra. Gomorra di Saviano vuol essere un documento storico sulla malavita organizzata di stampo camorristico, che dal Casertano va estendendosi nelle zone più ricche del Paese; mentre il romanzo di Imperatore è un racconto umoristico ristretto a una famiglia tipo, che offre uno spaccato della vita tutt'altro che invidiabile della camorra. I due testi sono per certi aspetti complementari.

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    nicola

    09/02/2012 20.34.21

    Semplicemente un piccolo capolavoro di comicità! Bravo Pino Imperatore....qui non si tratta delle solite banalità sui napoletani o sulla camorra...qui si tratta di far ridere e l'autore con una scrittura perfetta (anche con il moderato uso del dialetto) e descrittiva all'inverosimile tratteggia i componenti della famiglia Esposito in maniera esilarante e riesce nell'intento: si ride a crepapelle!!! a tratti mi sembra di rileggere il miglior De Crescenzo....forza Imperatore....dacci presto il seguito...ormai non possiamo fare a meno di seguire il grande Tonì!!!

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    Luca Frescofiore

    31/01/2012 12.15.28

    dare ai camorristi un volto umano, parlare dei loro problemi, e farne sberleffo. Questa l'operazione ben riuscita a Pino Imperatore, che attraverso la famiglia Esposito, tira fuori il lato debole e maldestro di un fenomeno da troppo tempo "mitizzato". Benvenuti in casa Esposito, oltre a raccontare la storia di un camorrista, vittima del sistema al quale lui stesso è asservito, offre uno spacccato del quartiere Sanità, il cimitero delle fontanelle, dei santi protettori, e dei riti quasi Pagani che si accompagno al culto religioso Napoletano. Uno spaccato di Napoli e della napoletanità, visto da chi per quei vicoli ha girato, ascoltando le voci ed i suoni, anche quelli che normalmente l'orecchio non percepisce. 272 pagine che filan via come una chiacchierata a tavola tra amici. Veramente bello

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    enzo

    31/01/2012 10.22.44

    Un libro che ti prende e ti incuriosisce a tal punto da mollarlo solo quando lo hai finito. Davvero originale l'idea di parlare di un cancro sociale quale la camorra riuscendo a far riflettere con il sorriso sulle labbra. Ridicolizzarli in questo modo è segno di un certo coraggio perchè credo che i boss amano leggere delle loro "imprese" più in versione cronaca nera che in quella tragicomica.

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    Marco

    30/01/2012 20.09.13

    Un libro eccezionale. Divertente, commovente, vero, ricco di spunti di riflessione e valori positivi. Personaggi, dialoghi e ambientazioni perfetti. Mi ha preso talmente che lo sto rileggendo. Lo consiglio a tutti, soprattutto ai giovani. La camorra può essere sconfitta, anche con l'umorismo. Non dobbiamo mai perdere le speranze. Complimenti all'autore: è sicuramente una persona straordinaria.

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    Tina

    16/01/2012 10.52.57

    L'unico pregio di questo libro è che la scrittura è scorrevole, quindi arrivi alla fine senza accorgertene. Per il resto è farcito di un sacco di luoghi comuni su Napoli e sui napoletani che non mi hanno fanno ridere ma se mai mi hanno intristito. Ma la cosa più sconvolgente del libro è il racconto che fa della camorra. La descrive non quale essa è e cioè una feroce associazione a delinquere che uccide, terrorizza e strozza i commercianti, ma una associazione di improvvisati, di macchiettisti. (ha dimenticato l'Autore che il giornalista Giancarlo Siani che si pregia di aver conosciuto, dalla camorra è stato ucciso?) Tonino, il protagonista, è la versione partenopea di Paperino (succedono tutte a lui!) Vuole fare il camorrista a tutti i costi ma la sua indole buona lo tradisce continuamente!

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