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Émile Zola

Collana: Classici
Anno edizione: 1976
Formato: Tascabile
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788817120821
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Recensioni dei clienti

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    Giacomo Bellini

    05/01/2015 23.40.31

    Superlativo! Il migliore Zola (assieme a Germinal). E' stupefaciente come a meta' Ottocento in Francia ci fosse uno scrittore capace di fondere critica sociale, noir e politica, mentre in Italia perdevamo tempo con un matrimonio che non s'aveva da fare. Salvo l'ambientazione sembrerebbe scritto ai giorni nostri. Da leggere e rileggere (peccato l'edizione BUR scritta un po' troppo piccola)

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    vale90

    05/05/2011 11.42.16

    che dire..bellissimo! è il primo libro di zola che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. la storia è intrigante e coinvolgente e lo stile è a dir poco delizioso, sublime ed elegante. chiaramente se troverete descrizioni un pò prolisse dovete tenere conto di quando è stato scritto, ma nel complesso si legge benissimo, e zola riesce a rendere un ritratto della figura umana e della società del tempo in modo a dir poco eccezzionale! consigliatissimo!

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    stefano

    11/01/2009 19.10.30

    un vero e proprio noir, questo inaspettato zola. Come sempre appassionante scorrevole. Bello l'intreccio e lo stile

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    Bartolomeo Di Monaco

    29/06/2002 22.19.39

    Grandmorin è un uomo potente, ma vizioso. Ha sedotto Louisette (poi morta di febbre), la ragazza del pregiudicato Cabuche, che di mestiere fa il cavapietre, ed anche Séverine, quando era tenuta presso di lui come una figlia. Ora Séverine è sposa del vicecapostazione Roubaud. Grandmorin viene trovato ucciso lungo i binari della ferrovia. Jacques Lantier, che si trovava lì nel suo vagabondare di uomo ossessionato da fobie, ha visto confusamente il momento in cui, nello scompartimento del treno, che passava veloce davanti a lui, veniva commesso il delitto. Le indagini vedono sospettati Cabuche e i coniugi Roubaud. Il giudice ambizioso Denizet, che conduce le indagini è consigliato dal superiore, segretario generale del Ministero della Giustizia, Camy-Lamotte, ad archiviare il caso, per non creare scandalo. Sospetta che siano i Roubaud i responsabili, ma è stato affascinato dalla bellezza di Séverine, la quale, intanto, cerca di portare dalla sua parte Jacques Lantier con l'arte della sua seduzione: “Non l'amava affatto, non ci pensava neppure. Cercava soltanto di fare di lui una cosa sua, per non doverlo più temere.” I due finiscono con l'innamorarsi, mentre il marito di Séverine si dà al gioco e si carica di debiti. Flore, la sorella di Louisette, è gelosa di Sèverine, è invaghita di Jacques, e non può tollerare l'amore tra i due. Accecata dal rancore, farà deragliare il treno su cui viaggiano Jacques e Séverine. Ma i due amanti sopravvivono, e così Flore si ucciderà. Morirà anche Séverine, uccisa da Jacques in un momento di raptus, ma di quell'omicidio saranno incolpati Roubaud e Cabuche. Nella lite che scoppierà tra Jacques e il suo fuochista Pecqueux, moriranno entrambi cadendo dal treno, che continuerà la sua folle corsa senza più guida, facendo presagire grandi sventure. Termina infatti qui, il romanzo, in cui è il treno protagonista delle pagine migliori. Nel cap. VII efficace e suggestiva la corsa del treno da Le Havre a Parigi, guidato da Jacques in mezzo ad una tormenta di neve. Così nel cap. X il disastro

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