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Bianca come il latte, rossa come il sangue - Alessandro D'Avenia - copertina

Bianca come il latte, rossa come il sangue

Alessandro D'Avenia

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Editore: Mondadori
Collana: NumeriPrimi
Edizione: 2
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788866210054
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Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
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    Alba

    11/02/2021 11:19:27

    Scrittura banale,trama scontatissima.

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    Marta

    30/12/2020 23:27:21

    Storia commovente, consigliatissima.

  • User Icon

    Fabio

    19/09/2018 19:18:06

    Libro stupendo, assolutamente da leggere, il più bello di D’Avenia!

  • User Icon

    maria chiara

    10/05/2018 13:42:54

    Non concordo con qualche recensione negativa: invidia ?! ha ha ha . In una recensione si consiglia leggere Kundera, Dostoevskij, Dumas: cosa impedisce di leggere altro? Soprettutto se fa bene al cuore ... A mio modesto avviso è un libro meraviglioso, ottimista, stimolante per tutti e anche per i ragazzi/ giovani oggi troppo mammoni o bamboccioni o considerati ingiustamente "troppo piccoli" e tenuti erroneamente lontani dalla vita con lo scopo di proteggerli. Magari avessimo altri libri così invece che tante uscite degradanti...

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    P.B.

    16/01/2017 22:29:02

    Ormai da annoverare tra "i classici" dei racconti di formazione, il romanzo d'esordio di A. D'Avenia si può leggere anche tutto d'un fiato (ma merita una rilettura meditata) per la trama mai banale e la serietà dei temi trattati. Adolescenti, genitori, insegnanti ed educatori sono i destinatari privilegiati. Il testo contiene alcune "perle" letterarie e colpisce per lo sguardo meditato sulla vita, sull'amore, il dolore, la morte, l'adolescenza, la famiglia e la fede in Dio.

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    brunetti giovanni

    14/06/2016 15:40:46

    bisogna non aver superato i 16 anni per leggere questo libro e trovarci un qualche spunto ..è un libro del quale si puo fare tranquillamente a meno..

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    nick

    24/03/2016 08:54:52

    wow. L' autore è riuscito a stupirmi, in negativo però. Pessimo, scontatissimo dalla pagina 10 si capiva già come sarebbe finito il libro. Inoltre è il classico caso del professore che cerca di tornare all' adolescenza quando ormai la ha superata.. il risultato??? Un libro pessimo. Noioso SCONSIGLIASSIMO

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    Bookworm

    05/02/2016 10:16:42

    Ho riletto questo libro ieri. All'epoca mi era sembrata una storia abbastanza piacevole ma scritta in un linguaggio poco forbito. Ripensandoci, questo linguaggio è adatto ai giovani d'oggi (piuttosto ignorantelli ma, forse, già capaci di amare).

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    nadia

    27/01/2016 17:57:11

    Purtroppo la lettura di questo romanzo non mi ha entusiasmato. L'ho trovato spesso ripetitivo, banale... Ho preferito di gran lunga l'ultimo romanzo di d'Avenia, "Ciò che inferno non è".

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    And the Oscar goes to ....

    27/01/2016 15:35:53

    Leggo tante recensioni negative ma a me è piaciuto abbastanza

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    Mattia

    15/11/2015 13:52:12

    Esprimerò soltanto il mio pensiero senza pretendere di avere la verità in tasca. ho 26 anni e forse sono fuori target per questo libro, sta di fatto che già partire dal concetto che un quattordicenne o sedicenne debba accontentarsi di narrativa a mio modo di vedere banale significa insultarlo. i giovanissimi dovrebbero leggere Libri con la L maiuscola e non accontentarsi di storielle altrimenti cresceranno pensando di aver letto un sacco di libri per poi scoprire una volta messi alla prova con un vero Libro di non aver mai letto. poi non possiamo lamentarci se non siamo più in grado di tirare fuori grandi poeti o filosofi o scrittori, perchè per quello che so tutti i grandi hanno iniziato quasi da bambini a leggere i miti del passato. Tutto va letto, o quasi, ma sono sicuro che se un giovane si trova anche per semplice curiosità a leggere Kundera, Dostoevskij, Dumas.. poi da grande, quando tra le mani avrà narrativa scadente e "pompata" se ne accorgerà, e magari rileggerà quel grande autore che da ragazzino lo aveva intrigato anche perchè gli aveva lasciato interrogativi aperti dovuti forse anche dalla sua poca esperienza. La narrativa spicciola non merita la pubblicità e l'attenzione che invece hanno VOLUTO dedicare a questo romanzo, che a mio modo di vedere è come un bel filmetto che guardi volentieri per farti passare la serata dopo la giornata lavorativa. Ho visto qualche video delle lezioni di questo professore e mi sono piaciute molto, quindi spero che i prossimi romanzi mi piaceranno più di questo, perchè credo possa migliorare. devo dire che il dubbio che sia una sorta di "Francesco Sole" della narrativa italiana ce l'ho e non me la toglie nessuno, per ora.

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    ELISA

    01/10/2015 14:51:49

    A mio modestissimo parere, letteratura per ragazzi. Esagerata anche la ricerca ostentata di termini ed espressioni "da giovani" (Mac,T9. ecc.).

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    Roberto

    10/09/2015 09:32:47

    Bel romanzo, appassionato e appassionante, a tratti commovente. Solo un pò prevedibile, come già rilevato da altri prima di me. E' necessario approcciare la lettura considerando l'età del narratore, che ha 16 anni. Ritengo sia un buon libro sia per i figli che per i genitori e/o gli educatori, che spesso si trovano in difficoltà a capire e condividere i problemi degli adolescenti. Consiglio la lettura.

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    lordaslan

    16/03/2015 11:17:09

    Credo che 2 su 5 sia già un regalo. Difficile capire cosa renda questo libro così popolare e ne abbia decretato la fortuna nelle classifiche di vendita. La prima parte, concordando con i giudizi già espressi da altri, è puerile e adatta ad un ragazzino/a che pensa che la vita sia uno schifo ed il suo problema maggiore è vincere il campionato di calcetto. La seconda parte si trasforma invece in un viaggio nella tragedia, dove il protagonista matura a tal punto da diventare quasi un filosofo. Come per "colpa delle stelle " di Green, il mio voto rispecchia il concetto che non vedo corrispondenza tra la realtà di una generazione di giovani vuoti, maleducati e ignoranti ed il protagonista che parla troppo, in effetti, con voce dello scrittore. Inverosimile, noioso e, per fortuna, scorrevole e veloce da leggere.

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    Silvia

    19/02/2015 16:57:32

    Detesto piangere e leggere allo stesso tempo ma nonostante questo, che dire? Bellissimo e intenso. Mia figlia ha 14 anni e l'ho riconosciuta in Silvia. Le ho proibito di leggerlo dicendole che non era adatto a lei, di conseguenza lo leggerà di sicuro (!) e io sarò doppiamente contenta: per me e per lei!!! Complimenti all'autore...avercene di professori così!

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    sissi

    28/12/2014 12:08:36

    Scrittura puerile...unico pregio la scorrevolezza. Per il resto una completa delusione..trama inconsistente, personaggi descritti in un modo superficiale nel quale nn riesci neanche a affezionarti..finale scontato..e è la prima volta che nonostante l'argomento delicato, un libro non mi ha lasciato alcun tipi di emozione...zero...leggero e superficiale x il tema trattato secondo me..non basta mettere di mezzo una malattia x emozionare il lettore..devi sviluppare bene la storia..poco profondo..la scrittura elementare sl massimo..non leggetelo. Tempo perso davvero....

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    Claudia Facchinelli

    24/12/2014 10:55:33

    Libro che toglie il fiato. D'Avenia è unico e con questo libro lo ha dimostrato. Non ho parole per descrivere le emozioni che ho provato leggendolo. Complimenti.

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    Sabrina

    02/12/2014 17:31:41

    Un libro che toglie il respiro, emozionante. Ho letto il Giovane Holden di Salinger, niente in confronto a questo. Sono due epoche diverse, sono due storie diverse, ma io preferisco questo. Ho sognato, sperato e sognato ancora.

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    Leopoldo Roman

    22/11/2014 12:02:45

    Vi ricordate il tormentone di Celentano: essere lenti, o essere rock? Ebbene in questo romanzo adolescenziale, peraltro scorrevole e ben scritto, lo scrittore ne pone un altro: bianco o rosso. Il bianco rappresenta tutto quanto c'è di negativo nella vita: la malattia, la perdita, l'abbandono. Il rosso: soprattutto l'amore. Una storia commovente - "Caro Dio, se mi tieni abbracciata la morte non mi fa più paura" - che ha tutti gli ingredienti per piacere ai giovani e più in genere al grande pubblico.

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    Nicola

    11/10/2014 11:28:12

    Pessimo libro, non di formazione come si vuol far credere, errori nel riproporre pezzi di libri dicendo che appartengono ad alcuni autori anziché ad altri. Nessuna sostanza rispetto ai Junior Mondadori che circolavano tra gli anni 80-90 del secolo scorso. Neanche da paragonare ad UN GIOVANE HOLDEN o simili. Un'offesa per Salinger. Pessimo libro confrontandolo ad una ETA' DELLA DENUNCIA che è sicuramente di qualità superiore. Personaggi di D'avenia non hanno sostanza e per nulla rispecchiano i giovani d'oggi. Si vede chiaramente la mano di CL nella promozione di questo libro, o comunque da parte di professori di religione strettamente legati a Comunione e Liberazione. E anche il fatto che lo stesso prof. D'Avenia l'abbia obbligato come lettura in una scuola liceo di Milano la dice lunga. C'è di meglio. Con più sostanza. Ma con agenti letterari, promozioni, CL il successo diventa scontato. Per me è un no. Una grossa perdita di tempo. A questo punto è sempre meglio un Tolstoj, Gogol, Dostoevskij, Goncarov, Bronte, Dickens, De Rojas, Turgenev, Lermontov, Zola, Flaubert, Austen, Lewis (The Monk), Walpole e altri classici da proporre agli studenti di oggi che hanno solo da imparare. Non è questo libro che forma una persona. Scrivere per formare ci può stare ma occorre umiltà e buon senso e soprattutto quando si scrive riportare le informazioni corrette non travisate. Specie se si è insegnanti di lettere...

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    esther

    07/10/2014 19:18:11

    E' possibile che io non abbia capito appieno questo libro.... perché talmente mi annoiava che spesso ho letto velocemente! Non basta a mio avviso buttare lì il tema della malattia per scrivere qualcosa di profondo... non mi ha lasciato alcuna emozione.

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    Valentina

    30/08/2014 10:55:40

    L'ho divorato in due giorni. E' un libro realista, profondo e riflessivo. Si legge che è un piacere.

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    wonderwoman75

    08/07/2014 10:11:13

    Romanzo eccellente, emozionante scritto benissimo. Sono tornata indietro agli anni della mia adolescenza. Sono rimasta affascianata dall'utilizzo dei colori per descrivere uno stato d'animo.Storia bella e triste allo stesso tempo, con molti punti di riflessione per trovare i colori della nostra vita . Complimenti all'autore Ciao WW75

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    ester77

    11/05/2014 10:37:50

    Questo libro è stato una lettura scorrevole e piacevole. A tratti infantile, a tratti profondo. D'altronde il protagonista ha 16 anni e, come tutti gli adolescenti, sa essere spensierato e tormentato. Un piccolo guaio diventa una tragedia, una tragedia può essere affrontata con piena consapevolezza. I sentimenti e gli stati d'animo del protagonista sono svariati: rabbia, dolore, confusione, delusione. Chi non li ha vissuti? Adatto ad un pubblico adolescente, ma anche per i genitori che hanno figli adolescenti. Per capire il loro mondo e per ricordarsi che anche noi ci siamo passati.

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    Luisa

    24/03/2014 19:24:23

    Lavorando con gli adolescenti, di questo libro posso dire solo 4 cose: 1) è scritto da adolescenti, con il loro linguaggio ed il loro punto di vista; 2) è scritto per adolescenti, perchè c'è il loro mondo e la loro genuinità; 3) è scritto per i genitori di adolesenti, grazie a questo libro possono comprendere meglio i loro figli ed entrare nel loro mondo; 4) è scritto per chiunque è al "servizio" dei giovani, ti fa comprendere cosa pensano, come vorrebbero che gli adulti si comportassero con loro e apre la mente, perchè ti da l'opportunitá di capire che spesso, con i giovani ma anche con gli adulti, basterà avere una modalitá di comunicazione diversa, basterebbe ascoltare un po' di più, basterebbe amare e lasciar parlare le emozioni, senza farsi prendere dal "adultizzazione" che allontana gli adolescenti. ... Consigliatissimo!!!!

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    lalla

    03/03/2014 14:31:39

    Non capisco come si possa dare un voto basso a questo libro. . . secondo me è molto profondo e bello, la storia è molto interessante e coinvolgente, i personaggi sono descritti in modo così dettagliato e realistico da farli sembrare veri, nonostante le tante metafore, la lettura scorre veloce e non è mai noiosa. Complimenti all'autore per aver trattato un argomento così delicato e particolare come la malattia e la morte in modo sereno. Un inno all'amore ed alla vita con i suoi pregi ed i suoi difetti. Un libro che colpisce e resta nel cuore. Assolutamente da leggere.

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    Cristina

    01/02/2014 09:49:18

    Io non riesco a capire.."libro Moccia".."banale".."per adolescenti"..però ragazzi, prima di cominciare una lettura informatevi bene..la struttura è chiara: l'io narrante è un ragazzo di 16 anni. Cosa ci si aspettava? Un trattato medico-filosofico sulla malattia, il dolore e i sentimenti? Io non sono un'adolescente, ma ho letto questo libro volentieri e ho trovato molto delicato il modo di raccontare le sensazioni forti e contrastanti come l'amore, il dolore, l'incertezza, la confusione, la rabbia, la frustrazione visti, per l'appunto, con gli occhi di un ragazzo giovane. Se questo genere di scrittura non piace evitate di comprare/leggere il libro; altrimenti ne scaturiranno sicuramente dei commenti negativi che, a mio parere, non rendono giustizia al lavoro di Alessandro D'Avenia.

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    Roberta

    31/01/2014 14:48:55

    Non credo che un romanzo si possa definire adolescenziale solo perchè il protagonista ha 16 anni.. Io al contrario di altri lettori l'ho trovato molto bello, profondo e maturo. Molto belli i personaggi di Silvia e del Prof. Sognatore. Da leggere!!!

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    vallex

    22/01/2014 11:26:49

    Ho letto il libro convinta da mia mamma alla quale è piaciuto moltissimo. L'ho letto in pochissime ore, la storia è scontatissima e si capisce il finale dopo poche pagine. Assolutamente non mi è piaciuto. Sicuramente adatto a lettori adolescenti.

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    sergio

    19/01/2014 14:49:13

    Libro letto in 5 ore! Praticamente volato. leggo pareri contrastanti ma vorrei che tutti si soffermassero un po' di più sulla realtà narrata, quella che molto probabilmente taluni di noi affrontano o hanno affrontato. Certo la storia a lieto fine è forse scontata, e in certi punti anche banale, ma la figura di Beatrice è un qualcosa che segna, sopratutto se sei un giovane padre o madre, come me... Il dolore... di una giovane vita che si spegne, senza che nessuno possa farei niente e senza che nessuno ne capisca il motivo. C'è molto dolore al mondo, però si vive, perchè si deve vivere, senza "se" e senza "ma", semplimente perchè domani, non si sa cosa potrà accadere. E' un romanzo che fa riflettere, non è una semplice storia d'amore.

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  • Alessandro D'Avenia Cover

    Scrittore, insegnante e sceneggiatore. Frequenta il Liceo Classico a Palermo, dove ha come insegnante di Religione padre Pino Puglisi, dal quale sarà profondamente influenzato (e alla cui figura dedicherà il suo romanzo Ciò che inferno non è). Laureato nel 2000 alla sapienza di Roma in Letteratura Greca, consegue il dottorato di ricerca in Lettere Classiche, e poi insegna Greco e Latino al Liceo. Il suo romanzo d'esordio è Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori, 2010), da cui viene tratto l'omonimo film prodotto da Rai Cinema, alla cui sceneggiatura partecipa in prima persona. Tra le altre pubblicazioni si ricordano: Cose che nessuno sa (Mondadori, 2011), Ciò che inferno non è (Mondadori, 2014) e L'appello (Mondadori,... Approfondisci
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