Traduttore: E. Gori Corti
Curatore: C. Zonghetti
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 4
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 5 maggio 2004
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788845918650
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Descrizione
Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica riservata ai quadri del Cremlino nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paresi cerebrale. Dopo un anno Rubén viene separato dalla madre e rinchiuso negli speciali orfanotrofi, veri e propri Gulag in cui vengono isolati quelli come lui. Quando agli inizi degli anni Novanta riuscirà a fuggire dall'ospizio per anziani in cui era stato rinchiuso in attesa della fine, Rubén incontrerà la madre e comincerà a raccontare la sua storia. Un libro che, se è cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse in un sistema feroce, è anche una voce che trasforma l'orrore in narrazione e uno sguardo che trasfigura quello stesso orrore in immagini.

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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    21/07/2012 16:03:01

    Com'è già possibile capire dalle recensioni precedenti, è un libro che si fa apprezzare soprattutto per questioni extra-letterarie. Solo un cuore di pietra non può commuoversi per la biografia di Ruben. Tuttavia, dato che qui bisogna valutare un libro, e nient'altro che un libro, allora mi permetterò la briga di dire che "Bianco su nero" non mi è affatto piaciuto: pensieri banali e luoghi comuni a iosa, personaggi privi di forma, costruzione fatta per scene-quadretti il più delle volte insignificanti. Qualcuno citava Solgenitsin; ma qui siamo su un altro pianeta: la supposta denuncia del "sistema sovietico" è un aspetto messo in risalto (sospetto) dai lettori di un certo orientamento politico piuttosto che un elemento ivi presente. Devo riconoscere che si tratta di un romanzo comunque leggibilissimo, grazie a uno stile conciso in stile hemingweyano - anche se (e qui sarò cinico) la cosa è stata in parte favorita dalle ardue condizioni di scrittura in cui versa l'autore.

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    Pino Chisari

    31/08/2011 18:37:24

    Libro particolare; sopratturo è veramente sui generis l'autore che, raccontando la sua difficilissima storia, ci porta in un mondo tragico e sconvolgente. E' anche un libro per niente facile da valutare: come opera in sè non m'è piaciuta, ma è veramente difficile dirlo di una storia così dura ed insolita: si rischia di passare per dei cinici insensibili. Così, se non siete alla ricerca di un'opera d'arte o di una maniera leggera di passare il tempo, vi consiglio di leggerlo, nonostante il voto.

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    Emiliano

    04/09/2009 15:00:21

    Toccante, dolce, emozionante, un libro che fa riflettere sulla vita, sul male, sugli uomini. Avevo paura a leggerlo temendo fosse triste, invece l'autore - che ne ha passate davvero tante, lo possiamo ben dire - sa essere sereno anche davanti a disgrazie e sofferenza. In alcuni passaggi mi sembrava che Rubèn fosse più sorridente di me, che lo stavo leggendo in vacanza al mare...è bastato questo a farmi pensare. Grazie a Rubèn Gallego per aver trovato la forza di scrivere, la sua storia.

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    gianni

    04/05/2009 10:54:09

    Il libro narra la vera storia dell’autore, affetto da paralisi cerebrale ed “abbandonato” in un orfanotrofio alla nascita. Il bambino non è quindi in grado di usare braccia e gambe, solo con l’indice di una mano è in grado di battere il testo del libro. Questo narra della sua infanzia sballottato tra diversi orfanotrofi, con la paura costante di essere infine sbattuto in un ospizio, alla fine del periodo scolastico, dove normalmente quelli come lui vivono non più di un anno. Essendo una storia vera il libro si carica anche di tanti altri significati: sapendo che quello che si sta leggendo è successo davvero è chiaro che la storia diventa emotivamente più coinvolgente. Il libro si legge tutto di un fiato, viste anche le piccole dimensioni. Il libro fa riflettere sull’importanza delle cose, soprattutto le più piccole, che noi persone “normali” diamo troppo spesso per scontate, ma che invece per alcune persone possono costituire una vera e propria conquista. Il libro parla inoltre di quanto spesso si bollino come ritardate persone che invece, hanno si un handicap, ma che mentalmente sono del tutto normali, e questo non solo nel regime dittatoriale presente in Unione Sovietica in quegli anni. Libro da leggere e su cui riflettere. Molto bello.

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    francesca71

    20/11/2007 18:31:12

    Rubén, dopo la lettura del libro ti conosciamo tutti un po' di più. E chi ti ha incontrato, su queste pagine, non può non soffermarsi a riflettere su ciò che conta davvero nella vita e sulle piccole scontate cose di ogni giorno che per qualcuno sono invece conquiste impossibili. E' un libro che dovrebbe entrare in tutte le case e venire letto anche dai più giovani.

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    Roberta

    18/12/2006 23:39:13

    Non si può leggere questo libro e restare indifferenti. L'ho letto tutto d'un fiato, lo vorrò sicuramente rileggere e l'ho appena consigliato a mia figlia, di quasi sedici anni. Le descrizioni minuziose degli orfanotrofi non sono poi così differenti dal Collegio dove io stessa ho studiato la lingua russa dal 1984 al 1985, l'I.R.I.A.P. di Mosca. Per me è stato un tuffo nel passato, ho avuto la pelle d'oca, per le emozioni provate di nuovo a distanza di anni... Il libro è stupendo, indescrivibilmente bello. Il "Sistema" era quello ed io lo accettai, come studentessa, perché è la Cultura di quel Paese ad essere così. La si ama o la si odia. Io l'ho amata. Per la gente, per i modi, per la lingua parlata e per come si vive(va) in una comunità, non necessariamente in un orfanotrofio. E' uno spaccato di vita sul quale riflettere, ma MAI giudicare. Lo consiglio a tutti, soprattutto a chi non ha preconcetti politici, come me, ma solo voglia di leggere un BUON libro, commuoversi e sforzarsi davvero di capire. Roberta

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    Stefania

    29/07/2005 16:02:00

    E' il pugno nello stomaco più fantastico che abbia ricevuto. Un libro esistenziale

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    Massimo Di Palo

    17/02/2005 17:24:22

    Libro semplicemente meraviglioso, tanto che risulta impossibile semplificarne la ricchezza di spunti in una recensione. Da leggere e rileggere a tutte le età.

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    roberto

    09/02/2005 17:29:48

    un'emozione intensa attraverso tutti i gradi dello stupore. Mi hai posto di fronte a uno specchio che mi accompagnerà per il resto della vita insegnandomi a sorridere. Grazie Rubèn, grazie angelo meraviglioso.

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    marco86

    08/01/2005 04:03:21

    L'autore racconta la sua infanzia passata tra orfanotrofi e ospizi. Momenti commoventi e drammatici si alternano ad altri divertenti e spiritosi. Un libro che trasmette una grande voglia di vivere.

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    Mariangela

    03/01/2005 08:57:32

    Molto bello, e non perchè sfrutta la forza dellla commozione nei riguardi di una persona portatrice di handicap. E' bello e basta.

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    CALANDRINI SILVIO

    24/12/2004 13:07:18

    GRAZIE.

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    daniele

    04/10/2004 23:22:38

    Duro,ironico, sconvolgente, toccante. Ma soprattutto semplicemente VERO

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    roberto pensieri

    04/10/2004 08:15:35

    Libro bellissimo. Con una scrittura semplice ma piacevole e scorrevole, Gallego riesce ad evocare delle immagini così potenti che talvolta sono dei veri e propri pugni nello stomaco. Lo consiglio davvero a tutti quanti. Peccato che non c'è il voto "altissimo". Aspetto a mesi la trasposizione cinematografica.

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    Laura Delli Zotti

    01/09/2004 16:57:23

    ...un capolavoro! di scrittura, di freschezza, d'immediatezza, d'ironia, di verità, di coraggio e di amore. Mi chiedo: forse solo da tanto dolore puo' nascere una testimonianza così pura e bella? Un libro da far leggere alle scuole Medie e alle Superiori. Grazie Rubèn

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    filippo7171

    31/08/2004 15:10:23

    commovente, davvero. mi ha ricordato "padiglione cancro" di solgenyzin: il dramma di uomini apparentemente senza scampo, e che alla fine infondono coraggio e fanno amare la bellezza della vita.

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    marco

    28/07/2004 14:44:42

    bravo bravo bravo! uno di quei libri che ti restano dentro. toccante. ancora bravo Rubèn

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    lory

    05/07/2004 15:12:28

    un libro assolutamente da leggere, tutto d'un fiato

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    anna

    29/06/2004 18:57:39

    Considero questo libro uno dei più belli che ho letto, non solo per la testimonianza dell'autore "un Vero Eroe" ma anche per il linguaggio e la chiarezza di esposizione che usa nel suo libro. E' una drammatica testimonianza della sua vita che ci costringe a ridimensionare tutto il nostro modo di vivere e a vedere le cose sotto un altro punto di vista. Grazie Rubén!

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    davita

    24/06/2004 23:43:18

    Grazie, Ruben. Non solo per la testimonianza di una realtà sconvolgente e spesso dimenticata, ma in particolare per la tua splendida prova di coraggio. Sei un onore alla vita.

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