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Biglietto di terza classe

Silvia Pattarini

Editore: 0111edizioni
Formato: EPUB
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 353 KB
  • Pagine della versione a stampa: 180 p.
  • EAN: 9788863075441
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Recensioni dei clienti

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    Adriana Pillitu

    25/01/2016 17.57.37

    Affascinante rovistare nel cassetto della nonna e scovare tracce di una vita gi� vissuta. Ogni oggetto trovato ha una storia da raccontarci e ripercorriamo strade a noi sconosciute ma che sentiamo appartenerci, alla ricerca delle nostre radici. La storia nasce da qui: dal fortuito ritrovamento di un vecchio biglietto di viaggio. Una miriade di personaggi si anima grazie alla penna immaginifica di Silvia che racconta la vita della sua bisnonna, emigrata in America all'inizio del secolo scorso, quando numerosi italiani, per una vita migliore, si imbarcarono per gli Stati Uniti, sfidando l'ignoto. L'autrice ricostruisce la vita della giovane protagonista, Lina, che lascia il proprio paese, dal quale non si era mai allontanata, per affrontare una vita nuova e forse migliore, attesa con grande gioia da sua sorella Emilia e da suo marito, residenti oltre oceano da tempo. La vita nel nuovo continente delude le sue aspettative, vive sulla propria pelle lo sfruttamento e il disprezzo in quanto italiana, la sfiducia e la diffidenza verso lo straniero. Donna e determinata compie il suo destino fino in fondo: l'uccisione di suo marito, l'amore della sua vita, il compagno scelto, la indurranno a ritornare a casa, per un nuovo inizio. Con uno stile scorrevole, i personaggi si mescolano, delineati con maestria e si intrecciano le vicende storiche che hanno caratterizzato il '900. La narrazione si allontana dal racconto personale diventando un romanzo storico. La ricostruzione degli accadimenti si inserisce nel vissuto dei personaggi, testimoni della Storia. Il romanzo coinvolge ed emoziona; ha il merito di farci riflettere su ci� che siamo stati; ci ricorda di quando i migranti erano i nostri antenati, delle loro difficolt�, dello spirito di avventura, che ha spinto l'umanit� alla "ricerca".E il pensiero va ai migranti di oggi...

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    Elia Spinelli

    16/10/2015 19.04.53

    Stimolata da un vecchio biglietto di imbarco ritrovato nella casa della sua anziana nonna, l'autrice inizia una minuziosa e dettagliata ricerca che la porteranno a ricostruire e a narrare, seppure in maniera romanzata, la storia di una sua antenata emigrata a New York nei primi anni del Novecento. Lina, la protagonista, lasciala sua terra per raggiungere l'America, la terra delle mille opportunità dove tutti i sogni si realizzano. Ben presto scoprirà che anche a New York i sogni sono destinati a rimanere tali, e si troverà ad affrontare una realtà addirittura più dura di quella che ha lasciato. Ma la ragazza è forte e... Basta così, evito di fare da spoiler. Quello che posso commentare senza rilevare troppo della trama è che ho letto questo libro nel momento giusto, perché il tema affrontato è scandalosamente attuale. In questo romanzo dove i protagonisti prima fanno da sfondo alle vicende e poi emergono prepotentemente, si ripercorrono i passi di chi, più di un secolo fa, fu costretto a lasciare un'Italia che non offriva abbastanza, affrontando la fame, i sacrifici, le umiliazioni. Leggendolo è impossibile non pensare alle migliaia di profughi che in questi mesi lasciano i loro paesi o perché sono in guerra o semplicemente perché sono alla ricerca di una vita migliore. Oggi come allora questi immigrati vengono derisi, rifiutati, umiliati. Ma questo ci fa meno male. D'altra parte non è colpa nostra se non parlano la nostra lingua e se sono molto più abbronzati. Ancora una volta la storia si ripete. Ancora una volta la storia non insegna.

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    valentina

    07/06/2015 11.17.05

    Pensare a quante volte io sono partita all'avventura, lasciando il certo per l'incerto, con l'adrenalina che mi scorreva nelle vene per l'eccitazione di ciò che mi stava aspettando, qualcosa di sconosciuto nuovo, convinta che viaggiare fosse necessario per fare esperienza, che fosse la cosa giusta da fare anche se sentivo la mancanza della famiglia. E poi, anche se c'erano chilometri di distanza che mi separavano da mamma e papà, c'era sempre internet o skype... Ma per Lina non è stato così, quel suo viaggio verso la "Merica", come la chiamavano gli Italiani a quei tempi, fu un viaggio verso l'ignoto, carico di sogni e di aspettative ma anche di paure e di solitudine. Sapeva che sarebbe stata lontana dalla famiglia per chissà quanti anni, senza la possibilità di usare il "tele fon" che era nato da poco ed era ancora alla portata di pochi, era ignara di ciò che avrebbe trovato a New York. Ma tenace e piena di iniziative si destreggia nella grande mela, affrontando molte difficoltà: la mancanza di lavoro, lo sfruttamento nelle fabbriche, la mafia, la morte del marito... Una bellissima storia che rappresenta molte vite vissute dai nostri parenti, che negli anni passati fuggivano in cerca di una vita migliore. Una storia che si ripete, in ogni epoca. La scrittrice ha saputo ricreare una storia vera, partendo da un semplice biglietto di viaggio ritrovato nel cassetto della nonna, con estrema fedeltà agli eventi storici reali e alle usanze del tempo, descrivendo anche in maniera delicata i sentimenti dei vari personaggi. Davvero molto interessante, da leggere!

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    Isola

    01/06/2015 17.42.14

    Un tuffo nel passato, ai primi del 900. Una vita che si intreccia con quella di molte altre, tra Italia e Nuovo Mondo: l'America. Un bastimento carico di sogni e di speranze, desideri di vite migliori, di un riscatto da patimenti e povertà. Un viaggio attraverso l'Oceano, attraverso il tempo. Il dolore e la gioia. Niente è scontato. Un romanzo in cui la ricerca storica è chiaramente raffinata, precisa e coinvolgente al punto da far sentire il lettore in quei luoghi, in quel tempo. I dettagli e le descrizioni sono minuziosi, accurati e convincenti. Il linguaggio è impreziosito da terminologie tecniche e dialettali, mai fuori luogo. Racconto dalla struttura ben congegnata, senza sbavature. Dialoghi realistici e personaggi ben delineati. Un romanzo che merita davvero di essere letto, o meglio, regalato. Una vita che sceglie di viaggiare, tra le onde tormentose, per provare a darsi una possibilità. Per chiudere un cerchio. E sullo sfondo, la Storia.

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    Sonia Vela

    15/05/2015 13.59.02

    Si parte per New York! Un' emozionante viaggio di speranza fatto di luci e ombre, di illusioni e sacrifici. Biglietto di terza classe è un libro ricco di sentimento. Prende spunto da storie vera , dalla triste realtà dell' emigrazione di un primo Novecento dove si scappava dall' Italia alla ricerca del sogno americano.. ma la disillusione è vicina e il sudore della fronte sarà sempre l' unico mezzo di sostentamento tra sfruttamento e denigrazione, tra paure e persecuzioni in una lotta tra lavoratori e padroni . È avvincente l' avventura disavventura di Lina , protagonista del romanzo che con la sua forza, fede e determinazione troverà sempre il modo di andare avanti in un mondo che giustizia non ha. Il romanzo è scorrevole, a tratti commovente, scritto con la semplicità e il linguaggio diretto di una nonna che racconta una favola al nipotino. Dialetti , dialoghi semplici, registro informale, lessico che riprende il quotidiano e tematiche tristemente attuali fanno del libro uno spiraglio di riflessione sul mondo di ieri come di oggi lasciando pensare che tutto il mondo è paese e che anche noi italiani un tempo siamo stati emigranti come i poveri clandestini che alla ricerca di un futuro migliore sbarcano in luoghi nuovi e oscuri dove diventano facile bersaglio di mafie e sfruttamento. Lettura adatta a tutti!

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    maria

    29/04/2015 17.51.00

    Finito di leggere ieri...è stato un tuffo nel passato...anche mio padre è emigrato negli anni 50 e con questa lettura ho rivissuto alcuni suoi racconti. L'ho trovato realistico, emozionante ed attuale...I migranti che si riversano sulle coste siciliane vivono un'esperienza simile a quella della protagonista del libro anche se con maggiori difficoltà, sperando di affrontare una vita migliore che nel paese d'origine.

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    Stefania

    27/01/2015 11.05.50

    In un mondo in cui sono tutti pronti ad additare gli extracomuntari perché vengono a rubarci il lavoro, puzzano, vivono ammassati in piccoli appartamenti, sono mediamente disonesti e ladri, ecco... è proprio un bene che esista un libro come questo. "Biglietto di terza classe" di Silvia Pattarini. Dovrebbero leggerlo tutti! Servirebbe a immergere in una pozza d'umiltà tutti questi italiani dalla memoria corta che si sentono i padroni del mondo. Questa elite, che "noi non siamo come loro", ma lo sono stati i loro antenati e probabilmente lo saranno i loro figli se andremo avanti di questo passo. Un libro che narra le avventura di Lina, una giovane donna piacentina che nonostante un suo leggero difetto fisico non rinuncia al viaggio dei viaggi, alla ricerca di una vita migliore in una New York di inizio 900. E che a fronte delle continue difficoltà che incontra sul suo cammino, in alcuni casi vere e proprie tragedie, forse riesce a trovare. Un libro che è una speranza non solo per chi come me aborra il razzismo sempre più dilagante, ma anche per quelle persone che non si lasciano annientare dalle loro diversità. Un romanzo scritto con una semplicità estrema, che ben si associa a quella della protagonista. Addirittura alcuni errori che si incontrano tra le righe, sembrano voluti dall'autrice per rendere la storia più credibile. A un certo punto ci si domanda se non sia la protagonista stessa a scriverlo. Anche per questo la lettura è molto piacevole e accompagna lontano nello spazio e nel tempo, in un viaggio che difficilmente si dimenticherà. Lo consiglio.

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    Ornella

    03/01/2015 14.28.09

    Questo libro mi ha colpita sin dalla sua premessa; un aneddoto in cui l'autrice scopre, tra numerose carte custodite in un cassetto dalla nonna, un biglietto di quando la stessa, a bordo di una nave, ha fatto ritorno dall'America, terra di promesse e di speranze. Mi ha fatto pensare che la fantasia è uno strumento meraviglioso grazie al quale, un piccolo pezzo di carta, può ispirare un argomento su cui sviluppare un intero romanzo, può condurci nel passato e farci provare esperienze ed emozioni che, pur non facendo parte del nostro diretto vissuto, affondano le proprie radici nella storia dei nostri avi, segnando pertanto, in qualche maniera, anche le nostre vite. Il racconto ha come protagonista Lina, una giovane donna dalle umili origini, che tenta di migliorare la propria condizione raggiungendo la sorella, emigrata qualche anno prima in America. La storia si snoda nel lasso di una ventina d'anni, periodo in cui, la ragazza ingenua e timorata di Dio, subirà una serie di eventi, alcuni dei quali particolarmente tragici, che ne fortificheranno il carattere e lo spirito. Ci si affeziona a questa donna, si gioisce e si soffre con lei anche se, a volte, le sue vicende sono destinate a passare in secondo piano dinnanzi alla precisa e minuziosa descrizione del contesto storico in cui le stesse si svolgono. Per essere in grado di raffigurare, in tale maniera efficace e realistica, le numerose e tangibili difficoltà e discriminazioni che l'immigrato italiano era destinato a incontrare nel paese ospitante, devo supporre che l'autrice, a meno che non sia particolarmente erudita sull'argomento, abbia dovuto svolgere un approfondito lavoro di ricerca. Fantasia e documentazione; ecco, dunque, gli ingredienti principali che hanno consentito l'elaborazione di questo delizioso romanzo che si lascia leggere con la leggerezza di una favola pur, tuttavia, rappresentando un valido ed esaustivo documento di uno dei periodi che hanno

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    Mariulin

    02/01/2015 11.23.30

    "Biglietto di terza classe", di Silvia Pattarini. Cosa c'è di più minuscolo di un ricordo? Può aleggiare invisibile in un profumo, affacciarsi dalla cornice di una fotografia o rimanere per anni in fondo a un cassetto, nell'improbabile forma di un biglietto d'imbarco. Ed è stupefacente constatare come un qualcosa di così piccolo possa comprendere tanto in sé; un'incredibile mole di eventi, traversie, sensazioni. E sofferenze. È proprio a partire un minuscolo foglietto rinvenuto a casa di un'anziana parente che l'autrice di questo racconto si cimenta nel ricostruire - seppure in versione blandamente romanzata - le vicissitudini di una sua antenata: Lina, figlia di agricoltori, nata negli avari anni che precedettero la Grande Guerra. Quella che ha inizio come una vicenda strettamente personale - la giovane protagonista costretta a emigrare oltreoceano - assume ben presto un contorno assai più ampio. Diviene la collettiva epopea di un intero popolo identificabile non dal paese d'origine, dalle proprie usanze e tradizioni, ma dalla comune necessità di fuggire dalla miseria. È così che la storia di Lina va a innestarsi in quello che è stato un fenomeno di enormi proporzioni. I confini fra il personale e il collettivo sbiadiscono, rivelando al lettore gli aspetti più oscuri e inquietanti di quello che qualcuno definì "sogno americano". Gli anni sono passati, i sogni sono infranti e la realtà non fa sconti a nessuno. Restano però i ricordi di ciò che è stato, per chi è capace di trarne insegnamento.

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    Jury

    04/12/2014 23.50.32

    Lo stile della narrazione è uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente, e in senso positivo. Per tutte le 180 pagine del romanzo l'impressione, se me lo concedete, è quella di trovarsi seduti davanti al caminetto e di ascoltare la storia raccontata dall'autrice, allo stesso modo in cui potrebbe accadere con una bella favola. Il linguaggio è molto informale, colloquiale, quotidiano, il che risponde certamente alla necessità di coerenza rispetto allo status sociale dei protagonisti, ma porta anche il beneficio di cui sopra. Perché questa leggerezza stilistica, questa semplicità sintattica e lessicale, favoriscono l'interesse verso la storia, senza appesantirla, anzi accendendo il desiderio di proseguire per sentire che cosa succede. In sintesi, Biglietto di Terza Classe è un romanzo che regala molto più di ciò che, dalla copertina e dal titolo, promette. Una lettura che consiglio, anche solo per trasferirsi per qualche ora in un mondo e in vicende del passato recente, ricostruite abilmente dall'autrice.

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    Antonio

    10/11/2014 18.48.47

    Questo romanzo cade a proposito. Serve a chiarire, se ancora ce ne fosse bisogno, che le tanto famose opportunità offerte dalla Merica, come è chiamata dai primi migranti italiani, sono state strappate con fatica, rabbia e sangue. Nulla ci è stato regalato. Difficile non restare colpiti dalle vicende di Lina, la protagonista, che ci fa rivivere gioie e miserie di un'epoca intrisa di ignoranza e prevaricazione. La partenza dall'Italia, il viaggio, la brutale selezione della dogana americana a Ellis Island. E poi lo sfruttamento e le opportunità bruciate, tutto è descritto dall'autrice con dettagli preziosi, ricamati su una trama d'altri tempi. Un libro da non perdere, che rivaluta i sacrifici di una generazione con la valigia in mano.

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    Elena Genero Santoro

    06/11/2014 20.28.44

    Un libro indubbiamente interessante nei contenuti storici, perché ripercorre il viaggio, avvenuto all'inizio del Novecento, di una giovane donna che emigra dall'Italia verso l'America. La storia, che ha origine da una vicenda familiare, pur parlando di una storia individuale, ripercorre tutto ciò che è stato il fenomeno dell'emigrazione verso gli Stati Uniti e narra una per una le problematiche con cui gli emigranti si sono dovuti scontrare, dal momento dell'imbarco fino alla decisione di rientrare in patria, molti anni dopo. Così il lettore può immedesimarsi nelle tragiche condizioni igieniche della terza classe, nello sfruttamento del lavoro a New York, nella diffusione del lavoro minorile e nelle inesistenti precauzioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Infine si parla di mafia e di razzismo, verso i neri e verso gli italiani. Questo libro è un romanzo storico, che ha un indubbio valore documentale e che intreccia la vita della ventenne Lina con fatti tragici di risonanza collettiva.

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    sara g.

    30/10/2013 22.28.58

    Mi è piaciuto, una storia coinvolgente e "vera" che fa leggere il libro tutto d'un fiato per scoprire il finale, tra l'altro è scritto in modo molto scorrevole per cui si legge con piacere.

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