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Fabrizio Gatti

Collana: 24/7
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 492 p. , Brossura
  • EAN: 9788817023450

Recensioni dei clienti

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    Luigi

    30/09/2016 11.53.44

    Dopo aver letto questo libro, tante cose si sono mosse dentro di me. Rabbia, tristezza, a tratti senso di impotezana ma anche voglia di fare qualcosa. Quello che faro' e invitare tutti i miei amici a leggere questo libro affinche' sappiano davvero cosa sta succedendo da anni e ancor di piu' oggi.. Grazie Fabrizio Gatti per quello che hai fatto! ci vorrebbero molti piu' giornalisti come te.

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    RICCARDO

    03/01/2016 23.25.09

    Gatti e' un Giornalista con la G maiuscola. Si e' trasformato in un clandestino per fare il viaggio dei migranti dal Senegal alla Libia, farsi rinchiudere in un CIE a Lampedusa, lavorare al fianco dei braccianti sfruttati nelle campagne della Puglia; tutto questo per descrivere le condizioni disumane dei migranti e il traffico di uomini. Per capire la vergogna della schiavitu' ancora diffusa al giorno d'oggi. Questo libro e' consigliato a tutti, anzi dovrebbe essere un libro adottato in tutte le scuole. Una lezione di vero giornalismo. DA LEGGERE!

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    Lucy

    16/07/2013 10.39.23

    Un libro intenso che dovrebbe diventare obbligatorio nelle scuole: aiuterebbe l'opinione pubblica a capire quanto immonde siano alcune dichiarazioni pubbliche di alcuni "rappresentanti del popolo". L'immigrazione è una fabbrica di schiavi, utili all'economia sommersa di molte regioni italiane. E' quello il motore del fenomeno. Gatti compie il viaggio della sua vita, come lo chiama, ma nel deserto mimetizzarsi è impossibile: è inequivocabilmente un europeo, un privilegiato agli occhi degli altri, degli stranded. Lavoro in una città nella quale vi è un CIE e un CARA. Nel CIE le rivolte sono all'ordine del giorno. I giovani che arrivano sono molto simili a quelli che descrive Gatti: pieni di speranze, molti hanno una scolarizzazione alta e cercano di concludere l'università. Sono stremati da viaggi indescrivibili. Qualche tempo fa ve n'era uno arrivato in bicicletta dalla Grecia. Il muro del "nostro CPT" fa orrore e vergogna. Là dentro ci sono degli uomini privati della libertà personale senza alcun processo, senza aver commesso reati. Gatti è distante anni luce dai cosiddetti giornalisti che vediamo in televisione, che si parlano addosso senza fornire informazioni. Ha rischiato più volte la vita per capire e farci capire. Teniamocelo caro.

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    luca

    10/09/2012 21.41.00

    L' analisi di Ant è sicuramente corretta e soddisfacente per spiegare com' è strutturato il libro. Credo dia un buon livello di informazione e conoscenza su realtà geograficamente lontane, ma che convivono quotidianamemte con noi. Viene presentata bene, a mio avviso, la situazione dello sfruttamento dell'immigrazione per disperazione. Sicuramente il racconto è anche romanzato per rendere la lettura più piacevole ed avvincente. Complimenti a Gatti per il coraggio ed il rischio corso. Buon libro. Voto 3,5

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    ant

    23/02/2012 18.15.04

    Mi ha ricordato il film Brubaker con Robert Redford dove il reponsabile delle carceri di uno stato USA si spaccia x detenuto e vive dal di dentro le condizioni pietose dei carcerati. L'importante libro Fabrizio Gatti ci narra le vicissitudini di uomini e donne che affrontano viaggi interminabili, patendo stenti e vessazioni inenarrabili, dall'Africa fino all'Italia. Libro strutturato in tre fasi, nel primo segmento Gatti ci narra con dedizione e dovizia di particolari la rotta degli immigrati clandestini attraverso il deserto, passando da Agadez, fino a Dirkou, "l'inferno di Dirkou"(detto anche il crocevia degli schiavi), il luogo dove gli immigrati si fermano per giorni, mesi, anni sperando di poter un giorno continuare il loro viaggio. Nella seconda parte del libro il giornalista si trasforma in "Bilal", clandestino di origine curda, e racconta dell'esperienza vissuta nel centro di accoglienza di Lampedusa. Infine la terza parte ambientata nella campagna pugliese e vissuta come raccoglitore di pomodori sempre come Bilal ,in cui vengono sviscerate tematiche riguardanti lo sfruttamento dei clandestini da impiegare nell'agricoltura. Considerazioni personali: 1)Un libro che sa regalare momenti di forte commozione e non voglio star qua a raccontarvi le innumerevoli digressioni riguardanti i sogni e le aspettative di persone che sanno di dover affrontare il deserto e il mare, senza aver nessun punto di riferimento forte...se non la fede!! 2)Libro intriso di momenti di profonda riflessione, tipo le pagine in cui l'autore ci descrive dell'inizio del viaggio partendo dal deserto del Tenerè nel Mali, dove la presenza di austeri e antichissimi petroglifi(figure incise nelle rocce, in questo caso due giraffe) fanno da coreografia e da supporto psicologico a orde di disperati che inseguono un sogno molto rischioso. 3)Libro indubbiamente politico, infatti le problematiche relative alle crisi sociali di tanti paesi africani vengono descritte senza sconti. Struggente

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    laura

    21/10/2011 13.20.25

    si scopre realtà che nemmeno si credevano possibili

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    luca rigon

    10/10/2010 02.32.52

    Uno dei 5 libri della mia vita. Obbligatorio nelle scuole. Niente altro da aggiungere. Complimenti commossi allo scrittore.

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    RAMONA

    30/08/2010 16.02.36

    Ho finito da poco di leggere il libro e devo dire che sono rimasta impressionata da quello che sta dietro ad una persona che vedi per strada e magari ti vende le scope!!penso che fabrizio sia un uomo davvero corragioso e per questo l'ho invidio. sono però dell'opinione che il libro mostri soltanto una faccia della medaglia! per tante di queste persone è l'inizio della trasformazione! come dice l'autore tanti si perdono nella droga e nell'alcol e tanti diventano per motivi economici i spacciatori che vendono la droga ai nostri figli.. io penso che vanno sicuramente aiutati e io sono la prima che vedendo le persone in difficoltà le aiuto.. ma purtroppo non si possono salvare tutti!! Si dovrebbero fare delle leggi che danno un aiuto maggiore!nel libro si parla anche dei carabinieri e non si parla molto bene.. ma io penso che non siamo tutti perfetti e che anche loro sono persone, che lavorano magari giorni dopo giorni con gli immigrati che non capiscopno niente, che non sai se sono buoni o cattivi.. non è facile neanche per loro combattere tutti i giorni contro la droga, la mafia... penso che a volte sbagliano ma sicuramente non sono tutti dei cretini anzi stanno in strada tutti giorni ad arestare i ladri, i spacciatori, i criminali.. per proteggere tutti noi e per di più prendendo un stipendio uguale a quello di un operaio che magari costruisce delle sedie ma non rischia la vita.. tutto per dire che la storia ha diverse facce.. dipende con gli occhi di chi la si guarda !!! comunque complimenti a Fabrizio e speriamo che il libro serva a sensibillizare qualcuno !!! grazie

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    Carlo Cersosimo

    24/09/2009 13.56.35

    Ho vissuto in Mali per 12 anni e in Senegal per 21 anni. Ho letto il libro e l`ho trovato da una parte realistico perche molte delle cose raccontate sono vere, ma altre sono state create per vendere o per aumentare il dramma. Credo anche che il modo in cui racconta le sue sperienze sia chiaramente da buonista di sinistra. Credo che una persona debba raccontare la verita` anche se questa non appartiene al suo partito politico. Lui ci fa capire che l`Europa (specialmente l`Italia) debba accogliere tutti i clandestini perche loro sono poveretti e buoni. E` un libro da leggere, ma come si legge una favola per i bambini. E` una realta`abbellita dalla finzione e dalla buggia buonista.

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    lorenzo

    27/08/2009 10.38.24

    emozionante.... un pugno nello stomaco... sarebbe davvero una bella idea se qualche insegnante lo proponesse a scuola

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    Danny

    25/08/2009 13.42.51

    Un libro da leggere e rileggere. Tante grazie a Fabrizio e auguri a ' faggiolino '

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    patrizia

    15/04/2009 11.00.47

    Un libro stupendo e....doloroso che si legge tutto d'un fiato!! E che fa riflettere! Consigliabile davvero come testo "scolastico" e farebbero bene a leggerlo soprattutto quei politici che fanno finta di non sapere e che "straparlano". Bravissimo e coraggiosissimo come sempre Fabrizio che non delude mai!!!

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    Luca

    31/01/2009 12.49.42

    Fabrizio Gatti è un eccellente giornalista che da anni si occupa di immigrazione clandestina “sul campo”diventato famoso all’opinione pubblica dopo la pubblicazione sull’Espresso dell’inchiesta “Io schiavo in Puglia”, che non a caso ha vinto un premio giornalistico europeo. Questo libro rappresenta il compendio di un’inchiesta durata non settimane ma anni, da quando era ancora al Corriere della sera. Personalmente l’hot trovato non soltanto ben scritto, ma lo definirei un vero e proprio “pugno nello stomaco” , e andrebbe letto da tutti, ma soprattutto da parte di chi si riempie la bocca sulla questione dell’immigrazione clandestina senza aver prima “collegato il cervello”. Purtroppo queste persone ora governano il nostro disastrato Paese, e l’incompetenza e l’inefficienza nell’affrontare il problema lo se è visto proprio in questi giorni con la rivolta al cpt di Lampedusa, dove tra l’altro Fabrizio Gatti si è fatto rinchiudere per descrivere il tutto dall’interno. Cpt è soltanto un acronimo per definire oggi il lager e andrebbe semplicemente chiuso ( anche le visite da parte della Ue programmate e non a sorpresa, ricordano tanto quelle della Croce rossa durante la seconda guerra mondiale). Una visione così d’insieme dello sfruttamento e della schiavitù del terzo millennio di uomini verso altri uomini non c’era prima. Un testo da adottare a scuola, prima che l’influenza negativa dei media, in primis la tv con la burla dell’emergenza sicurezza (stranamente non più presente ora che c’è al governo Berlusconi) possa fare danni sulle menti. Grazie Fabrizio Gatti, vero giornalista e vero uomo.

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    Alessandro

    08/09/2008 15.17.53

    Un grande uomo prima che un grande giornalista non poteva che produrre una indagine del genere. Dettagliato, illuminante, toccante. Una storia vissuta in prima persona che racconta la realtà senza dover scendere a compromessi.

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    gianluca guidomei

    07/09/2008 18.02.25

    "Mi sono sempre chiesto cosa stia accadendo intorno a una persona nel momento in cui la sua mente decide di partire. Mesi o anni prima che il corpo si metta in viaggio o ne sia solo consapevole, quale sia il fatto, l' istante, il motivo per cui il ragionamento s' accorge che non restano alternative. Il punto di non ritorno in cui la testa comincia silenziosamente il percorso. L' affiorare delle intenzione segrete, delle ambizioni, delle decisioni già prese. Lo spartiacque. Muoversi o soccombere. E soccombere qui non significa necessariamente morire. C' è di peggio alla morte. C' è una vita di stenti. Di elemosina. Di fatica a scaricare camion o a selezionare rifiuti nelle discariche e rivenderli per pochi spiccioli. C' è il pianto affamato dei figli più piccoli, tutti i giorni e tutte le notti. C' è l' immagine portata dai viaggiatori, dai giornali, dai radiocronisti dei programmi internazionali della BBC che rivela l' esistenza di un mondo ricco e irraggiungibile. C' è la sconfitta personale e intima davanti alle fidanzate, alle mogli, ai propri padri e davanti alle proprie ambizioni." Questo virgolettato di Fabrizio Gatti vorrei lo leggesse qualche nostro "illuminato" parlamentare...

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    Alessia

    01/09/2008 12.02.30

    Un libro letto tutto d'un fiato!! Un susseguirsi di immagini descritte ad arte da Fabrizio Gatti. Complimenti per quello che fa vivendo in prima persona le storie vere che ci racconta,per come le fa conoscere all'Italia e soprattutto per il coraggio che sempre dimostra nel denunciare le oscenità che l'Italia vorrebbe nascondere. Consigliatissimo!!!

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    Massimo

    31/08/2008 12.20.05

    Devo dire che il libro "mi ha aperto gli occhi". Ben strutturato e ben scritto, anche se a tratti un pò lento, consente di capire quali sono i reali interessi (tanti!) che stanno dietro il traffico di esseri umani. Leggendo le singole storie dei ragazzi e delle donne conosciute durante l'inchiesta dall'Autore si comprende quanto debba essere elevato il livello di disperazione per accettare i trattamenti, le torture ed un così alto rischio di morire durante i lunghi viaggi per il deserto e per i mari. Un libro per tutti, sviluppato come una specie di diario, necessario per riflettere attentamente su questa piaga del secolo, difficilmete risolvibile aldilà dell'Accordo appena ieri firmato dall'Italia con la Libia. Buona lettura a tutti!

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    Alan

    31/07/2008 01.19.51

    Un libro che dovrebbe essere testo "obbligatorio" nelle scuole di tutta Europa. Un indagine giornalistica che si legge come un romanzo, ma che purtroppo romanzo non è. Pagina dopo pagina mi sono vergognato (mi vergogno) di essere un italiano e un cittadino dell'europa. Per me, una delle letture che ti cambiano la vita; perche' se prima si poteva far finta di niente e "digerire" tutto, adesso proprio non è più possibile. Il clima attuale non poteva essere "migliore" per apprezzare appieno il libro di Gatti! :-(

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