Blade Runner 2049 (Blu-ray)

Paese: Stati Uniti
Anno: 2017
Supporto: Blu-ray

23° nella classifica Bestseller di IBS Film - Fantasy e fantascienza - Fantascienza

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    MAU

    26/04/2018 10:11:02

    MI E' PIACIUTO MOLTO MENO DEL PRIMO. L'HO TROVATO UN PO' LENTO E MOLTO MENO POETICO

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    n.d.

    24/04/2018 23:24:27

    Ad una visione attenta si apprezza davvero quello che è decisamente un bel film.

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    Fabio Scarnati

    24/03/2018 23:41:49

    Molto bella l'ambientazione, bravo Gosling, mediocre la storia, pessima la sceneggiatura, imbarazzante la caratterizzazione dei personaggi. Film inutile, noioso e prevedibile, in una buona cornice (si salva giusto, come detto, la fotografia, dato che anche le musiche non sono assolutamente all'altezza del primo film). Risultato: già dopo i primi minuti ti viene voglia di alzarti e abbandonare la visione e purtroppo questa sensazione mi è rimasta per tutto il film. La pellicola di Scott non era certamente un action movie ed aveva le sue lentezze che però erano funzionali alla solida sceneggiatura, a dare profondità alla stessa e a costruire in maniera alchemica la poesia del film, cioè, in una parola, la sua bellezza pregna di significati. Il film di Villeneuve riesce nell'impresa quasi impossibile di essere persino più lento del suo predecessore, senza peraltro raggiungere gli effetti sperati. Peccato, infatti, che Blade Runner fosse tutt'altro che mera estetica. Ovvio che era impossibile pretendere l'originalità del primo film (Scott, tra l'altro, era avvantaggiato dall'avere tra le mani il libro di Dick, il quale non ha mai scritto un seguito di questa storia. In 2049 gli sceneggiatori hanno dovuto inventare tutto e il risultato, al ribasso, purtroppo si vede). Blade Runner è uno di quei miracoli che riescono una volta sola nella carriera di un regista. In 2049 è la sceneggiatura che non regge, perché se è vero che la trama in un film non è tutto, è altrettanto vero che un film anche e soprattutto di una buona trama dev'essere fatto. E se manca questa tutto crolla come un castello di carte. Ma a dare maggiormente fastidio non è solo e non è tanto il fatto che si tratti di un brutto film (del resto era impossibile replicare la magia del primo, anche se era doveroso sforzarsi di più), quanto il fatto che Villeneuve sia un emerito ruffiano. Finale che finale non è, e dove tutto lascia presagire a un proseguimento della storia in un terzo eventuale film.

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    Jacopo

    30/11/2017 22:14:41

    Villeneuve si mette in gioco provando a dare un seguito al Capolavoro del 1982 di Ridley Scott. Il risultato è un film di fantascienza che riprende con sapienza musiche, ambientazioni e personaggi del capostipite. 35 anni vengono annullati in un lampo e si viene catapultati in un futuro remoto e distopico in cui tutto è buio e il confine tra umani e replicanti è ormai labile. La nuova generazione di androidi è stata perfezionata per impedire loro ogni tipo di ribellione e per sopprimere la vecchia guardia. Ma qualcosa è sfuggita al controllo degli esseri umani. Un miracolo? Per qualcuno un problema da estirpare senza destare attenzione. Un film da scoprire (o da rivedere) e da assaporare in tutte le sue sfumature. Caldamente consigliato.

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    Michele Bettini

    24/11/2017 14:47:33

    Obbbrobrioso, almeno quanto quelli che lo hanno gratuitamente acclamato.

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Blade Runner 2049, quando il sequel è all'altezza dell'originale

Tranquillizziamo subito Denis Villeneuve: in questa recensione non leggerete nessunissimo spoiler su Blade Runner 2049. Di conseguenza non potremo dire nulla di quello che invece moriamo dalla voglia di raccontare. E quindi ci limiteremo a scrivere: “Ho visto cose che voi umani…”, come la neve a Los Angeles. O un sequel all’altezza dell’originale.
Se siete tra quelli che erano terrorizzati all’idea di andare al cinema e rimanere delusi, niente paura: Villeneuve ha capito cosa significa fare il secondo capitolo di un cult e, dopo Arrival, si conferma tra i maestri dello sci-fi contemporaneo con un livello di profondità e contaminazione altissimi.
Che il seguito del classico cyberpunk di Ridley Scott (qui nel ruolo di produttore esecutivo) fosse una meraviglia per gli occhi ce lo aspettavamo. E visivamente è spettacolo allo stato puro: merito di quel geniaccio di Roger Deakins alla fotografia, uno che con le luci e lei ombre fa un po’ quello che vuole, e che, partendo all’originale, è riuscito a creare qualcosa di nuovo (e di wow!). Tra parentesi Deakins ha ricevuto 13 nomination all’Oscar e non ne ha mai vinto uno: Academy se ci sei batti un colpo. Ovviamente fanno la loro parte anche il production design (scrivere scenografia sarebbe riduttivo) di Dennis Gassner, la CGI e gli effetti speciali che, ça va sans dire, sono tra i migliori MAI visti.
Ma la forma è nulla senza la sostanza: Villeneuve non “replica” ma, in un gioco continui di rimandi e con uno straordinario occhio per i dettagli, riporta in vita l’universo distopico al neon immaginato da Scott nel 1982 e lo spinge verso direzioni inedite, dal punto di vista delle immagini e della storia. Di cui vi anticipiamo solo il minimo sindacale (promesso, Denis). Nell’inospitale Los Angeles del 2049, dove un altro costruttore di replicanti ha concepito dei nuovi androidi, un giovane blade runner, l’agente K, scopre qualcosa che potrebbe gettare il mondo nel caos e si mette alla ricerca di Rick Deckard, scomparso da oltre trent’anni.
Il golden boy di Hollywood Ryan Gosling regge con intensità sulle spalle il grosso (anche a livello di minutaggio) del film, accompagnato da un gran bel cast: su tutti Jared Leto che fa quello che gli riesce meglio, il villain folle e un po’ filosofo, e il ritorno di uno strepitoso e molto battagliero Harrison Ford. E quando Gosling e Ford si incontrano (non stiamo anticipando nulla, è nel trailer) sono scintille.Tra i personaggi secondari, da Robin Wright a Dave Bautista, spicca invece quello di Ana de Armas, Joi, una sorta di Her di Spike Jonze fatta immagine che, in una originalissima scena d’amore, è la perfetta espressione del tocco inventivo di Villeneuve.
La trama c’è e si sente: e se Hampton Fancher, qui insieme a Michael Green, riprende in mano la sceneggiatura, mantenendo intatto lo spirito del romanzo di Philip K. Dick, lo score di Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch omaggia quello al synth e intramontabile di Vangelis, ma con un tocco più stridente e il volume molto più alto, un po’ come tutto il film. Blade Runner 2049 riesce dove quasi tutti i sequel falliscono: comprendere a fondo l’originale e costruirci sopra con ambizione, autenticità e inventiva un nuovo orizzonte. Diventando un potenziale cult a sua volta.

Recensione di Benedetta Bragadini


Villeneuve espande l'universo immaginato da Ridley Scott, tra imperfezioni e scene che non si dimenticano

Trama
L'agente K è un blade runner della polizia di Los Angeles, nell'anno 2049. Sono passati trent'anni da quando Deckart faceva il suo lavoro. I replicanti della Tyrell sono stati messi fuori legge, ma poi è arrivato Niander Wallace e ha convinto il mondo con nuovi "lavori in pelle": perfetti, senza limiti di longevità e soprattutto obbedienti. K è sulle tracce di un vecchio Nexus quando scopre qualcosa che potrebbe cambiare tutte le conoscenze finora acquisite sui replicanti, e dunque cambiare il mondo. Per esserne certo, però, dovrà andare fino in fondo.

Oscar [Academy Awards] 2018: Migliore fotografia a Roger A. Deakins - Migliori effetti speciali a John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover

  • Produzione: Sony Pictures Home Entertainment, 2018
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 163 min
  • Lingua audio: Italiano (DTS-HD Master Audio 5.1);Inglese (DTS-HD Master Audio 5.1);Portoghese (DTS-HD Master Audio 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese; Portoghese
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • AreaABC
  • Contenuti: La creazione del mondo di Blade Runner 2049 - Blade Runner 101. Prologhi. 2036: Alba dei Nexus, 2048: Nessuna via di fuga, 2022: Blackout