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Gianrico Carofiglio

Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 315 p. , Brossura
  • EAN: 9788817076005


"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parsa uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."

Sta mutando la scrittura di Carofiglio. Nel cambiare editore di riferimento, passando da Sellerio a Rizzoli, lentamente si è trasformata anche la narrazione, portata verso una direzione differente dall'evolversi delle storie. Da tempo Carofiglio non è più un giallista puro, forse non lo è mai stato. La sua passione per la parola e la lingua ci è chiara ed è stata confermata ufficialmente con La manomissione delle parole, libro sul linguaggio creato in un gioco di rinterzo.
La centralità della psicologia umana, l'attenzione verso la società è evidente sin dai primi romanzi che pescano ampiamente nel vissuto contemporaneo i temi centrali.
La politica, il potere, la violenza, la criminalità, la giustizia sono sempre presenti nella sua opera e continuano a esserlo ancora oggi. Ma sembrano assumere più spazio anche altri aspetti meno collettivi e più individuali: nostalgia, rimpianto, memoria.
Un flash improvviso, il passato che ritorna, la memoria, appunto, che dopo lungo sopire si ripropone dura, impossibile da scacciare: è ciò che accade a Enrico Vallesi, scrittore.
Un treno lo riporta a casa, da Firenze, dove vive da anni, a Bari, dove è cresciuto, dove ha frequentato le scuole, dove ha lasciato vecchi amori, amici che hanno percorso strade molto diverse dalle sue, un fratello che non sente quasi mai, non vede da tre anni e non vuole disturbare.
Tornare a casa vuol dire ritrovare quegli anni che per tutti sono i più importanti della vita: l'adolescenza, la formazione della nostra personalità. Rivedere quel passato con gli occhi adulti può riservare piacevoli, ma anche spiacevoli sorprese. E può far riflettere su ciò che non si è, ciò che non si vuole. Un pensiero pericoloso.
È un libro di confine, un romanzo su quei limiti che per alcuni sono invalicabili e che altri superano, lanciandosi oltre il bordo vertiginoso delle cose (la citazione è da un verso di Robert Browning a noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose). La maggior parte di noi cammina su quel bordo cercando un equilibrio difficile e precario: guardando indietro possiamo scivolare o addirittura precipitare.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Roberto

    25/11/2016 18.58.39

    Di Carofiglio credo di aver letto quasi tutto. Questo libro, però, era rimasto inspiegabilmente fuori dalla porta. Ora, ho corretto questa mancanza. Sono sempre stato affascinato (e un po’ invidioso, vorrei saperlo fare come lui) dal modo di scrivere di Carofiglio: in questo libro, forse, vi è ancora un qualcosa in più. Bellissima l’idea del narratore in 1.a e 2.a persona singolare, grande maestria nel tratteggio dei personaggi, bello l’incontro con il professore- pensionato – pescatore di cefali, così come belli sono i tanti altri momenti descritti. Certamente un libro che, a differenza di tanti altri, saprò ricordare nel tempo.

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    federica

    08/02/2016 11.07.05

    Carofiglio con il passare degli anni è diventato uno scrittore imprescindibile per la nostra narrativa contemporanea. In questo romanzo riesce a parlare degli anni del terrorismo tenendosene allo stesso tempo a distanza, cosa difficilissima che poteva riuscire a pochi scrittori. Rimango comunque dell'idea che, anche se Carofiglio non perde occasione di negarlo, nei suoi romanzi le "tracce" autobiografiche siano tante e nemmeno troppo celate. Comunque bel libro, da leggere.

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    pierxx84

    25/08/2015 10.08.19

    Un libro semplicemente intimo che ti entra dentro e ti fa immedesimare nei personaggi. Bella scelta stilistica della narrazione "mixata" (I°, II° e 3° persona). Lettura assolutamente piacevole.

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    cristina

    04/01/2015 17.32.37

    Carofiglio, quando non scrive dell'avvocato Guerrieri, diventa forse più intimista e probabilmente si lascia andare con nostalgia a raccontare sempre la stessa storia: la giovinezza passata che non torna più - se non nei ricordi (e quanta parte hanno i ricordi nella psicologia dei suoi personaggi) - i suoi rimpianti, le scelte fatte e quelle abdicate. Anche in questo romanzo, il lettore deve totalmente affidarsi all'autore: seguire docilmente le vie traverse compiute dal protagonista, accettare che faccia tutti gli incontri casuali che fa, assecondare i suoi vagabondaggi mentali e geografici, sorridere a volte di qualche estremismo o banalità. La prosa di Carofiglio, pur essendo molto semplice, a volte veramente al limite dell'elementarità, è molto fluida e scorrevole, e la lettura procede spedita. Bello il titolo. Belle le digressioni filosofiche dei personaggi (sebbene possano sembrare dei riempitivi della trama). Bella la sensazione finale che lascia nell'animo: una sorta di pacificazione, quella di chi ha rivisitato i propri fallimenti passati ed riuscito a perdonarli, almeno in parte, forse.

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    ilaria

    27/12/2014 16.14.23

    Questo libro mi ha completamente conquistato e non saprei dire bene il perché visto che la trama non brilla per originalita',la solita nostalgia adolescenziale il ritorno al proprio passato e ai ricordi di un'eta' tramontata,un amore non consumato e per questo idolatrato,un amico finito male e la solita retorica sugli scontri ideologici/politici.Eppure tutto viene accennato una toccata e fuga che ti lascia incuriosito,concentrato interessato malinconico ma speranzoso.E poi la scrittura di Carofiglio asciutta ma corposa che ti porta via con sé.Che bel libro!

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