Il bordo vertiginoso delle cose

Gianrico Carofiglio

Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788817076005
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 7,56

€ 11,90

€ 14,00

Risparmi € 2,10 (15%)

Venduto e spedito da IBS

12 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello


"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parsa uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."

Sta mutando la scrittura di Carofiglio. Nel cambiare editore di riferimento, passando da Sellerio a Rizzoli, lentamente si è trasformata anche la narrazione, portata verso una direzione differente dall'evolversi delle storie. Da tempo Carofiglio non è più un giallista puro, forse non lo è mai stato. La sua passione per la parola e la lingua ci è chiara ed è stata confermata ufficialmente con La manomissione delle parole, libro sul linguaggio creato in un gioco di rinterzo.
La centralità della psicologia umana, l'attenzione verso la società è evidente sin dai primi romanzi che pescano ampiamente nel vissuto contemporaneo i temi centrali.
La politica, il potere, la violenza, la criminalità, la giustizia sono sempre presenti nella sua opera e continuano a esserlo ancora oggi. Ma sembrano assumere più spazio anche altri aspetti meno collettivi e più individuali: nostalgia, rimpianto, memoria.
Un flash improvviso, il passato che ritorna, la memoria, appunto, che dopo lungo sopire si ripropone dura, impossibile da scacciare: è ciò che accade a Enrico Vallesi, scrittore.
Un treno lo riporta a casa, da Firenze, dove vive da anni, a Bari, dove è cresciuto, dove ha frequentato le scuole, dove ha lasciato vecchi amori, amici che hanno percorso strade molto diverse dalle sue, un fratello che non sente quasi mai, non vede da tre anni e non vuole disturbare.
Tornare a casa vuol dire ritrovare quegli anni che per tutti sono i più importanti della vita: l'adolescenza, la formazione della nostra personalità. Rivedere quel passato con gli occhi adulti può riservare piacevoli, ma anche spiacevoli sorprese. E può far riflettere su ciò che non si è, ciò che non si vuole. Un pensiero pericoloso.
È un libro di confine, un romanzo su quei limiti che per alcuni sono invalicabili e che altri superano, lanciandosi oltre il bordo vertiginoso delle cose (la citazione è da un verso di Robert Browning a noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose). La maggior parte di noi cammina su quel bordo cercando un equilibrio difficile e precario: guardando indietro possiamo scivolare o addirittura precipitare.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Luchito

    24/09/2017 13:58:29

    Uno scrittore in crisi di ispirazione ritorna nella sua città natale in seguito alla lettura di una notizia di cronaca: da quel momento il romanzo alterna la ricerca interiore del protagonista con gli avvenimenti che hanno segnato la sua formazione ai tempi del liceo, in un continuo rimando dal presente al passato. Romanzo indimenticabile per la complessità dei personaggi ed il ritmo incalzante, pervaso da struggenti ricordi adolescenziali e nostalgia per le occasioni mancate. La città di Bari - così come nei precedenti romanzi 'Il passato è una terra straniera' e 'Nè qui nè altrove' - è parte attiva del racconto e non una semplice ambientazione.

  • User Icon

    Fabrizio

    26/08/2017 10:58:52

    Il libro mi aveva incuriosito per il tema della violenza, che pensavo fosse trattato primariamente rispetto a quanto poi presentato, e con mia sorpresa devo aggiungere. Il libro è un percorso di crescita, prodotto del tempo, contemporanei un flashback di un anno scolastico e un tempo del racconto di appena quattro giorni. Cioè che mi ha stupito di più è la creazione della persona che Enrico, il personaggio, modula in ogni dialogo con i suoi incontri casuali (o meno), un personaggio che raramente riusciamo a vedere nudo, dimostrazione di come la percezione di sé stessi è un concetto che sfugge anche a noi. Lontano da come mi avevano raccontato la scrittura di Carofiglio, ovvero fredda e legale, questo libro è al contrario di un'intimità rara.

  • User Icon

    angelo

    12/02/2017 15:25:21

    Ingredienti: un viaggio da Firenze a Bari alla riscoperta delle proprie radici, il cammino di uno scrittore in crisi sui luoghi dell’adolescenza, l’incrocio tra i ricordi del passato e gli incontri del presente, uno scontro tra amore ed amicizia dall'esito amaro. Consigliato: a chi cammina sul bordo di sentimenti effimeri o duraturi, a chi è preda di vertigini affacciandosi sul proprio passato.

  • User Icon

    Roberto

    25/11/2016 18:58:39

    Di Carofiglio credo di aver letto quasi tutto. Questo libro, però, era rimasto inspiegabilmente fuori dalla porta. Ora, ho corretto questa mancanza. Sono sempre stato affascinato (e un po’ invidioso, vorrei saperlo fare come lui) dal modo di scrivere di Carofiglio: in questo libro, forse, vi è ancora un qualcosa in più. Bellissima l’idea del narratore in 1.a e 2.a persona singolare, grande maestria nel tratteggio dei personaggi, bello l’incontro con il professore- pensionato – pescatore di cefali, così come belli sono i tanti altri momenti descritti. Certamente un libro che, a differenza di tanti altri, saprò ricordare nel tempo.

  • User Icon

    Ivano

    13/10/2016 17:02:26

    Bello... Non so cosa ci sia di particolare in questo libro, ma ne sono rimasto affascinato. Non innovativo eppure nuovo, non imprevedibile eppure capace di stupirti. Non leggetelo pensando di trovare un qualcosa in particolare. Per una volta, sgombrate la mente. Leggetelo con leggerezza, senza però sottovalutarlo. Vi troverete davanti una storia. Cruda, realistica, verosimile, significativa, capace di farvi riflettere. O forse no, quello sta a voi. Ma rimane una bella storia, che merita di essere letta.

  • User Icon

    federica

    08/02/2016 11:07:05

    Carofiglio con il passare degli anni è diventato uno scrittore imprescindibile per la nostra narrativa contemporanea. In questo romanzo riesce a parlare degli anni del terrorismo tenendosene allo stesso tempo a distanza, cosa difficilissima che poteva riuscire a pochi scrittori. Rimango comunque dell'idea che, anche se Carofiglio non perde occasione di negarlo, nei suoi romanzi le "tracce" autobiografiche siano tante e nemmeno troppo celate. Comunque bel libro, da leggere.

  • User Icon

    Tinama

    19/01/2016 11:04:45

    Non è il Carofiglio degli esordi ma si legge con piacere. E, a tratti, si riflette anche. " Fare filosofia-cioè pensare- è imparare a fare e a farsi domande. Significa non avere paura delle idee nuove. Significa non fermarsi alle apparenze. Significa essere capaci di dir di no a chi vorrebbe imporci il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Cioè a chi vorrebbe pensare per noi."

  • User Icon

    dani70

    25/12/2015 17:33:21

    E' il primo libro di Carofiglio che leggo, e mi è piaciuto. Volevo dare il massimo dei voti, ma nel finale si è perso...o forse lo immaginavo io diverso e mi ero già affezionata al "mio" finale.

  • User Icon

    Larissa

    14/10/2015 15:37:03

    È un bel libro, se lo prendiamo per quello che è, senza fare paragoni. È scritto bene, è morbido ma anche indelicato, dove serve. Certo è che io il paragone non riesco a non farlo perché Carofiglio (che io adoro) ha comunque all'attivo un sacco di altri libri ed il confronto, per me, è inevitabile. Fatto sta che ad un certo punto a me è sembrato che Enrico fosse Guerrieri. Stesse idee politiche, stessi sport, stesse malinconie. Le poesie, i poster, anche alcune canzoni e citazioni. Sembrava di stare dentro a Guerrieri. Qui, però, c'è Enrico. Che non fa l'avvocato, che ha un'altra storia da raccontare. Carofiglio si salva, sempre. Perché è autentico e leggero nella sua pesantezza esistenziale. Però i suoi personaggi finiscono per somigliarsi tutti. Con il rischio che alla fine ti chiedi cosa stai leggendo.

  • User Icon

    pierxx84

    25/08/2015 10:08:19

    Un libro semplicemente intimo che ti entra dentro e ti fa immedesimare nei personaggi. Bella scelta stilistica della narrazione "mixata" (I°, II° e 3° persona). Lettura assolutamente piacevole.

  • User Icon

    cristina

    04/01/2015 17:32:37

    Carofiglio, quando non scrive dell'avvocato Guerrieri, diventa forse più intimista e probabilmente si lascia andare con nostalgia a raccontare sempre la stessa storia: la giovinezza passata che non torna più - se non nei ricordi (e quanta parte hanno i ricordi nella psicologia dei suoi personaggi) - i suoi rimpianti, le scelte fatte e quelle abdicate. Anche in questo romanzo, il lettore deve totalmente affidarsi all'autore: seguire docilmente le vie traverse compiute dal protagonista, accettare che faccia tutti gli incontri casuali che fa, assecondare i suoi vagabondaggi mentali e geografici, sorridere a volte di qualche estremismo o banalità. La prosa di Carofiglio, pur essendo molto semplice, a volte veramente al limite dell'elementarità, è molto fluida e scorrevole, e la lettura procede spedita. Bello il titolo. Belle le digressioni filosofiche dei personaggi (sebbene possano sembrare dei riempitivi della trama). Bella la sensazione finale che lascia nell'animo: una sorta di pacificazione, quella di chi ha rivisitato i propri fallimenti passati ed riuscito a perdonarli, almeno in parte, forse.

  • User Icon

    ilaria

    27/12/2014 16:14:23

    Questo libro mi ha completamente conquistato e non saprei dire bene il perché visto che la trama non brilla per originalita',la solita nostalgia adolescenziale il ritorno al proprio passato e ai ricordi di un'eta' tramontata,un amore non consumato e per questo idolatrato,un amico finito male e la solita retorica sugli scontri ideologici/politici.Eppure tutto viene accennato una toccata e fuga che ti lascia incuriosito,concentrato interessato malinconico ma speranzoso.E poi la scrittura di Carofiglio asciutta ma corposa che ti porta via con sé.Che bel libro!

  • User Icon

    chiara

    26/09/2014 18:50:10

    Mi è piaciuto fin dall'inizio per lo stile e l'approccio narrativo. A tratti sicuramente un po' lento, ma nell'insieme un bel libro, da consigliare

  • User Icon

    ALAIN

    24/09/2014 16:28:37

    libro senza infamia ne lode molto scorrevole ma non ho capito il finale sembra che ad un certo punto lo scrittore abbia deciso di smettere di scrivere di punto in bianco!! ho preferito di gran lunga i libri di Carofiglio che raccontano le avventure di Guerrieri!!

  • User Icon

    Alessia

    09/09/2014 07:05:36

    A tratti ironico, a tratti coinvolgente ma anche troppo nostalgico.....ho letto di meglio!!!

  • User Icon

    Siria

    25/08/2014 20:42:39

    Gli opposti partono da molto lontano su due vie paralelle e poi forse si ricongiungeranno: gioventù ed età matura, odio e amore, morte e vita. Il miglior libro di carofiglio fra quelli che ho letto.

  • User Icon

    GIOVANNI

    25/08/2014 11:54:00

    Celeste e Salvatore, amore e odio, la gioventù e l'età adulta, la malinconia per le occasioni mancate, le delusioni e gli alibi della vita adulta, una storia che parte su due binari paralleli che forse alla fine si ricongiungeranno. Bellissimo.

  • User Icon

    archipic

    14/07/2014 17:32:53

    Come sempre Carofiglio scrive molto bene, la storia, seppur non inedita, si fa seguire con piacere ed i personaggi sono tutti interessanti e ben delineati. Il finale un po improvviso e alcune lungaggini didascaliche non consentono di valutarlo in modo troppo positivo. Nel complesso un buon libro che avrebbe, però, essere potuto migliore.

  • User Icon

    tom

    19/06/2014 11:32:33

    Chissà se il titolo è un omaggio al poeta inglese o allo scrittore Graham Green che aveva assunto come "motto" questo verso di Browning. Comunque in questo libro il protagonista Enrico(ma non solo lui) è in bilico sul "bordo vertiginoso" che si trova tra bene e male, maturità e immaturità, coraggio e vigliaccheria, violenza e saggezza, amicizia e rivalità, rimpianto e rimorso,successo e fallimento...Sebbene l'idea sia piuttosto banale(il ns che torna nei luoghi natìi e si ritrova a fare i conti col passato) all'inizio il libro mi aveva molto preso: i ricordi dei tempi della scuola, dei primi amori e turbamenti, la passione per la musica, il sogno di fare lo scrittore, le lezioni di filosofia della supplente...felice anche la scelta della 2° persona singolare che evidenzia la scissione del protagonista.Il romanzo xò non si sviluppa pienamente soprattutto sul piano del presente e nell'analisi psicologica dei personaggi, e il finale più che aperto sembra un po' "troncato"

  • User Icon

    giorgio g

    04/06/2014 09:45:11

    Più che da un verso di Richard Browning, l'ultima opera di Carofiglio avrebbe potuto prendere un titolo come "Melanconie di un cinquantenne fallito in cerca della propria giovinezza". E infatti vediamo il protagonista aggirarsi per Bari, teatro della maggior parte dei suoi lavori, alla ricerca di persone e luoghi delle sua ahimè lontana gioventù. La storia, con continui salti tra passato e presente - che sembra sia divenuto il leitmotiv di tanta narrativa contemporanea - è spesso intervallata da divagazioni pseudo-filosofiche che non hanno altra giustificazione che non quella di sfoggiare la cultura dell'autore. Qualche personaggio azzeccato come Celeste, la supplente di filosofia di cui il protagonista si era segretamente innamorato. In conclusione, un'opera che si colloca senz'altro al disopra dei deludenti "Né qui né altrove" e "Il silenzio dell'onda" ma che non ci ha soddisfatto come "Le perfezioni provvisorie".

Vedi tutte le 74 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione