Traduttore: M. Piumini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar absolute
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 ottobre 2017
Pagine: 536 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804681250

34° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Cinema, musica, tv, spettacolo - Musica - Stili e generi - Rock e pop

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Recensioni dei clienti

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    gotansefini

    21/09/2018 08:28:28

    Un libro sorprendente per la qualità della scrittura, soprattutto nella prima parte. Oltre 500 pagine che scorrono via senza mai stancare, appassionando sia durante i racconti più personali sia nel dettaglio dei frequenti riferimenti musicali che lo hanno plasmato. Avvincente.

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    Guido

    11/07/2018 11:13:29

    Pur non essendo un fan accanito del "boss", leggo sempre molto volentieri biografie ed autobiografie di pilastri della musica anni 80 e 90. Il libro è scritto molto bene e con un linguaggio scorrevole che permette una lettura sia tutta d'un fiato che con molto pause, come appunto sto facendo io. A mio avviso ho trovato molto dettagliata la parte relativa all'infanzia a discapito di una spiegazione politica e sociale veramente convincente del cavallo di battaglia di Bruce Springsteen ovvero "Born in the USA". Dallo stesso cantante sono scritte molto bene le parti narranti la sua gavetta nelle balere, le sue tribolazioni famigliari e il suo iniziale rapporto atipico verso i suoi figli. Libro ovviamente consigliato ai suoi fan.

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    Giovanni

    08/04/2018 07:50:02

    Io sono un fan di Bruce Springsteen e per questo ho amato moltissimo questo libro!

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    Luca V.

    21/03/2018 15:43:56

    The Boss, che altro dire? Un gran bel libro davvero, lo consiglio vivamente a tutti i fans.

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    archipic

    29/06/2017 15:33:38

    Narrativamente molto ben scritta, in questa autobiografia Bruce si racconta in modo molto aperto facendoci conoscere il mondo dal quale proviene e quello in cui ha vissuto una volta conquistata la fama. Mette a nudo tutte le sue virtù, le sue fragilità ed i suoi problemi legati alla depressione. Raccontata come un romanzo, la vita del Boss si dipana tra le difficoltà iniziali e il benessere del successo facendo appassionare il lettore alle sue vicissitudini ed, ovviamente, alla sua musica che fa da splendido contraltare al tutto. Sinceramente non mi aspettavo che mi piacesse così tanto, ed è bello pensare che gli scorre sangue napoletano nelle vene. Lunga vita al Boss!

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    Giax

    15/04/2017 19:42:07

    Difficile parlar male della biografia del tuo idolo. Ritengo questo un libro "necessario" per tutti gli amanti del Boss, per chi ha la curiosità di sapere come è arrivato a diventare uno dei padri del Rock classico e moderno. Ma anche per tutti coloro che amano le biografie delle rock star, di certo questa, sulla vostra libreria non può mancare.

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    DOMENICO BOSCO

    18/01/2017 22:08:09

    Definirei questo libro un’opera “onesta” e coerente con la vita dell’artista. L’autore , del quale sono un fan da 35 anni, asserisce di averlo scritto perché giunto all’età nella quale è necessario fissare i ricordi per evitare di perderli. In realtà, si scopre che i fatti e le vicende vengono, per fortuna ,ricordati chiaramente con una cronologia che narra dell’infanzia e dell’adolescenza a Freehold New Jersey, caratterizzate dal rapporto spesso complicato con i genitori, delle amicizie , i primi passi con le bandsgiovanili fino alle occasioni ed agli incontri che hanno portato Bruce Springsteen ad essere quel fenomeno del rock ‘n’ roll che tutti conosciamo. Bruce non esita a mettersi a nudo. Parla con franchezza delle perplessità, dei dubbi, delle difficoltà che hanno accompagnato la sua esistenza, non ultima una forma di depressione con la quale convive da anni che combatte costantemente con gli affetti, la dedizione al lavoro , la composizione, i concerti lunghissimi. La scrittura è semplice e diretta, ma non per questo vengono tralasciati concetti profondi, evidenziati in modo chiaro per far presa immediata sul lettore. Abbiamo così poche occasioni per amare, far bene il nostro lavoro, aiutare chi è in difficoltà, essere onesti, non possiamo permetterci di perdere tempo perché sarà l’unica cosa che non potremo più recuperare. La vita deve essere spruzzata da un pizzico di follia e da tanta passione , non è possibile vivere di sola sobrietà. E’ questa, sintesi, a mio avviso, la “filosofia” di Springsteen, un concetto semplice e bello nello stesso tempo a cui spesso , purtroppo, prestiamo poca attenzione. Sicuramente scritto pensando ai fans piuttosto che ad lettori ha il pregio di essere un testo molto scorrevole e piacevole.

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    floriano

    23/11/2016 17:23:18

    Grandissimo, come la sua musica. Si esprime con ironia, sincerità, senza pudori o reticenze, anche su cose intime e private. Grazie Bruce

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    Pietro

    17/10/2016 10:49:53

    Una premessa: Bruce è la colonna sonora della mia vita, per cui non sono imparziale. Detto ciò, avendo già letto la pur bellissima biografia "Bruce", scritta di Peter Ames Carlin, posso dire che questa autobiografia riesce laddove una terza persona non avrebbe potuto e saputo spingersi. "Born to run" ci presenta Bruce a nudo, ne vediamo l'anima e i sentimenti più profondi. Dopo la lettura delle oltre 500 pagine ci rendiamo conto che Bruce è una persona modificata solo fino ad un certo punto dal successo e dai guadagni stratosferici. A tal proposito è molto bello il passaggio nel quale racconta una sua performance insieme a George Harrison e Mick Jagger, nella quale si considera il fan in mezzo ai suoi due idoli. Ovviamente si tratta di una serata nella quale Bruce è già il "Boss" e ha già conquistato il pubblico dell'intero pianeta. E' molto interessante il passaggio su Wrecking Ball, uno dei suoi ultimi album, pubblicato nel 2012. Bruce ritiene che si tratti di un lavoro straordinario, al pari di Born in the U.S.A. ed io da fan condivido il giudizio. Al di là di un tour quasi triennale, ad esso dedicato, che ha rilanciato definitivamente il sodalizio tra Bruce e la E Street Band si lamenta di una scarsa risonanza, almeno in patria, del suo lavoro. Penso che questo fatto rappresenti tragicamente le scelte di marketing delle case discografiche più interessate a promuovere meteore che opere d'arte prodotte da un ultrasessantenne. Infine trovo davvero umano ed apprezzabile il modo in cui Bruce fa i conti con la memoria di suo padre, le cui asprezze sono state uno dei motivi principali, grazie ai quali ha trovato le forza per diventare la rockstar che tutti conosciamo. Ed è sempre da suo padre che Bruce eredita quelle fragilità psicologiche su cui si dilunga e che rappresentano il profilo incredibilmente umano di chi, quando lo vedi sul palco, sembra una sorta di superman capace di suonare per circa quattro ore senza interruzioni. See you again in Italy, my friend!

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    ciro andreotti

    16/10/2016 20:09:13

    "Negli ultimi sette anni ho deciso di dare vita alla mia autobiografia perché penso che la mia sia un'età nella quale si cominci a dimenticare e credo che della mia vita non vada dimenticato nulla" A parlare un ultra sessantenne in formissima, sia sul palco sia a vergare storie che sembrano uscite dalla penna di John Steinbeck o William Faulkner, unica differenza fra loro e lui: nulla è inventato, ma è tutto vero, o almeno verisimile. La vita del giovane Bruce prende vita nell'operoso Jersey e di narrativo presenta tutti i prodromi che l'immaginario collettivo ha saputo fare degli Stati Uniti la terra cinematograficamente più nota del '900, terra di conquista di gente lavoratrice ed emigranti, qua in prevalenza Italiani e Irlandesi. Dalla sua camera Bruce s'immagina al posto di Elvis, Lennon e McCartney, imparando da autodidatta l'uso della chitarra e avvicinandosi ancora adolescente a un mondo che potrebbe scacciarlo velocemente ma che invece l'accoglierà per i quarant'anni a venire. In oltre cinquecento pagine il figlio di Doug e Adele Zerilli, ci mostra il lato più operoso della sua nazione, quello del: 'se sei abile e fortunato - sia ben chiaro non l'uno in assenza dell'altro - ce la puoi fare anche tu, il tutto senza scorciatoie' e lungo una cavalcata che ti sa incollare al testo non limitandosi a narrare eventi ma anche commentandoli con quella fredda lucidità che sa di confessione, lanciando nell'empireo dei fans tutta l'agiografia dell'uomo che muove ancora oggi a quasi settant'anni centinaia di migliaia di adepti, tutti legati a lui come alla sua famiglia allargata, per la quale 'the Boss' spreca parole al miele, non tralasciando nemmeno una goccia della sua personalissima verità, così come quando con altrettanta lucidità descrive i propri problemi depressivi ereditati da una famiglia difficile da accettare ma abile nel confortarlo. Testo imperdibile, sia per gli appassionati, sia per coloro che vogliano avvicinarsi a una storia sembra inventata

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    amedeo

    10/10/2016 08:47:20

    La leggendaria vita del più grande rocker del mondo, FINALMENTE raccontata da se stesso. Libro pregevole, anche dal punto di vista letterario.

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