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La boutique del mistero

Dino Buzzati

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 4
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788804668084

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Racconti

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Recensioni dei clienti

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    chiara

    02/02/2016 16.30.52

    A dir poco incredibile! Non credevo che una serie di racconti potesse essere così avvincente; la fervida fantasia dell'autore, unita ad uno stile impeccabile, fanno di ogni racconto un capolavoro. Faccio fatica a trovare le parole adatte per descrivere lo stupore che ho provato ad ogni pagina.

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    Matteo Sbrighi

    19/01/2016 00.40.46

    Mistero. è ciò che rimane arrivati in fondo ad ogni racconto di Buzzati. Più che racconti oserei dire (a mio modesto parere) di trovarci di fronte a poesie in prosa (su questo aspetto, un esempio su tutti è "Inviti superflui"). Perchè è grazie al linguaggio della poesia che Buzzati riesce a sondare le pieghe dell'animo umano. "Sette piani", "Il mantello", "Ragazza che precipita" solo per citarne qualcuno tra quelli che più ho apprezzato. Trentuno racconti sospesi tra reale e fantastico, che sembrano arrivare all'epilogo finale troppo in fretta, quasi improvvisamente. Si rimane interdetti, attanagliati dal dubbio, avvolti in una coltre di mistero. Avendo molteplici risposte, o forse è meglio dire, non avendone realmente nessuna.

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    Paola

    08/12/2015 19.56.40

    Buzzati è un genio: il ritmo narrativo, la scelta delle parole, la scansione delle frasi, tutto contribuisce a immergere il lettore nei racconti. Non sono tanto le storie che narrano a a restare dentro dopo la lettura, quanto l'atmosfera che viene evocata. Decisamente penso che il Buzzati dei racconti sia migliore rispetto a quello dei romanzi, dove a volte il maggior respiro va a discapito delle sensazioni che sono suscitate. È sicuramente pessimista e solitario, ma certo è uno scrittore che non può lasciare indifferenti. Per me è uno dei migliori scrittori italiani del dopoguerra, ingiustamente sottovalutato. Consigliatissimo.

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    Pablo

    03/08/2013 15.25.37

    questo libro mi fu consigliato diversi anni fa, quando ancora ero uno studente liceale, tra le letture estive. La prima volta non lo apprezzai per niente, trovandolo poco interessante, fino a quando, pochi mesi fa, decisi di dargli un'altra chance. Che dire: l'ho riletto in meno di una settimana, alcuni racconti (tra tutti Il colombre, Sette piani, Il mantello, Il cane che ha visto Dio, La giacca stregata, Una cosa che comincia per elle e L'umiltà) hanno coinciso perfettamente con i miei gusti letterari e anche gli altri li ho trovati comunque piacevoli. Raccolta promossa a pieni voti.

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    Simone

    16/07/2009 12.53.52

    Come tutte le raccolte di racconti, anche in questa c'è qualcosa che prevale sul resto. "Sette piani" in particolare, è veramente divertente; tra gli altri segnalo "Il cane che ha visto Dio" e "Il colombre".

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    Geffina

    15/01/2009 22.04.31

    Brevi racconti apparentemente di facile comprensione, ma in realtà molto complessi, così come possono esserlo gli scritti che trattano di sentimenti, percezioni e stati d’animo dell’uomo. In una scrittura scorrevole, limpida e uno stile narrativo di classe, Buzzati ci propone storie allegoriche su situazioni umane, quali la solitudine dell’uomo, le illusioni e delusioni, la sofferenza, la morte. Racconti metafisici che dovrebbero farci riflettere sulla vacuità della vita e farci apprezzare i veri valori dell’esistenza. Le situazioni proposte però, pur se trattati con malinconica ironia, mi hanno trasmesso emozioni assolutamente negative. Che Buzzati sia uno scrittore di grande talento è indiscutibile. É anche vero, però, che gli argomenti trattati non mi affascinano e soprattutto non apprezzo il pessimismo, presente nel libro, come nella vita dello stesso autore.

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    ElfollettO***

    07/01/2009 17.04.34

    Il mio primo libro del ginnasio... Riconosco che sia un libro abbastanza carino, ma non è il mio genere. Comunque è leggibile. XD ^^

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    Frank

    19/02/2008 16.36.55

    Belli i racconti, "inviti superflui" su tutti.

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    F.

    18/01/2008 23.50.04

    beh, in effetti un pò ricorda Kafka:ha meno spessore, si sente, però proprio questo lo rende più leggibile. Ci sono buoni racconti, ma su tutti spicca "Inviti superflui", racconto da brividi...

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    Mimmo

    02/10/2007 18.30.10

    Il racconto, la Short Story, dovrebbe avere come caratteristica principale quella di restare dentro l'animo del lettore, così scriveva Cortazar in appendice al suo "Bestiario", così che quando andiamo a rileggere racconti come "Tlon, Uqbar,Orbies Tertius" di Borges oppure "La breve vita felice di Francis Macomber" e "Le nevi del Kilimangiaro" di Hemingway, o ancora "Da dove sto chiamndo" di Carver li riconosciamo come nostre creature, ricordiamo le emozioni che ci hanno dato la prima volta che li abbiamo letti.A me capita lo stesso con Buzzati, i suoi racconti, o molti di questi, mi danno la sensazione di perfezione, quasi una sinfonia, sempre piacevole da ascoltare, in particolare "I sette piani" che avrò letto decine di volte.Dino buzzati è stato tra i più grandi italiani del secolo scorso, leggetelo, vi farà bene.

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    Giovanni

    23/03/2007 21.08.24

    nn è mia abitudine criticare i commenti degli altri,ma devo dire ke m sono fatto due risate quando ho letto i giudizi di alcuni ke definiscono questo libro troppo triste e per questo gli hanno dato uno..beh se volete leggere qualcosa a lieto fine v consiglio cenerentola. Questi racconti sono surreali, alcuni onirici,altri metafisici, altri puri voli d fantasia, altri fiabeschi, altri un po troppo moralistici (e sono il motivo per cui nn ho dato cinque) alcuni lo hanno paragonato a kafka, ma è un paragone insensato secondo me: i temi sono diversi. molti racconti sono tristi, è vero ma di una tristezza piu malinconica ke angosciante, a contrario d kafka. e lo stile narrativo d buzzati è bellissimo...

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    maruska

    08/11/2006 13.07.40

    Sublime. Chi vuol imparare la lingua italiana, legga Buzzati. Chi ama i confini, legga Buzzati. Fantasia e realtà si confondono nella continua metafora della vita.

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    Leonardo

    27/07/2006 12.07.00

    Se volete leggere solo cose allegre e lieti fine allora non avvicinatevi a Buzzati. Lui rimane irraggiungibile e concordo con chi ha detto che avrebbe meritato il nobel per la sua profondità e lucidità nel raccontare la vita e per quello che riesce a trasmettere. Unico.

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    clod

    02/09/2005 12.32.05

    I libri di D.Buzzati sono i più angoscianti che io abbia mai letto!! Morti, disgrazzie, muri che crollano... Se voglio sentire qualcosa di tragico mi basta accendere il televisore e guardare un telegiornale!!

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    Amab

    21/01/2005 10.14.48

    Leggendo il commento di Bama mi viene spontaneo dire:"Se tutti gli uccelli sapessero del grano..." Ma come si fà a definire questi racconti UN INNO AL DISPREZZO DELLA VITA?.Essi sono esattamente il contrario.Perle di profondità che spingono a riflettere sulla condizione umana e a farci capire e apprezzare,ogni giorno di più,i veri valori della vita.Purtoppo per accostarsi al mondo letterario di Buzzati è necessaria nel lettore una sensibilità che non tutti possiedono.

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    Bama

    13/01/2005 17.38.15

    Non mi è piaciuto per niente, troppo trragico e i suoi racconti sono un inno al disprezzo della vita.

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    Andrea

    25/11/2004 18.56.57

    Belli. Veramente belli. 31 racconti da gustare e da tenersi dentro. Piccole e grandi perle di un grande scrittore.

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    Fiona Strabaci

    07/06/2004 19.59.37

    Che in vita Buzzati sia stato un autore e un giornalista di grande successo (le sue opere hanno venduto moltissimo in tutto il mondo) è fuori dubbio; che sia considerato uno tra i più significativi scrittori italiani è acquisizione recente. Dino Buzzati muore a Milano nel 1972 a 66 anni; la sua opera è rimasta in vita e ne ha sancito il valore letterario a discapito di tutti quei critici che la ritennero una copia superficiale di quella di un ben noto scrittore boemo. "Da quando ho cominciato a scrivere, Kafka è stato la mia croce" ebbe modo di dire pochi anni prima della sua morte. A poco valse il riconoscimento della critica francese che gli dedicò -primo scrittore italiano- dei Cahiers. Oltre che di famosi romanzi, non si può non menzionare "Il deserto dei tartari", Dino Buzzati è autore anche di numerosi racconti, molti bellissimi, che ci regalano situazioni e atmosfere senza tempo. Il racconto era infatti per Buzzati la "forma d'espressione preferita" quella alla quale dava i connotati di "breve e agile", un modo di creare in poche righe un intero mondo. Allo stesso tempo era però anche il modo migliore di "divertire e commuovere" il lettore senza stancarlo. Ci troviamo perciò dinanzi a una grande varietà di temi e a situazioni che oscillano tra il reale e il fantastico anche se spesso una linea netta di demarcazione tra questi diversi piani non si trova proprio, tanto che avvenimenti reali possono tramutarsi senza discrepanze stilistiche e logiche in situazioni irreali e immaginarie. Quello che stupisce nel mondo fantastico ideato dallo scrittore è l'assoluta naturalezza di ogni gesto quotidiano: proprio in un mondo in cui tutto ci pare assurdo possiamo ritrovare le contraddizioni più reali dell'uomo, le sue manie, i drammi che sfociano nella solitudine. E' così che Buzzati ci porta senza accorgercene a riflettere sulla condizione umana. Se vogliamo entrare poi più nel dettaglio possiamo notare la presenza quasi immancabile di un avvenimento negativo che stravolge le condizioni iniziali: i personaggi si

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    Franca Satibio

    03/06/2004 18.58.13

    Un consiglio: leggete "Il meglio dei racconti di Dino Buzzati", a cura di Federico Roncoroni. E' un libro anche meglio di questo. Ci sono più o meno gli stessi racconti ma comprende anche altri racconti non inseriti nella "Boutique" e tratti da "Sessanta Racconti"(1958), da "Il Colombre"(1966) e da "Le notti difficili"(1971). Peccato solo che anche in tale libro manchi il racconto "Direttissimo", uno dei vertici di Buzzati e presente solamente nei "Sessanta racconti"

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    Marco

    17/05/2004 11.03.17

    Ho letto alcuni "mattoni" di filosofia e nessuno mi ha fatto riflettere tanto quanto le storielle di poche pagine scritte da Buzzati. Libro splendido, riesce a cogliere in poche righe pensieri molto profondi camuffandoli da racconti banali!

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