Il branco

Regia: Marco Risi
Paese: Italia
Anno: 1994
Supporto: DVD
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    fascetto sivillo nicola

    19/01/2008 22:05:11

    a mio avviso è un film recitato alla perfezione, l' ho visto per curiosità ho provato molto disgusto e molto dolore nel guardarlo ma ho osato per sfidare me stesso per confrontarmi con l' abisso presente dentro l uomo. Francamente i personaggi sono piu' che credibbili nella loro disgustosa mediocrità, i fatti forse sono grotteschi o esagerati è vero, ma le personalità ci sono tutte, sono i loschi individui che ho visto quando ho fatto il militare, e vi garantisco sarebbero capaci di questo e molto peggio, o i loschi individui che si riuniscono in certi bar di periferia, vermi schifosi che bazzicano ta la strada e il carcere, cosa non va in questo film? E' un grosso spot iperrealista in cui manca la trama, manca l'eroe manca la prova, manca il "tesoro finale", l' eroe potva essere la vittima che alla fine riesce a sopravvivere e scappare, e invece è tutto puntato sul "ragazzino verme" idiota stupido e vigliacco, che finisce al gabbio qusi senza capire perchè. E' privo diqualunque ispirazione, se una ispirazione c' è quella è il disgusto e la rabbia contro questa umanità bestiale, per essere un vero film con una vera storia, ci sarebbe dovuta essere una reale vendetta, una giustizzia, che non si vede ma che si immagina solo alla fine... e anche qui non ci saremmo allontanati dalla realtà, non è raro che succedano giustizzie sommarie nelle carceri da parte dei poliziotti pestaggi o incontri combinati nelle carceri con galeotti cattivissimi e furiosi, manca la seconda parte, l' inferno dantesco del carcere italiano, la fine del ciclo karmico con la punizione di ciascun bastardo del branco. Insomma è un film incompleto abbozato, peccato poteva rendere molto di piu.

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    Lorenzo

    11/01/2007 00:32:05

    Guardate l'intervista al regista: vi si spiega che il film aveva due scopi. 1) Stare "dalla parte dei carnefici", per indagare i meccanismi psicologici che inducono allo stupro 2) *Evitare in ogni maniera ogni possibile sentimento di simpatia o identificazione dello spettatore coi violentatori*. Il secondo motivo ha finito per predominare totalmente sul primo: di qui tutti i limiti del film. Anziché analizzare con un minimo di realismo e delicatezza psicologica il comportamento del "branco" esso ce lo presenta come un'orgia di violenza dissennata e di stupidità ai limiti della demenza, cui corrisponde un'assoluta assenza di provocazioni o cedimenti da parte delle vittime: rimane insomma un film tutto e soltanto dalla parte di quest'ultime, giusta la santa religione dei diritti umani e la vulgata femminista propalata dai media di regime. Nessuno prima di compiere l'atto si pone il minimo dubbio sulle conseguenze, si coinvolgono decine e decine di persone, questi ragazzi sono ogn'istante proni alle botte, all'alcool e alla violenza, la bionda viene ammazzata per ragioni di una futilità grottesca ecc. ecc. Insomma tutto il film è pesantemente *sopra le righe*: il regista era talmente terrorizzato dall'idea che qualcuno potesse accusarlo di parteggiare - orrore - per gli stupratori, da sentire il bisogno di stilizzarli ad ogni piè sospinto in "cattivi" tout court. Il politically correct ha prevalso sull'arte, la morale (cioè il pregiudizio) sull'intelligenza. Ben altra cosa sarebbe stata se il regista avesse presentato una situazione più sfumata e realistica, in cui magari (come accadeva in "Sotto accusa" di Kaplan) le ragazze dapprima ci stanno, i ragazzi si eccitano e bevono, e progressivamente la situazione va fuori controllo... ma no, la coscienza civica si forma colle tinte forti, i chiaroscuri non aiutano a condizionare il gregge. E in questa chiave non poteva mancare il prevedibile, stereotipato finale centrato sulla punizione/disperazione dei colpevoli...

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    Luigi

    23/02/2006 18:24:00

    una vera delusione. Dopo Mary per sempre, ho visto il seguito - Ragazzi fuori - ma già era stato un mezzo pacco. Ma Marco Risi con questo è proprio scaduto. Recitato male, occasione veramente persa. Lasciate perdere.

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    Marcello

    10/10/2005 11:58:30

    Il film è in alcuni punti assolutamente e totalmente privo di credibilità (ad es: quali idioti potrebbero mai organizzere una "riffa" pubblica con centinaia di persone - adulti compresi, con macchine e moto che vanno e vendono nel e dal luogo del sequestro e con festa pubblica all'aperto con tanto di vino e porchetta di contorno - tutte disposte a pagare per stuprare in gruppo due donne senza tener conto che la notizia del rapimento e delle sevizie arriverebbe inevitabilmente alle forze dell'ordine?). Ma è, soprattutto, un'occasione persa per addentrarsi nei meccanismi psicologici di gruppo che creano la coazione all'azione e l'omertà di branco. Da possibile ed educativo film-inchiesta si è scaduti nel grandguignolesco. Una delusione.

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    Ferrini Alfonso

    17/02/2005 13:27:14

    il film di Risi non è poi male, ma nulla a che vedere con il romanzo, bellissimo, da cui è tratto.

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  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2003
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 95 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2