Traduttore: O. Fatica, G. Granato
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: XIII-294 p., Brossura
  • EAN: 9788806207618
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Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    25/04/2014 09:52:24

    Mah?! Un Thomas Bernhard dei poveri?! Non so! A mio parere c'è un solo bel racconto: "Per sempre lassù". Il resto è quasi un delirio solipsistico e molto molto noioso anche se, di uno che sa scrivere. Idee poche, confuse e annacquate di una marea di chiacchiera che probabilmente si pretende funzionale. Cronache di delirio!

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    Michael Moretta

    13/12/2011 10:05:35

    Mì sono accostato a DFW leggendo questo libro, ed immediatamente dopo ho divorato Infinite Jest. Dire che Brevi Interviste è un libro semplice, come io pensavo, è completamente sbagliato.....pur se scritto in gran parte con la tecnica delle domande/risposte il libro non ha nulla di semplice e DFW non è di sicuro un autore per tutti, ma nemmeno vuole esserlo. Brevi Interviste ci mostra uno spaccato della società americana intriso di ironica tristezza, in qualche caso di rassegnazione, in qualche altro di leggera speranza, o quantomeno di una possibile via d'uscita all'imbarbarimento di cui è preda la società americana, ma non solo quella americana purtroppo! Ovviamente è un libro che consiglio, io l'ho adorato sin dall'inizio, ma avverto anche che il titolo inganna.....e' un libro molto profondo che necessita di tempo e concentrazione per essere letto e compreso soprattutto.

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    enrico

    28/01/2002 14:41:40

    Contorto e volgare, questo testo apparirà ancor meno piacevole tra le mani di lettori attenti e poco devoti a contenuti di puro stampo tecnico. Non essendo io uno di questi, non posso certo affermare di averne condiviso o appoggiato l’intento (qualunque esso fosse), né tantomeno lo stile. Una delusione.

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    luca t.

    30/11/2000 14:57:56

    Non tutti sono schifosi allo stesso modo…allora il punto è : ci fidiamo della capacità di scrittura di fronte ad ogni sgradevolezza che vogliamo scrivere? a volta la seconda prevale sulla prima, e a volte con esiti piuttosto banali (vedi il racconto dell'uomo che usa il proprio moncherino - la sua "dote" - per conquistare le donne, un po' troppo citato, anche nella prefazione italiana...). Ma dove la scrittura diventa respiro affannoso e incredula limitatezza nel comprendere (vedi il dittico "Mondo adulto")allora gli esiti sembrano davvero irresistibili. Dalle parole della donna il cui marito esce ogni notte per "seguire l'andamento dello yen" entriamo direttamente nel suo stomaco, nei suoi occhi semiaddormentati, nella gravosa convivenza con una educazione buona solo ad imbolsire. In questo racconto, e nelle altre storie brevi che non puntano al pugno allo stomaco, Wallace fa un uso straordinario della scrittura, suono odore e colore al tempo stesso. per questo si, vale la pena di intervistare questi poveri sch

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    Roberta Michelini

    31/07/2000 14:12:56

    Troppo pigra per scrivere una recensione, vi mando la -parziale - traduzione di quella che, fra le recensioni che ho letto, rispecchia meglio le mie impressioni - entusiastiche - sul libro. "Un filo che corre attraverso tutte le opere di Wallace è il nostro bisogno di capirci gli uni gli altri, i surrogati che cerchiamo per alleviare il dolore causato dal fallimento nel riuscirci, e i modi nei quali questi surrogati aggravano questo fallimento." "Le Brevi Interviste esplorano le più oscure regioni della famiglia, dell'amicizia e del desiderio sessuale. I personaggi, che nei primi libri di Wallace lottavano contro l'"anestesia" e l'"afasia", qui vedono se stessi come "tenebrosi", "malvagi" e "senza alcuna speranza di diventare mai sinceramente buoni". Le B.I. mostrano uomini brutali che parlano francamente delle loro inclinazioni erotiche. (...)Wallace non è mai stato così diretto, e in un primo momento questa intimità lo fa apparire come uno che sta raggiungendo uno stato di grazia. (...) W. è sempre stato uno scrittore leggero, comico; ma la sua intelligenza può essere una maledizione. Nelle B.I. le parole feriscono e lo humor, calando verso il basso, mostra i denti. L'amore coniugale si rivela come qualcosa di ripugnante di cui non si osa parlare. La sessualità è antierotica. Più volte W. porta due persone all'intimità più priofonda e mostra quanto lontane ancora esse rimangano. (...)

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    Giovanna Minghetti

    26/07/2000 09:23:11

    Geniale, stupefacente, fantastico...

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