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Helen Fielding

Traduttore: A. Di Meo
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2013
Pagine: 466 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817068826

Recensioni dei clienti

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    Fabio

    27/08/2014 18.33.29

    Sinceramente non capisco l'accanimento verso un seguito che come tutti i seguiti può vivere di passate glorie e quindi deludere alcuni lettori. Personalmente ho letto una decina di anni fa i primi due libri che giudico i capistipite del genere chikl-lit a cui tutte le autrici (dalla Kinsella in poi) si sono ispirate per le loro opere. A distanza di anni non era affatto facile far rivivere una Bridget che avevamo lasciato felice con Mark, ma gli espedienti narrativi della Fielding sono assolutamente credibili e non forzati. Ritroviamo una Bridget "di mezza età", con la paura di invecchiare, ingrassare, restare sola... e chi non ha di queste paure, chi non si riconosce in questi timori attualissimi e veri? E poi i figli e la sua voglia di rifarsi una vita, il toy-boy e l'illusione che potesse durare, il suo lavoro in cui è la solita casinista, i social network e i problemi che possono creare...Insomma, ho apprezzato questo personaggio anni fa e di corsa ho comprato il seguito per ritrovare una "persona" amica di cui condivido ansie, timopri e speranze. Sicuramente più vera di tante altre donne le cui storie improbabili riempiono gli scaffali delle librerie con titoli romantico-culinari....

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    Nicole

    21/01/2014 11.32.10

    Non avevo mai letto i precedenti libri "Bridget Jones",avevo visto solo i film.Questa volta però,trovandomelo davanti in libreria,ho pensato "PERCHè NO..."Bè....sinceramente tornassi indietro non lo ricomprerei.Nonostante io legga davvero di tutto(anche libri magari considerati impegnati)questo,nella sua leggerezza,ho davvero fatto fatica a finirlo.Salvo solo alcune parti esilaranti che mi hanno regalato una bella risata,per il resto trama scontatissima e passaggi noiosi.Peccato.

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    CRISTINA ROSSANA

    16/01/2014 15.04.42

    In effetti ricordando i primi due romanzi della Fielding ho fatto fatica a portare a termine la lettura...alcuni passi sono veramente di basso livello e lunghe parti noiosissime...Per non parlare dei particolari sulle "esigenze" di tipo fisico (leggasi peti, rigurgiti, e manovre sessuali varie). Carine alcune situazioni e il finale, anche se molto prevedibile, ma a mio parere andavano fatti dei tagli strategici per accorciare il libro. Sinceramente mi aspettavo di meglio da questa umorista inglese, forse un tocco di ingenuità e raffinatezza in più che la prima Bridget aveva. Devo anche dire che cmq non mi è piaciuto nemmeno lo stile di traduzione dall'inglese all'italiano,troppo piatto, privo di vocaboli adatti ad evidenziare le sfumature linguistiche in modo da aumentare l'effetto comico per il lettore. In complesso anche se l'idea di base era buona, la Fielding si è immedesimata troppo in una Bridget che scrive male...e infatti la sua sceneggiatura viene stroncata!

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    Vale

    04/01/2014 11.59.56

    Non sono d'accordo con le critiche fatte. Bridget è sempre Bridget: ironica, in perenne lotta con bilancia e unità alcoliche, bisognosa d'amore. Insicura e disorganizzata. Il dolore per la morte di Mark è sempre vivo, ma, ancora una volta, Bridget riesce a farsi amare "così come è". Forse si poteva evitare la rocambolesca vita del nuovo compagno, se proprio devo trovare un difetto, ma non lo trovo nè un romanzo volgare nè un romanzo scritto tanto per scrivere.

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    Becky

    18/12/2013 15.45.16

    Critiche non da poco quelle che ho letto al terzo romanzo su Bridget Jones. In molti hanno stroncato questo romanzo dicendo che non regge il confronto con i primi due della serie. Ma dopo la lettura mi chiedo: gli altri recensori se li ricordano i romanzi precedenti? Io ho ritrovato una Bridget fedele a se stessa. L'espediente della morte di Mark può aver deluso, ma ha costituito per l'autrice il terreno sul quale costruire gli episodi di una cinquantenne improvvisamente di nuovo insicura, tutti sappiamo che con Mark al suo fianco la sua vita sarebbe stata diversa. Ora Bridget, invece, è sì una donna più matura di quella che abbiamo lasciato diciotto anni fa, ma che le circostanze hanno portato a doversi confrontare ancora una volta con le proprie insicurezze. Come nei capitoli precedenti l'autrice usa la sua eroina per puntare i riflettori sulla nostra società. E così ci ritroviamo a navigare nel proliferare assurdo dei social network di ogni tipo e a riflettere sul fenomeno toy-boy. La sincerità di Bridget le permette di scrivere che si rifugia dietro l'idea di essere madre per non dover affrontare i 'vuoti' della propria vita. Infine la ricerca di un compagno, per la nuova Bridget, è parte della dolorosa elaborazione del lutto della persona amata. I temi affrontati non mi sembrano per niente banali e, nonostante questo, la lettura è leggera e piacevole, forse non 'comica' come nei romanzi precedenti, ma avrebbe stonato il contrario. Io ho apprezzato molto questo lavoro e ringrazio Helen Fielding per avermi regalato altre pagine della vita di Bridget. Se proprio devo muovere delle critiche a questo lavoro, faccio notare alcune incongruenze nelle date ed il fatto che a volte la narrazione sia un po' ripetitiva. Questo la dice lunga sul mondo dell'editoria: neanche un fenomeno come Bridget Jones ha diritto a un buon editing.

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    Claudia

    14/11/2013 20.53.40

    Veramente orribile! Scritto tanto per scrivere.....Peccato! Gli altri due libri precedenti mi erano piaciuti molto e li avevo trovati anche molto, ma molto divertenti! Questo no!

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    kikki

    12/11/2013 06.28.52

    stupido e volgare

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    Ely

    29/10/2013 18.52.23

    Ammetto di avere scelto questo libro non solo perchè mi erano piaciuti molto i precedenti, ma incuriosita dalle tante critiche che ha ricevuto. Effettivamente, devo ammettere che, dopo avere lasciato anni fa la super disastrosa Bridget , questo ritorno è molto diverso da come ce lo si poteva aspettare. Consiglierei a chi sta per iniziare la lettura di questo libro di fare riferimento ai libri precedenti, non alla versione televisiva che effettivamente porta molto fuori strada rispetto al personaggio. Detto questo, ammetto che il libro mi è piaciuto. Ritroviamo la nostra Bridget alla soglia della mezza età, con due bimbi piccoli e vedova. Eh non vi dico cosa è successo, ma in fondo Bridget è sempre Bridget e di pasticci ne riesce a combinare anche se gli anni sono passati anzi, ne combina anche di più. Molto attuale come ambientazione, nell'era dei social network non poteva mancare che anche la nostra amica usasse le email e fosse perennemente connessa a Twitter. Aggiungiamo poi che i suoi amici abituali la spingono a cercare di rifarsi una vita e a trovare un uomo... e visti i precedenti.... ci sarà da ridire nei suoi tentativi pasticciati di accalappiarselo. Finisco con un commento personale, trovo che la metafora del gufo (dovete leggere il libro per capire) sia perfetta. Leggera perchè sdrammatizzata dai bambini, ma in fondo davvero molto molto profonda. Non mi resta che augurarvi buona lettura, e visto che parliamo di Bridget (all'epoco Jones) anche Buon Divertimento !

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    chiarab

    21/10/2013 10.23.25

    Gli anni passano, ma Helen Fielding resta convinta che una donna senza fidanzato è una sfigata. Peccato che però nel frattempo abbia perso la capacità di far ridere, o almeno sorridere. Non aspettatevi lo humor brillante dei primi due, il tono è sul patetico, con vaghi echi delle 50 sfumature e per cercare di far ridere abbondano "vomito" e "scoregge". Soldi buttati.

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    orietta

    19/10/2013 11.53.05

    illeggibile.voto 1,peccato che non si possa dare di meno.

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    sara

    17/10/2013 14.08.54

    E ci ho speso pure dei soldi. Illeggibile. Avevo apprezzato i primi, ho letto pure questo, ma qui si scade davvero nel trito, nel "nulla da dire, ma lo scrivo per forza". Non commento oltre perchè davvero è poca poca cosa.

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