Brilliant Corners (180 gr.)

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Artisti: Thelonious Monk
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Jazz Images
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2017
  • EAN: 8437016248300
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Il fotografo francese Jean-Pierre Leloir (1931-2010) ha catturato alcune delle immagini più iconiche della vita del jazz in Francia durante gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Questa collezione, in edizione limitata, raccoglie alcuni dei migliori album della storia del jazz arricchiti dalle splendide e inedite fotografie di Leloir che ne ritraggono i rispettivi autori. Brilliant Corners è il terzo album di Thelonious Monk per l'etichetta Riverside, e il suo primo LP per questa etichetta dedicato prevalentemente alle proprie composizioni originali (i precedenti erano incentrati prevalentemente su standards jazz molto noti e composizioni di Duke Ellington). L'album presenta la prima registrazione in studio di Monk dell’intricata “Brilliant Corners”, che secondo il produttore Orrin Keepnews era il risultato di ben 26 takes. Inoltre troviamo in questo album le prime versioni di “Ba-lue Bolivar Ba-lues-are” e “Pannonica”. Troviamo “Bemsha Swing”, composizione che era diventata un classico di Monk (l'aveva registrato nel 1952 in trio e nel 1954 in quintetto con Miles Davis e Milt Jackson). Anche se questa è la prima versione in studio di “I Surrender Dear” (che avrebbe rivisitare il brano nella sua sessioni da solista del 1964), esiste una precedente versione mai pubblicata realizzata da Monk con il trombettista Hot Lips Page registrata dal vivo al Minton's Playhouse di Jerry Newman nel 1941. I membri della band sono poi di assoluto rilievo: Sonny Rollins (sax tenore), Ernie Henry (sax alto), Clark Terry (tromba), Oscar Pettiford (contrabbasso) e Max Roach alla batteria.
  • Thelonious Monk Cover

    Pianista e compositore statunitense di jazz. Nel 1941 partecipò alle «jam sessions» sperimentali dei musicisti di bop al Minton's e al Monroe's di New York; incise nel '44 con Coleman Hawkins e in proprio nell'immediato dopoguerra. A lungo ignorato dalla critica, ottenne il successo alla fine degli anni '50, soprattutto nella formazione del quartetto (per lo più con il sassofonista Charlie Rouse, in forza dal 1959 al '72). Informale tanto nel comportamento (apparentemente chiuso al mondo esterno) quanto nella musica, è stato uno dei protagonisti in assoluto del jazz moderno, più per l'influenza generale esercitata sulle nozioni essenziali della musica (in particolare dagli anni '70, quando M. si era ritirato dall'attività in pubblico) che per il singolare stile pianistico.?Come interprete... Approfondisci
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