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La (quasi) intera storia dei New Order anni 80 è stata rivista recentemente attraverso nuove versioni degli album: da Movement, seminale disco di passaggio dal post-punk glaciale dei Joy Division al pop più rotondo e dolce dei New Order, fino a Brotherhood, quarto album del gruppo. In Brotherhood convivono le due anime dei New Order: quella decisamente new wave, un suono tipico anni 80 interpretato dai New Order in modo dolce, ballabile, con le linee di basso perennemente in evidenza, con qualche spruzzata di chitarre elettriche e anche acustiche, a confermarne l'anima romantica. Tutto questo, dove le tastiere ancora spariscono in favore degli strumenti più tradizionali, è perfettamente calibrato nella prima parte esatta del disco: le prime cinque canzoni. Nelle successive cinque, invece, emerge l'anima altrettanto decisamente new wave, ma di quell'onda del decennio in questione che si chiama più synth pop, new romantic, e che però all'occasione sa essere qui anche più dura e fredda quasi quanto la celebre copertina dell'album. La seconda parte veicola insomma quella musica con la quale il gruppo si è fatto conoscere per quello che maggiormente lo rappresenta, ossia un suono elettronico e chitarristico nel contempo, immerso nell'atmosfera anni 80 da discoteca alternativa, e proiettato verso riflessi electro che nei decenni successivi saranno reminiscenti dei mancuniani (a volte si citano i Primal Scream, ad esempio, per il debito nei confronti di questo disco). Tra i brani della seconda metà, suona anche Bizarre Love Triangle, uno dei maggiori successi della band e una delle loro canzoni migliori, probabilmente. Impreziosisce ognuna di queste ristampe un succulento secondo disco di rarità, versioni strumentali e alternative. Oltre a un packaging e a un libretto interno molto curati, con foto e narrazioni della storia che stiamo ascoltando, sempre fresca per chi c'era e anche per chi è venuto dopo.
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