La burla di primavera con altre fiabe, e prose sparse

Piero Calamandrei

Curatore: G. Luti
Collana: La memoria
Edizione: 3
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 5 ottobre 2006
Pagine: 155 p., Brossura
  • EAN: 9788838904370
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Descrizione

"Calamandrei dal signor Preside!": ingenuamente (nel senso nobile che gli dava un altro insigne uomo civile commemorandolo: "un "ingenuo" in Parlamento") corrono i ricordi di Piero Calamandrei, in un toccante lindore di stile e di pensiero. E sembrano, queste fiabe, queste prose memorialistiche (tra cui la bellissima "Il lago e la Pia"), qualcosa del passato e della terra di Toscana casualmente appartenutogli, che lui si dispone lietamente a rendere. Era connaturato alla sua moralità un sentimento della propria esistenza come luogo di passaggio di idee, di ideali, di valori, di "storia" da restituire agli altri in opere e parole: "Niente di mio" è il titolo di una lunga dedica, "Il Ponte" quello della sua rivista. Le prose letterarie raccolte in questo libro sono sparse nell'ordine del tempo, dagli anni Dieci ai primi anni Quaranta. Parte di una produzione minore che accompagnò le più ricordate opere giuridiche e l'impegno per il progresso civile nel foro e in Parlamento. Ma più che minore, è una produzione dilettevole e parallela; Calamandrei non nascondeva la tenace vocazione alla letteratura, quasi presupponendola come mezzo di conoscenza all'altro operare: "un varco segreto per accedere ai nascondigli dell'anima vera, per rompere la cerchia dei cuori umani".

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scheda di Bouchard, E., L'Indice 1988, n. 2

La produzione giuridica, politica e letteraria di Piero Calamandrei comprende una punteggiatura di scritti cosiddetti minori perché sparsi, brevi e piacevoli. In questa raccolta le prime cinque fiabe, tutte a lieto fine, reggono nel tempo il confronto con il genere e la ricchezza del linguaggio e dello stile, come musica, si prestano all'ascolto. Nella seconda parte, dedicata alle prose brevi, si stacca per particolare compiutezza "Il lago e la Pia", straordinario racconto di un angolo di Toscana popolato di memorie riconosciute da Calamandrei ragazzo attraverso il contatto con una affettuosa vegetazione e una miriade di oggetti raccolti nel tempo dal nonno che "sapeva, dalla sua esperienza di avvocato, che l'unico modo per evitare che il denaro generi ozio e odio e liti ereditarie è quello di non accumularlo, di spenderlo appena si è guadagnato...". I personaggi centrali della storia sono un Lago, voluto dal nonno e portato via in una notte di bufera "richiamato da Dio che non vuole che gli uomini ritocchino i paesaggi disegnati da lui" e una Pia dei Tolomei prigioniera di marmo in una grotta troppo piccola alle cui sbarre si affollano le ipotesi dei bambini sulla sua carcerazione. A volte la descrizione si attarda ma poi nasce un fatto che riacchiappa l'attenzione e la sostiene fino alla fine.