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Gino Strada

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Edizione: 7
Anno edizione: 2003
Pagine: 178 p.
  • EAN: 9788807170690

Le imprese di Gino Strada e quelle dei collaboratori di Emergency, che operano da anni per curare le vittime di guerra di ogni angolo del mondo, sono note a livello internazionale, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi del conflitto afghano. Ma Strada non è solo un bravo medico è anche un cronista d'eccezione. Il suo primo libro, Pappagalli verdi, in cui descrive la drammatica esperienza di chirurgo di guerra, è tra i più venduti negli ultimi anni. A quella prima prova narrativa ne segue ora un'altra altrettanto impegnativa: il racconto del travagliato viaggio dall'Italia a Kabul all'indomani dei tragici fatti dell'11 settembre. L'impresa incomincia il 9 settembre 2001: in seguito alla notizia dell'attentato al generale Massud capo della guerriglia antitalebana, Strada e altri volontari di Emergency decidono di partire per raggiungere il paese asiatico dove intuiscono il precipitare della situazione politica. Due giorni dopo la strage di New York dissolve ogni dubbio: l'Afghanistan sta per diventare il centro di un nuovo conflitto, mai come in quel momento è necessaria la presenza di medici e volontari che assistano malati e feriti. Gino, l'inglese Kate e il curdo Youssuf decidono di raggiungere Kabul per riaprire l'ospedale chiuso alcuni mesi prima dalle autorità talebane. Buskashì è la cronaca del loro viaggio, una vera e propria odissea costellata di pericoli ma sorretta dalla grande determinazione di chi vuole entrare in un paese da cui fuggono tutti, compresi i membri dell'ONU e della Croce Rossa Internazionale. Tutte le frontiere del paese asiatico sono chiuse e per raggiungere la capitale il gruppo deve attraversare via terra le montagne dell'Hindukush, giungere nella valle del Panchir e proseguire sotto i bombardamenti fino alla meta. Unici occidentali presente a Kabul in quei giorni, Gino e Kate saranno testimoni della disfatta dei talebani e assisteranno alla creazione del governo dei mujaheddin dell'Allenza del nord. Il libro prende il titolo dal nome del gioco nazionale afghano un gioco violento e senza regole che rende alla perfezione il dramma vissuto dal paese asiatico. Nel buskashì due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata così come nel conflitto afghano i numerosi protagonisti, spinti da interessi sovranazionali, si contendono una regione e un popolo martoriati. Scritto in uno stile chiaro e scorrevole di stampo giornalistico, il libro di Gino Strada non è solo la cronaca di un'impresa straordinaria ma anche il ritratto di un paese e una riflessione sulla politica internazionale, sull'informazione e sul mondo degli aiuti umanitari da parte di un osservatore indipendente dalle logiche di potere delle potenze internazionali

Recensioni dei clienti

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    RICCARDO

    01/10/2014 21.42.19

    Bellissimo. Da leggere. Il viaggio verso l'Afghanistan di Gino Strada, un racconto scritto benissimo da chi cerca di curare (da venti anni) le vere vittime della guerra: uomini, donne e bambini innocenti. Libro da adottare nelle scuole. Grazie a Gino Strada ed Emergency.

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    derfel

    13/09/2014 15.38.22

    Una lucida testimonianza delle atrocità della guerra, dell'indifferenza delle organizzazioni internazionali e della speranza che, nonostante tutto, è parte integrante di un popolo, quello afghano, soggetto a decenni di occupazioni e di lotte intestine! Assolutamente da leggere!

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    Gianna

    04/03/2008 13.01.34

    libro veramente bello!!! ottimo per capire l'assurdo della "guerra"! Grazie Gino sei grande anche come scrittore!

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    assunta gallotta

    06/01/2008 15.46.53

    il libro non mi è piaciuto perchè Gino Strada legge tutto attraverso una visione fortemente ideologica che non lascia spazio ad un giudizio davvero libero sugli eventi drammatici che descrive. Penso inoltre che a suo modo utilizzi quegli stessi eventi drammatici per crearsi un pulpito privilegiato dal quale indottrinare la gente. Non è un missionario laico ma un ideologo furbo.

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    Simona

    06/11/2005 11.15.31

    Un altro libro verità! LEGGETELO Grazie Emergency.

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    MB

    21/02/2005 10.05.12

    La cosa piu' triste è che questo non è solo un romanzo ma è una storia vera... un grande uomo e un ottimo scrittore. Grazie Gino, ti vogliamo bene!

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    Stefano

    28/10/2004 07.21.04

    Bello, intenso....da leggere per capire la stupidita' della guerra. Grande Gino Strada

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    Stefania

    11/12/2003 16.22.07

    Non credo che Gino Strada sia un esibizionista nè, tantomeno, un antiamericano ad ogni costo. E' solo uomo che ha visto troppa sofferenza e troppi morti.Come si può non essere contro la politica degli Stati Uniti? Il terrorismo fa morti e fin qui ci siamo, ma l'America? Ieri i marines hanno ucciso 6 bambini, sabato scorso 9. Forse le vite afgane non hanno lo stesso valore delle altre? Un libro triste e doloroso che tutti dovrebbero leggere.

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    Emanuele

    24/09/2003 23.17.01

    Un grande uomo, un bravo medico, un buono scrittore.

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    barbara

    19/06/2003 16.30.55

    Leggetelo, leggetelo e ancora leggetelo!

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    Claudio

    04/06/2003 14.51.59

    Chiunque "vive" e "fa" è un protagonista, ben distinto dall'esibizionista: il racconto di un protagonista è quello di uno che ha visto, c'è stato, l'esibizionista parla ma non ha toccato con mano. E' più facile non leggere libri simili che leggerli, ancor più facile criticarli. Bravo Gino, sei un uomo ancor prima di un medico.

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    medleg

    07/04/2003 11.58.28

    bello! Grazie Gino

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    moreno

    01/04/2003 14.12.59

    In tutta risposta ad Italo voglio dire che il suo viscerale antimericanismo è pari al suo viscerale "antihusseinismo" od al suo "antitalebanismo", antiterrorismo ecc. Io lo definirei "un'antinegativista" (mi si passino i termini) contrario cioè a tutto quello che colpisce negativamente l'uomo, l'ambiente LA VITA. Come per pappagalli verdi anche questo non è un bel libro ma un buon libro pieno di verità e, Perchè no, di eroismo. Strada non è forse un'eroe? o sono eroi solo gli statunitensi paladini della (loro) giustizia e della (loro) libertà?

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    Jayan Walter

    23/02/2003 20.05.53

    Questo, come i precedenti libri di Gino Strada, è una testimonianza diretta degli orrori della guerra, di tutte le guerre. Credo che dovrebbe essere inserito tra i testi scolastici e che vada letto principalmente da coloro che oggi vogliono fare la guerra al popolo iracheno, colpevole soltanto di essere nato in quella regione... un popolo già violentato a morte da più di dieci anni di embargo e dalla precedente guerra. Vogliono fare guerra con la scusa di combattere il terrorismo, ma di fatto vogliono impadronirsi del petrolio e perpetrare i loro loschi traffici... Ma le guerre non fanno altro che aggiungere morte a morte, sofferenze a sofferenze... e questo libro ci aiuta a riflettere su ciò! Non si dovrebbe mai abbandonare l'arma della pace e del dialogo! E se si deve attaccare qualcuno, un dittatore o un essere indegno di chiamarsi umano, si colpisca solo lui, e non un popolo intero, che già è succube di feroci atrocità. Speriamo che non si ripetano le sofferenze subite dal popolo afgano, anche perché stavolta potrebbe andare molto, ma molto peggio, e coinvolgere tutti gli stati del mondo, in un crescendo di violenza e atti terroristici! Che riflettano i politici, con la lettura di questo libro, prima di sganciare le bombe e i missili su gente inerme e innocente... e su questi tantissimi bambini a cui vogliono spegnere il sorriso!

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    Alessandro Ru

    27/12/2002 21.09.03

    Di questi tempi, é sicuramente interessante vedere la guerra da una prospettiva pacifista. Dispiace solo che al di lá di un sacrosanto ed accorato messaggio anti-guerra non ci sia un'approfondimento altrettanto degno. Da questo libro sembra che durante la guerra in Afganistan, a parte Emergency, non ci sia stato nessun altro. Che il nostro Gino Strada sia l'unico eroe? Possibile che tutti gli altri scappavano mentre loro erano gli unici salvatori? A parte ció ed un pó di inevitabile autocelebrazione di se stesso da parte del'autore non si puó disconoscere l'importanza della crociata di Gino Strada.

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    Claire

    12/12/2002 19.15.21

    Questo libro è un viaggio commuevente nel centro della guerra, con riflessioni molto profonde sul conflitto e sulle sue conseguenze. Una testimonianza vista dal punto di vista delle vittime e non dei carnefici. Splendido ed intenso.

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    claudia

    22/11/2002 16.22.31

    ciò che + mi colpisce è che gino strada vive in prima persona quello che scrive..non se ne stà comodo comodo a casa sua a fare critiche su come va il mondo, ma rischia la sua vita per aiutare gli altri. il fascino dei suoi libri è questo! siamo pieni di trattati pro e contro ogni argomento, scritti da benpensanti in pantofole...lui ci mette del suo, rischia e per questo conquista. per me è un libro da non perdere. per riflettere. claudia

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    Jonathan

    16/11/2002 02.04.15

    Libro, eccellente, di denuncia su tutti i fronti. Contro la guerra, contro la cattiva informazione, contro la prepotenza. Estremamente chiaro, sintetico, completo e commovente ! Dovrebbe essere letto da tutti !

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    Cinzia

    24/10/2002 14.46.06

    Un inno contro la guerra da parte di un uomo che non è uno scrittore ma un medico che da anni lotta per aiutare soprattutto le popolazioni civili coinvolte nella catena di feriti e morti che ogni guerra si porta dietro. Una critica severa alle cosiddette organizzazioni umanitarie internazionali e ai mass media che anche da una simile tradegia riescono a trarre profitto e audience. Da leggere soprattutto perchè ci da' una prospettiva diversa e non addomesticata della "necessità" della guerra.

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    stefano

    01/10/2002 12.09.20

    Un libro veramente interessante che fà finalmente capire la guerra da un altro punto di vista. Il protagonismo di Gino Strada è giustificato dalla rabbia di un uomo che deve raccontare avvenimenti molto "tristi" e successi veramente.

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