Caduto fuori dal tempo

David Grossman

Traduttore: A. Shomroni
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 marzo 2018
Pagine: 183 p.
  • EAN: 9788804700265
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Descrizione

Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare "laggiù". Ha perso un figlio, anni prima, e "laggiù" è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e a poco a poco si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vivono lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c'è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. E uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c'è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole. "Non riesco a capire qualcosa finché non la scrivo" dice. È lui a ispirare e a inglobare la storia che stiamo leggendo.

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Recensioni dei clienti

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    alessia

    29/07/2013 07:02:29

    Originale la stesura di questo libro per descrivere un dramma inimmaginabile... ma per quanto mi riguarda l'ho trovata una lettura poco coinvolgente...

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    Isa

    02/06/2013 17:46:36

    Libro "sottile" ma intenso. E' un romanzo particolare, un racconto a piu' voci in cui il tema centrale e' il dolore legato alla perdita di un figlio e inevitabilmente il senso d'angoscia ti attanaglia. I

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    francesco

    23/02/2013 22:06:10

    E per tutto questo, caro David, hai saputo trovare splendide parole.

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    giovanna angeli

    31/01/2013 20:50:33

    Un libro che non può lasciare indifferenti. E' pura poesia e basterebbe il brano finale per definirlo un capolavoro. "E' solo che il cuore mi si spezza, tesoro mio, al pensiero che io... che abbia potuto.. trovare per tutto questo parole."

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    Margherita

    21/01/2013 19:26:18

    Un libro che ti porta al centro del dolore, che ti fa sentire tutta la rabbia, tutta la disperazione, tutto l'amore per la perdita di un figlio. Rimane con te anche quando lo hai terminato.

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    Federico Rosa

    14/01/2013 23:43:18

    Premessa: Amo Grossman. Peró questo libro mi ha un po' deluso. Sarà che mi aspettavo molto, invece ho letto un libro sicuramente colmo di sentimenti ed emozioni, ma il tutto è scritto confusamente e ciò fa disperdere una profondità spettacolare.

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    Walter

    03/01/2013 13:32:48

    E' incredibile come la parola scritta riesca a descrivere ciò che è indescrivibile.

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    Karmilla

    27/11/2012 12:27:00

    Dare un giudizio su questo libro è tutt'altro che facile. Non è certo un romanzo...sfugge a classificazioni e sicuramente ad un giudizio per etichette, come può essere "Bello" o "Brutto". E' un lungo susseguirsi di dialoghi, interiori direi, dei personaggi, un libro molto...molto poco storia. Tutto basato su parole che si susseguono a descrivere un'esperienza e il suo enorme fardello di emozioni,con tutto il loro peso. Sembra inseguire il senso di qualcosa che per chiunque resta inspiegabile: la morte di un figlio. Un testo che mi è sembrato quasi qualcosa di teatrale, con questi personaggi insieme ma soli, questi dialoghi-monologhi e soprattutto questa scrittura davvero particolare. Un libro che comunque lascia un segno: non si può dire bello di un libro così, ma quando leggi qualcosa, una frase e ti fermi con il libro in mano quasi senza respirare...bè qualcosa è successo. Ti rimane attaccato qualcosa di profondo e impalpabile. Il libro sembra essere il tramite con cui l'autore riesce a comunicare, a ristabilire un contatto con il figlio perso, in questa sua maniera lieve ma straziante e il peso che le parole e le immagini pur semplici, limpide e pure hanno, caricate come sono del dolore, del senso di incredulità, non possono che lasciare un'impronta in chi legge e la sensazione che se anche intuisci, non puoi davvero capire cosa resta di noi dopo una tale perdita. Un libro molto particolare, non per tutti: devi sentirti pronto ad accogliere le sue parole. Uno di quei libri che sembrano essere scritti più per l'autore, per un suo bisogno, per la sua pace, più che per i lettori.

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    Ugom

    20/11/2012 14:59:29

    Non e' un racconto, non e' un poema, ne' una piece teatrale, e' tutto questo insieme, e' il tentativo, riuscito a mio avviso, di esprimere cio' che per molti e' inesprimibile, il dolore per la perdita del figlio ventenne. Un libro grande, indimenticabile, un canto infinito, fatto di urla e carezze, un condensato di vita. Un libro breve, che continua a vivere in noi, dopo averlo terminato, e forse non finira' mai.

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    Matteo

    12/11/2012 22:27:49

    spezza il respiro e innaffia l'animo di un figlio che solo immagina di essere pianta privata del suo frutto. Da maneggiare con cura per evitare di disintegrarsi. Grazie David

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    Fabio Ponzana

    28/10/2012 19:45:56

    Sapevo che Grossman avrebbe incontrato, prima o poi, il desiderio invincibile di fermare gli sguardi, i volti, le persone coinvolte nella morte di suo figlio Uri, avvenuta nel 2006, durante il secondo conflitto israelo-libanese. Non mi sbagliavo, e sentivo che il breve saggio che verteva sull'empatia col nemico non sarebbe stato esaustivo del dolore provato. Grossman ha scritto un poema di grande lirismo, di infinita nostalgia del cuore. Un richiamo continuo all'auctoritas del mito greco fa da sfondo, è il caso di dirlo, ad una sorta di autoanalisi profondamente sofferta. Ed il testo procede veloce come una lacrima nel solco di una guancia troppo vizza per rimanere immota. Time to die...

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