Il calore del sangue

Irène Némirovsky

Traduttore: A. Berello
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 155 p., Brossura
  • EAN: 9788845923128
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Descrizione
Ci sono romanzi brevi più densi di emozioni e di vicende di certi romanzoni da ottocento pagine e passa. Ed è esattamente il caso di "Il calore del sangue". Questa volta Irène Némirovsky punta il suo obiettivo non già sul milieu dell'alta borghesia ebraica in cui è cresciuta, né su quello dei ghetti dell'Europa orientale, bensì sul piccolo, angusto, gretto mondo della provincia francese. Il quadro è, in apparenza, di quieta, finanche un pò scialba agiatezza campagnola: la figlia di due ricchi proprietari terrieri sta per sposare l'erede di un'altra famiglia in tutto e per tutto simile, un bravo ragazzo, come si dice, innamorato e devoto. Eppure bastano poche note stridenti (che l'autrice è abilissima a insinuare fin dalle prime pagine) per farci intuire che dietro la compatta, liscia superficie di perfetta felicità agreste - in cui sembra che ogni sentimento si sia come pietrificato - si spalancano voragini insospettate: nessuno, insomma, è al riparo dalla passione, dalla violenza, persino dal delitto, quando è spinto e travolto dal "calore del sangue".

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Recensioni dei clienti

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    Cecilia

    10/12/2018 18:11:00

    D'obbligo per i lettori di "Suite Francese". La Nemirovsky ancora una volta racconta la vita contadina, cruda ma al contempo romantica, con il suo inimitabile stile delicato e minuto, di una raffinatezza semplice e soffice.

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    Federica

    12/03/2018 10:38:00

    Apparenze e verità nascoste, vite ordinare e passioni travolgenti, il tutto narrato da uno dei personaggi che pagina dopo pagina cattura l’attenzione del lettore esprimendo il vero senso del “calore del sangue”. Un piccolo capolavoro.

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    angelo

    21/02/2018 14:11:59

    Ingredienti: un vecchio playboy scapolo nel ruolo di testimone-narratore dei fatti, due famiglie della Francia contadina nel primo dopoguerra, una morte sospetta coperta dal silenzio e dal buio, uno scontro senza vincitori tra desideri e quiete, genitori e figli, tradimenti e fedeltà. Consigliato: a chi cerca nei figli il Dna dei genitori, a chi ama osservare crepe e crepacci dell’anima (splendidamente ritratti).

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    Renzo Montagnoli

    21/04/2017 08:31:35

    Con Il calore del sangue, un’opera relativamente breve (in tutto 142 pagine), ma estremamente avvincente, si parla del mondo ristretto della provincia francese. Ogni personaggio cela passioni, emozioni, desideri inconfessabili e perciò repressi, così che se in apparenza tutto scorre tranquillo, sotto sotto ci sono fremiti d’amore, odi implacabili, amori adulterini. Nello scorrere delle pagine poco a poco emergono questi vizi privati, in netto contrasto con l’apparenza delle pubbliche virtù; e nessuno ne è immune, anche quelli a cui va la nostra simpatia, soggiogati da comportamenti che sembrano frutto di animi puri e perfino casti. La penna della Némirovsky è impietosa, con donne e uomini che non sanno resistere al calore del sangue e si lasciano travolgere dalle passioni, al punto di arrivare anche al delitto, di cui tutti sanno, ma nessuno parlerà mai alla polizia, perché il mondo là è così e anche un reato deve rimanere la faccenda privata di una comunità. Il romanzo è stato da lei scritto con ogni probabilità nell’estate del 1941 e, guarda caso, è ambientato nello stesso paese dove con la famiglia aveva cercato riparo dalle persecuzioni negli ultimi giorni di maggio del 1940 e in cui sarà arrestata per essere poi avviata ai campi di sterminio. Un’altra particolarità dell’opera è che la voce narrante è quella di Silvio, un proprietario terriero che ha alienato gran parte del suo patrimonio e che vive un’esistenza quasi solitaria, ma che gli consente di osservare meglio gli altri. Anche lui ha provato in gioventù il calore del sangue, ma ormai si è incamminato lungo il viale del tramonto; pur tuttavia, nel ricordo del passato, che si intreccia con il presente, avvertirà anche lui un ultimo calore del sangue, rafforzandosi un desiderio che pareva ormai sepolto sotto la cenere. Ma non è una fiamma, è una brace che lenta, come lui, si spegne.

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    vale

    10/02/2015 15:08:29

    Racconto breve, ma da leggere per scoprire l'autrice. Bello e ben equilibrato anche se la scrittura avrebbe avuto bisogno di maggior maturazione. Peccato!

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    daniela

    23/07/2014 20:03:23

    Che salute per la mente questa scrittura !!! Il mio obbiettivo è di leggere tutti i libri di questa magnifica scrittrice che sa leggere così bene l'intimo e lo riporta in superfice. Bello e riflessivo. Consigliato

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    betty

    06/06/2014 17:02:46

    Sicuramente un romanzo ben scritto come gli altri dell'autrice...ma devo dire che ho faticato un po' nella prima parte che scorreva lenta e noiosa! Meglio la seconda parte in cui si percepiscono i sentimenti e gli istinti dei personaggi! per me non è un libro che merita più di 3!

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    titty

    07/02/2013 12:47:02

    Racconto breve ma intenso. L'autrice analizza la vita di provincia. Va oltre le apparenze di un'esistenza all'insegna della tranquillità. Tutto sembra fermo e immobile, le persone vivono isolate nella loro quiete domestica. Ma all'interno di questa quiete "apparente" c'è la vita, il "calore del sangue" ed emergono i personaggi-maschere con le loro passioni. Ed alla fine emergono la violenza e l'ipocrisia.

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    MarkDex

    28/09/2012 09:52:13

    Questo libro è ricco di eventi, suspence e colpi di scena pur essendo essenzilamente un romanzo sentimentale, sui rapporti d'amore. Anche per i meno romantici "Il calore del sangue" è un capolavoro di inventiva e di situazioni da "fiato sospeso".

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    Lady Libro

    08/04/2012 19:43:51

    Irene Nemirovsky è un continuo mistero per me. Incluso questo, ho già letto quattro libri scritti da lei e ancora non mi sono fatta un'opinione precisa sul suo modo di scrivere. Non oso inserirla nel mio pantheon degli scrittori preferiti, ma non penso nemmeno che i suoi romanzi siano da buttare. Una via di mezzo, insomma. Così ho voluto riprovare con questo piccolo gioiellino, tanto per farmi un'idea una volta per tutte. Purtroppo l'ho trovata la sua opera meno bella. Come ho già detto in recensioni precedenti, credo che manchi sempre qualcosa negli scritti della Nemirovsky, qualcosa di indefinibile ma sempre legato all'emotività e all'introspezione psicologica dei personaggi. Se qualcuno mi chiedesse di riassumere la trama de "Il calore del sangue", farei la figura di uno studente che non ha ripassato per l'interrogazione: scena muta. Perchè io non ho percepito alcuna trama, ma solo una serie di storie di tanti, fin troppi personaggi sostanzialmente inutili allo sviluppo e alla piacevolezza della vicenda che assume i toni di un romanzo giallo, genere che proprio non riesco ad apprezzare, che non dà nemmeno la soddisfazione di lasciare rivelazioni così sconvolgenti o degne delle aspettative del lettore, facendo in questo modo dimenticare il libro, senza che resti nella memoria. Poi ci sono sempre i difetti che ho notato in tutte le opere della Nemirovsky: azioni approssimative, personaggi freddi e senz'anima... Leggere la Nemirovsky per me è come tentare di risolvere un cubo di Rubik: per quanto mi sforzi, non riesco a venirne a capo. Non so che dire, perchè tutto ciò che ho letto di lei è a suo modo eterogeneo e omogeneo insieme. E anche se volessi non potrei nemmeno smettere di leggere i suoi libri, come un archeologo ossessionato dalla ricerca di un manufatto che non si darà pace finchè non lo trova. Non mi resta altro che continuare finchè non saprò se potrò amarla o odiarla.

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    Elena V.

    24/03/2012 19:59:06

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto.

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    Leonardo Banfi

    30/01/2012 10:40:41

    Piu' che un romanzo e' un racconto lungo. Lo stile di scrittura semplice e pulito ci fa calare nella vita di campagna del centro francia, storie di proprietari terrieri. Una atmosfera a primo impatto di calma e tranquillita', di una vita semplice. Una calma apparente che cela tradimenti, passioni amorose, rapporti proibiti e omicidi. Il racconto-romanzetto si legge con fluidita'. La prima parte piu' noiosa e lenta della seconda, dove emergono pian piano fatti e avvenimenti.... Sicuramente la seconda parte e' piu' coinvolgente.

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    Cristina'77

    09/10/2011 16:45:39

    E'incredibile come Irène riesca sempre a immergersi completamente anche in ambienti molto lontani dalla borghesia e a carpirne anche le sfumature più sottili. Ho apprezzato molto come sia riuscita a descrivere in modo acuto e arguto, il mondo rupestre e soprattutto la mentalità contadina. Notevole la suspance che crea, durante la lettura viene spontaneo vedere immagini incalzanti relative alla prosa come in una pièce teatrale. I colpi di scena non mancano. Tra tutti i suoi romanzi questo credo sia quello che abbia maggiormente i connotati per essere definito un giallo.

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    elda

    05/07/2011 17:03:46

    Questo romanzo breve, anche se intenso, raffinato e molto ben scritto, mi ha appassionato meno di altre opere della stessa autrice.

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    storesa

    21/02/2011 15:29:17

    Un racconto con la forza di un romanzo. Denso e delicato, forte e dolce. Pura poesia. Peccato che finisca così in fretta!

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    Erminia Francesca

    07/02/2011 13:51:42

    Romanzo breve in cui l'autrice descrive passioni e debolezze umane in modo sorprendente. Per me è stato un colpo di fulmine.

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    Geffina

    03/01/2011 18:20:52

    Un romanzo breve ma ben congegnato dove i protagonisti si rivelano diversi da quello che cercano di apparire, e della vita semplice e integra delle prime pagine del racconto, alla fine, in un susseguirsi di colpi di scena e di situazioni ambigue, vengono fuori passioni e tradimenti.

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    stefano

    11/10/2010 14:11:51

    a suo modo un giallo. Molto raffinato. Interessante la scelta del personaggio narrante che inizialmente sembra fuori luogo. Un romanzo che non tiene incollati, ma interessante e riflessivo.

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    jane

    27/07/2010 14:43:47

    splendido. Una storia drammatica di sentimenti, di conflitti generazionali, anche un preciso quadro di ambiente con quei risvolti inquietanti che la provincia francese alimenta e al tempo stesso nasconde : le ipocrisie, i rancori, i legami di sangue e d' interesse, le diffidenze. E' un quadro "naturalista" impietoso di una borghesia piccola-piccola che fa pensare a Maupassant.

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    silvia

    19/07/2010 22:18:23

    Il calore del sangue davvero lo senti mentre leggi queste pagine che appassionano e coinvolgono sempre più. E'una scrittura notevole, scorrevolissima e precisa nel ricreare ambientazioni e atmosfere e nel tratteggiare i personaggi nel loro essere che non è proprio uguale al loro apparire. Un romanzo che si tinge di giallo e che avvince il lettore fino al punto finale. Lo chiudi e dispiace di averlo già terminato . . . Consigliatissimo

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