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Georges Simenon

Traduttore: M. Di Leo
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 153 p. , Brossura
  • EAN: 9788845922480

Recensioni dei clienti

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    Silviez

    03/07/2016 17.08.44

    Per la seconda volta mi avvicino a Simenon fuori dalla serie dell'ispettore Maigret e per la seconda volta ho una conferma. Il tocco da giallista è ben presente e godibile, la trama è ben intrecciata e personalmente ho trovato molto semplice insinuarmi nell'animo del protagonista e vivere le perplessità dal suo stesso punto di vista. Lo stile è quello che fa per me, quello in cui l'autore mette molto ma lascia mettere anche al lettore, un gioco di squadra per poter creare un romanzo completo. Mi trovo concorde con chi dice che non è uno stile adatto a tutti.

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    luca Bidoli

    10/02/2016 08.26.42

    Costruito come una perfetta macchina narrativa, è, questo, uno dei romanzi che non si dimenticano. Implacabile analisi della passione che divora i suoi figli, della quotidianità e rispettabilità piccolo borghesi, con una scelta implacabile dei tempi e dei ritmi con i quali si scende nell'abisso del delitto, senza che siano rivelati i colpevoli, perchè, in questa vicenda nessuno è realmente e del tutto innocente, questo libro, che ho appena riletto, non smette di stupire e di affascinare. Una descrizione di corpi, sensazioni, pulsioni erotiche e sensuali, di una femminilità viva e vorace che si materializza nella memoria, si fa desiderio, istinto vitale e brutale,onnivoro, come è necessario che sia. Grande.

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    paolo

    27/08/2015 17.44.08

    Libro cosi' e cosi' ben scritto ma con storiella troppo esile e scontata.

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    lady.d

    22/07/2015 09.05.24

    Bello bello bello! Si rimane impigliati nelle frasi di questo libro e lo si divora in poche ore! Simile come atmosfera a 'Follia' di Mcgrath.. Consigliatissimo!

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    Michele

    17/10/2013 19.31.01

    libro molto bello, solita scrittura superba, ma non un capolavoro ai livelli de Il gatto ed i Fantasmi del cappellaio....

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    beatrice

    04/09/2013 14.06.03

    Proprio non riesco ad appassionarmi a Simenon. Ci ho provato con " Il treno " ed ora con questo , ma mi accorgo che ogni pagina è un supplizio infinito. Io non voglio immaginarmi nulla, voglio che lo scrittore mi spieghi passo a passo e mi conduca nei meandri della mente dei suoi personaggi. Voglio immedesimarmici, voglio capirli, voglio vederli con i suoi occhi e avere la possibilità e il lusso di giudicarli. Simenon questo non la fa, ti abbandona alle tue conclusioni, lascia dei vuoti enormi che il lettore deve colmare con le proprie intuizioni e le proprie convinzioni. Non fa per me.

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    Feliciana

    10/11/2012 12.50.20

    Grandioso, splendido. Grandiosa visione e descrizione della psicologia così diversa dei personaggi.

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    sara73

    19/10/2012 15.13.57

    Simenon, di cui ho letto molto ma non tutto (è davvero prolifico!), è a mio parere un vero genio e non stupisce che sia uno dei maestri del noir più tradotti in tutto il mondo. La sua grandezza sta anche nel suscitare reazioni così opposte sui suoi libri. Per me questo è uno dei MIGLIORI, fin dalle prime pagine ti fa captare, intuire, intravedere l'amaro finale, ma anche quando finisce rimane nella tua testa un senso di dubbio sull'intera vicenda, che si dipana come una sorta di fatto di cronaca della cupa provincia francese. Il sesso, l'amore, la verità, l'infamia, il tradimento, tutto si mescola in così poche pagine magistralmente scritte.

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    betty

    14/11/2011 15.52.26

    E' il primo libro che leggo di Simenon, troppo sopravvalutato...nulla d'eccezionale!spero di potermi ricredere su quest'autore...

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    Cristina

    13/09/2011 10.13.59

    Simenon scrive da dio, non ci sono dubbi. Ma era così devastante la passione amorosa, secondo lui?

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    Cristina V.

    12/07/2011 23.05.54

    Intrigante e ambiguo, tratta la storia di un tradimento. Personalmente l'ho trovato un pò scontato. Simenon, uomo di mondo, stona quasi nel far filtrare la morale che il tradimento porta guai. Le parti dei dialoghi ripetute più volte negli interrogatori le ho trovate inutili, soprattutto perché il protagonista non sembra rendersi conto di quel che accade e non aggiunge niente alla vicenda. Voto 3/5.

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    elda

    31/05/2011 13.44.57

    Intrigante e coinvolgente, non è a mio parere un capolavoro, ma si legge piacevolmente e molto in fretta.

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    alessandra

    20/04/2011 19.58.11

    letto in un giorno, simpatico e intrigante, veloce.. ma non un capolavoro come qualcuno lo descrive..

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    Guia

    26/09/2010 21.57.51

    Tutto sommato mi è piaciuto ed il giudizio è positivo, però non mi ha fatto impazzire.

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    policlo

    26/05/2010 08.48.51

    Quasi il massimo (sarebbero 4 stelle e mezzo, ma...). Perfetto nell'impianto, direi anche sensuale nel cinismo di una storia (da parte di lui) e di un amore folle (da parte di lei). Ti spiazza e coinvoge. Grande romanzo.

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    stefano

    29/04/2010 11.47.19

    forse il miglior racconto di Simenon. Una storia giudiziaria dove pare che il solo a conoscere la realtà dei fatti, sia il lettore. Una storia che si sviluppa in modo prograssivo ed inaspettato.

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    biogius

    28/09/2009 15.54.59

    Perfetto: non trovo altre parole per definire questo romanzo che lascia al lettore un sottile senso di inquietudine.

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    Kat70

    16/09/2009 19.10.53

    Uno stile meraviglioso. Scritte da Simenon, anche le pagine gialle risulterebbero avvincenti.

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    adriana

    26/06/2009 15.50.26

    A me è piaciuto molto. Ora sto leggendo Gli Intrusi che mi prende molto: non conoscevo il Simenon senza Maigret. Il giudizio è senz'altro positivo

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    Rossana Marsano

    20/05/2009 15.30.14

    Se non fossi stata risarcita poi dalla lettura del pastoso Faulkner e del mordace Nabokov, non mi sarei neppure stanata a commentarlo, Simenon. A commentare lui e il suo "La camera azzurra". Non che lo abbia mai inseguito con vorace curiosità. Di lui, di Georges, mi parlò con tono innamorato un amico mio caro, uomo di grande sensibilità e di pari cultura. Ovvio che gli apprezzamenti di stima sciorinati a profusione da Quello nei confronti del Simenon romanziere dovessero accendermi almeno un guizzo di curiosità. C'ho messo due anni per sfamare curiosità e interesse, due anni per scegliere del Simenon romanziere uno dei suoi titoli più acclamati, lasciandomi ovviamente inesplorate le più "leggendarie" incursioni letterarie del Simenon giallista. Il punto è che Simenon sembra con fatica deporre l'inchiostro giallo. Almeno questa fatica trasuda a chiare lettere nelle pagine scarne, sciatte,incolori, de "La Chambre Bleu". A parte la struttura del "libricino", che ha una vocazione irriducibile al "giallo", è proprio la cifra stilistica a tradire il vizio giallista di Simenon. Oh!, certo! lo si legge in un giorno, oh!, certo, l'occhio scorre veloce, senza intoppi, senza inciampare nel dubbio luminoso che attraversa la mente quando s'avventura per i sentieri tortuosi di una pagina più oscura magari, pure più intrisa di significati, di vita. S'è detto altrove che il libro, questo libro, ha il pregio di descrivere per pennellate veloci, per colpi di pennello insomma, senza insistere sui dettagli, sulle pieghe. Interpretazione bonaria, gentile, o forse miope, se non cieca. Non c'è solo velocità di tocco, scioltezza di linee, di tratto, di colori. C'è, ancor peggio, tutto l'abbozzo dell'approssimazione. Da lettrice paziente ed esigente, ovvio che abbia in animo di concedermi e concedere al Simenon un'altra possibilità. Ho qui per le mani dello stesso autore "Il treno", e sulla fronte la speranza tutta infantile di potermi ricredere.

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