Traduttore: C. Groff
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 22 settembre 2009
Pagine: 188 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806200053
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Descrizione
Nell'autunno del 1959, alla Fiera del libro di Francoforte un giovane autore di nome Günter Grass presentò un romanzo che ebbe straordinaria risonanza e per molti versi segnò un nuovo inizio della letteratura tedesca: "Il tamburo di latta". La Germania occidentale pareva finalmente essersi scrollata da quella sorta di torpore del pensiero che aveva dominato i primi lustri post-bellici, intenzionata a interrogarsi senza remore sul più recente passato, a mettere in discussione certezze politiche, sociali e culturali. E di questo risveglio Grass fu uno dei protagonisti. Avendo ormai raggiunto un'età venerabile, lo scrittore ritiene che sia giunto il momento di ripercorrere quanto è accaduto in questo lungo mezzo secolo. Ma pensa di dare la parola a figli e figlie, affinché siano loro a raccontare e raccontarsi, a mettere a confronto le loro esperienze, a dire cosa ha significato nascere, crescere e vivere accanto a un padre tanto famoso, certamente poco autoritario ma anche poco propenso a giocare con loro, e da ultimo anche un po' ondivago a livello sentimentale. In questa polifonia di voci, a fare da raccordo è Maria Rama, una fotografa amica di vecchia data dello scrittore, che con la sua Agfa-Box del 1932, segue passo passo la vita dei ragazzi. Che di lei si fidano, perché quella semplice macchina fotografica, ha una magica prerogativa: nella camera oscura, al momento della stampa, oltre al soggetto, mostra anche il passato, il futuro e i desideri di ognuno di loro.

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Recensioni dei clienti

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    Massimo F.

    20/07/2011 16:10:02

    Originale (e molto emozionante) l'idea narrativa e ben disegnati i personaggi. Tuttavia, il ritmo molto lento e mono-tono, unito ad uno stile che non cadenza i dialoghi, non valorizza di certo lo sviluppo della storia: partecipare alle emozioni che Grass ci propone è così più difficoltoso di quanto sarebbe auspicabile ed il lettore ne soffre....

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    rainbow

    14/11/2009 21:01:47

    Riecco finalmente il Grass dei tempi d’oro, non dico del “Tamburo” ma almeno degli altri suoi grandi romanzi come “Anni di cani” o “Gatto e topo”. Sinceramente mi ero quasi scoraggiato di fronte a certe produzioni praticamente illeggibili come “La ratta” o “Il passo del gambero”. Qui ritorna fuori il Grass che ha meritato il Nobel, il sommo scrittore che possiede quello stile narrativo che si saprebbe riconoscere tra migliaia, e ritorna con un romanzo che non è un capolavoro ma, ripercorrendo memorie forse vere forse fittizie, sorride di un’intera vita, forse vera forse fittizia. Ma chi se ne importa di questo dubbio che, probabilmente, solo Grass sa davvero dirimere? La cosa fondamentale è che abbiamo di nuovo un bel romanzo, pur se non un capolavoro, lo ribadisco, di uno dei giganti della letteratura contemporanea.

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    Domenico

    05/11/2009 12:46:19

    Un libro che rivela angoscie e desideri nascosti e che attraverso l'opera, quasi catartica, di una macchina fotografica, si riescono in qualche modo a superare, deformando e mutando la realtà stessa. Una lettura complessa e a tratti difficile ma interessante per il percorso che i figli ormai adulti fanno nel ricostruire le vicende del padre e della propria famiglia.

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