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Giuseppe Pederiali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 252 p. , Brossura
  • EAN: 9788811687757


«La figlia, che Camilla ha conosciuto l’estate precedente durante la vacanza a Porto Cervo, non somiglia a Riccardo, sicuro di sé e nato padrone, e non somiglia ad Andrea. Quando Camilla pensa alla famiglia Merighi fatica a inserirvi la figlia, forse perché manca la figura della madre. Difficile vedere Andrea in questo ruolo, colpa dei suoi atteggiamenti da ragazza, l’allegria e la vitalità esibiti come un dovere mondano, e la leggerezza come una filosofia di vita che non contempla la maternità tra i compiti coniugali.»

Il ritorno di Camilla Cagliostri, ispettore della Polizia di Modena, costituisce insieme una conferma e una sorpresa. Una conferma perché Giuseppe Pederiali è un narratore di classe e ha costruito la sua protagonista con tutte le qualità per crearsi un pubblico affezionato e desideroso di seguirla in una lunghissima serie di avventure: Camilla è intelligente e colta quanto basta per muoversi con disinvoltura in qualsiasi ambiente, ma senza essere saccente; è una figlia della sua terra pronta ad apprezzare con golosità prelibatezze non solo gastronomiche ma di varia sensualità; è solidamente ancorata a valori profondi che sa difendere anche con spregiudicatezza.

La sorpresa, in questo nuovo episodio, viene dal tipo di indagine svolta da Camilla, che non è in servizio ma in ferie, quando viene coinvolta da un amico, ricco industriale con problemi familiari, nelle dinamiche conflittuali instauratesi tra la moglie e la figlia di lui, che porteranno a tragiche conseguenze.

«Un thriller che racconta l’inferno più vicino» recita il sottotitolo di Camilla e i vizi apparenti, chiarendo che non si tratta di un poliziesco in senso stretto, ma di un giallo psicologico che si addentra nei lati più oscuri e inconfessabili dei rapporti familiari: Pederiali ha colto puntualmente l’interesse del pubblico per i devastanti effetti della crisi della famiglia contemporanea, interesse fomentato troppo spesso dagli incresciosi delitti di cui si occupa la cronaca nera. Inevitabile quindi lo spunto tratto dalla realtà quotidiana, come appare ad esempio nel personaggio dell’avvocato di grido, onnipresente in televisione, pronto ad approfittare di ogni inghippo burocratico a favore del suo ricco cliente.

Ma anche questa volta Camilla, coniugando intuizione ed istinto, si assicurerà che giustizia sia fatta, sebbene non secondo il protocollo.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

1.

Superata la punta di Razzoli la barca prende le onde di traverso e i compagni di viaggio di Camilla sembrano meno interessati all'avventura della Semillante. Ma nessuno patisce davvero il mare, sembra anzi che lo vogliano sfidare: Toni e Fosca, uno accanto all'altra, seduti a dritta, aggrappati al corrimano, si lasciano accarezzare i piedi dalle onde; Madide, seduta a gambe aperte all'estrema prua, cavalca la barca; Luca resta accanto a Camilla, in piedi, rassegnato al suo rifiuto di lasciargli il timone. Immobile, l'unica indifferente a tutto, Andrea seguita a prendere il sole distesa sul materassino, a pancia in giù, forse dorme, cullata dalla onde che cominciano a esagerare.
«Durerà molto?» si informa Luca.
«Nelle Bocche di Bonifacio un po' di maretta la si incontra spesso... ma Lavezzi non è lontana. Tu non sei un sardo di mare?»
«Di Villacidro, figlio del messo comunale, nipote di pastori. Il mare l'ho visto per la prima volta a Cagliari quando mi hanno chiamato per la visita di leva. Anche tu non scherzi quanto a origini marine.»
Provocata, Camilla racconta la storia della vocazione a navigare della gente della Bassa, ereditata dagli antichi paroni che risalivano con rascone, galee e bucintori il Reno, il Panaro, il Po e arrivavano al mare, fino a Venezia, a Bari, alle coste della Dalmazia. Un parone con la sua rascona raggiunse prima di Colombo le Indie Occidentali, ma solo nelle osterie lo ricordano.
Intanto l’Andrea II non balla più tanto e i passeggeri tornano a mettersi a portata di orecchio, esclusa Andrea, lei le storie di Camilla non le ascolta, pensa che le inventi, o proprio non gliene frega niente. Le interessa soltanto il sole, al quale si offre di continuo nonostante la pelle abbronzata in ogni parte del corpo. E le interessa il giovanissimo Toni, l'amico di sua figlia. In certi momenti sembra voler gareggiare con la dodicenne Fosca, lo invita a tuffarsi, gli afferra la mano per indicargli il cormorano che cattura un pesce, o gli si struscia addosso nello scendere in cabina, approfittando del poco spazio a bordo; ma forse è una impressione di Camilla e una cattiveria della sua fantasia, provocata dalle innocenti esuberanze di Andrea, trentanove anni, sorridente e decisa a mostrare al mondo che il tempo si può fermare: non un solo difetto fisico dovuto all'età, non una ruga d'espressione, quasi che i dispiaceri e le gioie della vita scivolassero via di giorno sulle creme e di sera sui fondotinta. La bellezza e la vitalità come una maschera che porta con disinvoltura. A volte eccede, e di sicuro Riccardo fatica a sopportarla, specialmente quando si esibisce al cospetto della figlia. Fosca non ha preso niente da lei, timida, scontrosa, silenziosa, bella nella sua acerbità che le fa da scorza insieme agli stracci: un altro motivo di irritazione per la madre, che invano tenta di correggerla, la sprona a non indossare i jeans sporchi e troppo larghi, la camicia vecchia di Riccardo, le scarpe da ginnastica, sempre quelle, «le puzzone». Da quando sono partiti, Fosca avrà detto dieci parole, e tutte rivolte ad Antonio, che lei chiama Toni.
Riccardo ha confidato a Camilla di essere preoccupato da come si comporta Fosca con la madre. A Camilla è venuto il dubbio di non conoscere qualche capitolo della vita di Riccardo:
«La bambina è nata da un tuo precedente matrimonio?»