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Richard Ford

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
Pagine: 424 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019319
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Recensioni dei clienti

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    Max

    31/03/2016 09.14.17

    Ho letto con non poca fatica CANADA, e devo dire che le prime 2 parti che narrano l'adolescenza di Dell mi hanno coinvolto molto ed appassionato poi dalla fuga in Canada dopo l'arresto dei genitori forse il romanzo perde un po di attrazzione e scada nella cronaca di una adolescenza che sarebbe potuta essere ma non è stata! Ho faticato a finirlo! voto medio, Max

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    paola

    26/12/2015 22.43.09

    La prima parola che mi ispira questo libro è. ..noia. Ripetitivo nelle descrizioni. Faticoso.

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    Giuseppe Russo

    23/12/2015 11.01.08

    Notevolissima "Bildungsgeschichte" che fonda l'edificazione della personalità e il passaggio dall'adolescenza all'età adulta sul superamento di abbandoni progressivi, il che è un po' una costante nella narrativa di Ford ma qui assume le forme del classico romanzo di formazione. Dell ha bisogno di scoprire se stesso attraverso l'atto di lasciarsi alle spalle sia i genitori (criminali per caso) che la sorella gemella ineffabile e seduttrice, sia gli stessi USA rispetto ai quali il Canada è il territorio che ospita il rito di separazione provvisoria che precede la reintegrazione. Quando Dell smette di considerare rilevante nel proprio percorso di vita l'abbandono altrui, può cominciare a costruire se stesso in un atto di autodeterminazione necessaria e vitale. In parte, direi che questo romanzo contiene anche un sacrosanto atto di accusa nei confronti della dilagante insicurezza giovanile.

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    Simone

    05/09/2015 01.38.56

    Dal Ruskin citato dall' autore nel finale si può intuire la forza di questo bellissimo romanzo di Richard Ford: la composizione è l'ordinamento di cose diseguali, subordinare, mantenere le proporzioni, collegare cose diseguali in un intero che protegga quanto c'è di buono, tendere all'armonia, citata altrove in una digressione meta-letteraria nel testo. La voce narrante è impersonata dal professore di sessantasei anni Dell Parsons, in quella che è poi la storia della sua movimentata infanzia e della sua famiglia: genitori incarcerati per una rapina nella grande provincia americana nel 1960 fra le grandi praterie del Montana. Spazi aperti,sconfinati, il vento, le fattorie i campi di grano e il respiro di un futuro incerto e guardato con gli occhi, lo stupore ed il candore che comincia a corrompersi di un quindicenne. La narrazione procede in modo quasi cronachistico, episodico, i capitoli sono brevi e serrati, testimonianza di una disciplina e un controllo sugli eventi e sulla scrittura. La prima parte narra gli sviluppi di quello che è stata la vita nel Montana della famiglia Parsons alle scaturigini dell' evento dirompente che avrebbe cambiato per sempre la vita del protagonista, di sua sorella Berner e di tutta la famiglia: la rapina ed il carcere per i genitori, quindi la seconda parte che narra delle vicissitudini successive all evento. Gli eventi sono narrati un futuro consolidato e già scritto, si sa in anticipo tutto della storia nel suo svilupparsi fattuale, si sa che Dell diverrà un professore di liceo, si sa della rapina e che i genitori finiranno in carcere dove la madre vi morirà sucida,come se il compito della scrittura fosse proprio quello di mettere insieme gli eventi e i suoi frammenti determinandone la struttura,l'importanza del racconto è la professione di fede di ogni scrittore degno di questo nome, Ford ce lo ricorda con una scrittura asciutta, limpida e così vera rendendo più importante le cose reali del loro pensiero.

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    Fede

    18/07/2015 09.04.24

    Il solito immenso Ford, uno degli autori americani più acclamati (giustamente) degli ultimi deceni.

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    psols

    16/03/2015 20.23.09

    libro noioso e poco trascinante, troppo lungo.

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    enrico.s

    10/04/2014 09.44.57

    Non aprivo un romanzo di R.F. da almeno vent'anni (dai tempi di "Incendi" e "Rock Spring", più o meno); all'epoca lo avevo mentalmente catalogato come scrittore "interessante" o poco più (...più o meno come quando di una donna si dice che è "simpatica"...); e invece che splendida sorpresa ho avuto leggendo "Canada". Ford è a pieno titolo inserito nella tradizione letteraria americana del 900 realista (niente postmodernismo, surrealismo e meta letteratura, per fortuna) e tra le pagine di quest'opera troverete storie di uomini e donne, dei loro eterni interrogativi (il senso, se senso ha, dell'esistenza; l'incidenza delle azioni altrui sulle nostre, le conseguenze morali dell'agire...) con splendide descrizioni del paesaggio nord americano (...degne del miglior Turgenev). La terza e ultima parte del romanzo è tanto breve quanto struggente; un vero pezzo di bravura. Unica piccola pecca: forse una cinquantina di pagine di troppo; ma è davvero il pelo nell'uovo.

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    Giulia

    21/01/2014 14.05.43

    Bellissimo!!! "Canada" non è però un libro semplice, soprattutto nella prima parte, soprattutto se non conosce bene la scrittura di Richard Ford. Continui a leggere aspettandoti che accada qualcosa (perché fin dalle prime righe sai già che qualcosa di grande dovrà accadere) che però sembra non succedere mai. Ma ad un certo punto, mentre il protagonista Dell ricostruisce gli avvenimenti dei giorni immediatamente precedenti la rapina commessa dai genitori, ripercorre i piccoli cambiamenti emotivi osservati nella propria famiglia e ricorda le sensazioni e i colori di quei giorni di fine estate a Great Falls, lì comprendi la grandezza del libro. Una grandezza che sta proprio nella capacità di narrare, nel piacere della parola, nel valore dei significati anche più semplici. Nelle pagine di "Canada" Richard Ford riesce a compiere un piccolo miracolo: attraverso la parola e la narrazione riesce ad avvicinarci ad eventi ed emozioni rari, mostrandoci però come ciascuno di noi possa essere ad un solo tempo un individuo comune ma anche eccezionale, svelandoci come ogni accadimento porti con sé una parte che lo rende unico e una che lo rende assolutamente familiare. La vicenda del quindicenne Dell, che ad appena quindici anni si trova solo al mondo, con i genitori rinchiusi in carcere e la gemella scappata in California, in un Paese sconosciuto, circondato da personaggi bizzarri e misteriosi, è senza alcun dubbio eccezionale; ma il percorso che il protagonista compirà una volta varcato il confine con il Canada, quel lungo viaggio all'interno di sé stesso per imparare l'arte dell'accettazione, della fiducia, dell'impegno, quel viaggio è il viaggio che ciascun essere umano deve compiere, prima o poi, nel corso della propria vita. Leggere "Canada" è stata un'esperienza che ha dato gioia alle mie giornate. Perché come Florence ha detto a Dell "la vita che ci è stata data è vuota, sta a noi riempirla di felicità". Richard Ford può aiutarci a farlo.

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    Noanter

    03/09/2013 11.34.42

    L'ho finito con grande fatica e con la certezza di sconsigliarne la lettura. Una storia semplice, insipida e al tempo stesso poco verosimile (capitano tutte a lui!) che funge solo da supporto per riflessioni e teoremi che annoiano e si esauriscono nelle interminabili descrizioni di particolari e minimi gesti. Pretenzioso.

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    nicolaz

    25/08/2013 00.39.20

    Letto d'un fiato. Sorprendente e profondo nella riflessione a posteriori di un adolescente che perde tutto, in due giorni. La vita a volte è cosi', ti scivola via. E la prendi per la coda.

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    leonardo de chanaz

    31/07/2013 11.45.16

    Un libro difficile, sia perché alle volte ti sveglia, ma altre ti addormenta...Letteratura più che romanzo. Grande scrittore. Mi è piaciuto ma ho faticato.

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    Cristiana

    27/07/2013 01.00.54

    L'idea è buona ma poi lo sviluppo è mediocre: prolisso in molte parti e in altre frettoloso. Mi ha deluso trattandosi di Ford. Mi sembra un'opera non completamente riuscita

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    Gianfranco Melis

    23/07/2013 17.10.10

    Asciutto, distaccato ma assolutamente coinvolgente. Uno dei più bei libri usciti quest'anno e un Richard Ford ai suoi massimi livelli

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    Giuseppe

    22/06/2013 20.42.58

    Amarezza, pensieri e grande ammirazione per Dell... basta questo per essere contento di aver letto Canada. Quasi un capolavoro, esemplare narrativo in via d'estinzione?

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    Loris

    12/06/2013 14.07.38

    Faticoso: è il primo aggettivo che mi viene spontaneo associare al romanzo, terminata la lettura. Non conoscevo Ford, ma avevo aspettative alte sulla base della stima espressa da recensori e colleghi. Alcune pagine sono davvero notevoli per introspezione psicologica e per qualità stilistica. A volte però lo sguardo del protagonista-narratore diventa troppo autoreferenziale, dilata il tempo della quotidianità, salvo accelerare in corrispondenza dei due snodi narrativi anticipati già dalle prime righe. L'assenza di dialoghi diretti privilegia la voce interiore ma finisce anche per togliere respiro al racconto. Non mi ha convinto completamente l'idea di fondo, ovvero l'accettazione quasi stoica degli eventi dell'esistenza, non sempre comprensibili e rivelatori di senso, in un'ottica di trasformazione e cambiamento che porta a valicare confini fisici e metaforici, liberandosi di rimpianti e rancori. La lezione di Ford è ardua, come la forma scelta per tradurla in narrazione: la saggezza dell'una e la bellezza dell'altra dipendono dalla diversa sensibilità dei lettori.

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    TIZIANA

    30/04/2013 11.55.09

    ripetitivo, prolisso, non sono riuscita a finirlo.

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    Ianì

    06/04/2013 12.13.37

    Non conoscevo Richard Ford e sono veramente felice di averlo scoperto, "Canada" e' un romanzo stupendo, sono sicuro che a fine 2013 sara' citato tra i piu' belli apparsi durante l'anno.

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    pedro

    18/03/2013 14.46.11

    Tutto il resto è contorno.

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    cesare

    17/03/2013 17.42.40

    A soli 15 anni due fratelli gemelli, un ragazzo ed una ragazza, si trovano soli perchè i loro genitori sono stati incarcerati per una rapina ad una banca. Fuggono per non essere rinchiusi in un orfanotrofio. A ritroso la storia della loro vita viene raccontata dal maschio ed è un film neorealista in bianco e nero, triste, pieno di miseria e solitudine. Una lettura deprimente e per nulla suggestiva tanto meno interessante.

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