Categorie

Voltaire

Curatore: S. Gargantini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 26
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 139 p., Brossura
  • EAN: 9788807900563
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it € 3,78

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristiano Cant

    23/05/2017 05.08.51

    "Il suo aspetto denunciava la sua anima, univa un notevole giudizio allo spirito più semplice. Per questo, credo, era chiamato Candido". Manifesto dell'esperienza umana in tutte le sue angolazioni, ragione e sentimento inanellati in una congerie di eventi persino estremi, conoscenza e viaggio dentro un'identità, peripezie e dispiaceri, amore contrastato e decisioni non facili; in definitiva, l'avventura in tutti i suoi passaggi, tuttavia vissuta dentro un animo buono, appunto "ottimista", perché, riandando col pensiero al suo maestro e tutore Pangloss, Candido dirà "Tutto è bene". Pochissimo però, nel corso della narrazione, definisce davvero una realtà tranquilla, un mondo che la ragione riesce a tenere e a domare con spirito attento. Ci sarà di tutto, nel perfetto filone del racconto d'avventura: episodi rocamboleschi, fughe fortunose, il terremoto di Lisbona del 1755, uccisioni, viaggi e incontri di ogni tipo (dal Perù all'Inghilterra), ricchezza ricevuta e presto saccheggiata. Voltaire getta sulla tavolozza umana ogni possibilità di ragionarci sopra, perché se Pan è tutto e glossa è lingua deve pur esserci un filo di intesa comune che leghi la vita e ogni confronto con essa sotto una luce di vera positività. E questo pur dentro il male e ogni accidente che abbracciano i passaggi del racconto.Perché? Chi è alla fine Candido?Il furfante che la scampa?L'uomo di ingegno che sfrutta le sue doti?Il sempliciotto salvo a sua insaputa?Il troppo male allora è - per contrasto - l'esaltazione di un ottimismo al rovescio?Un prodigioso fiume di sarcasmo?Il finale e la sua massima epocale aiutano forse a scansare ogni ombra:"Bisogna coltivare il proprio giardino".Un ritorno a se stesi e alla propria voce, a ciò che amiamo e che può amarci o farci star bene,oltre le palizzate di un tragico inspiegabile che pure c'è e prolifera senza sosta e le migliaia d'avversità attorno ad ogni destino.Voltaire non sceglie,non banalizza,non insegna.Nei Lumi c'è amarezza e risata insieme.

Scrivi una recensione