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Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 320 p.
  • EAN: 9788831706407

Recensioni dei clienti

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    Zapruder

    14/01/2014 20.34.00

    Mi sono innamorato del personaggio Wallander. Ho conosciuto questo autore leggendo l'ultimo romanzo pubblicato, "la mano". Ora ho cominciato a leggere i libri seguendo l'ordine ufficiale. Merita davvero questo "i cani di riga", avvincente e serrato. Ottima la ricerca dell'autore sulla città di Riga. Lo consiglio spassionatamente!

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    io

    12/06/2013 12.27.14

    Ho sentito da molti dire che questo è il migliore della "serie" Wallander. A me non è piaciuto, inverosimile, assurdo, noioso. L'unico personaggio che ho trovato interessante, ma dura poco, è il poliziotto dell'est, con le sue sigarette e il suo stile scialbo. E poi Wallander che si innamora di sua moglie, ma per favore.

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    adriana

    23/04/2013 14.34.56

    Letto alcuni anni fa; primo libro di Mankel. A me è piaciuto tantissimo e da li sono partita con gli altri.

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    sofia

    16/01/2013 17.27.25

    E' la seconda storia che leggo del commissario Wallander e non mi ha deluso. Ero rimasta piacevolmente colpita dallo stile di Henning con "assassino senza volto" e che ho ritrovato qui. La semplicità del personaggio, un pò sfigato per certi versi, lo fa sembrare molto umano... Stasera comincio con la prossima indagine e spero che questa volta si innamori per davvero!

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    ferdi

    30/06/2012 09.32.24

    Confusionario, inverosimile, a tratti noioso, molto demode'...pero' alla fine l'ho trovato cmq ben scritto e Wallander, improbabile 43enne (sembra molto piu' vecchio), commissario pasticcione, sovrappeso, intuitivo ma goffo risulta simpatico e ti porta dalla sua parte quasi senza accorgertene... Dello stesso autore avevo letto "Assassino senza volto" (sempre con Wallander protagonista) e "Il ritorno del maestro di danza". Pur non considerandoli dei capolavori bisogna ammettere che Mankell puo' a pieno titolo essere considerato se non proprio un padre almeno uno zio della nuova narrativa noir scandinava.

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    Gianni F.

    15/04/2012 18.02.35

    Mankell non delude mai. I suoi non sono semplicemente "gialli" ma sono dei veri romanzi. Come sempre affascinante ambientazione, accattivanti i personaggi e brillanti i dialoghi. Rispetto ai precedenti romanzi letti, questo Wallander è più spregiudicato. La scena mozzafiato descritta all'interno della centrale di polizia di Riga è un pochino "James Bondiana", però di grande effetto. Un romanzo raccomandabilissimo

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    Francesco Erasmi

    28/12/2011 13.47.00

    Francesco Erasmi 28.12.2011 L'ho effettivamente letto dopo "La leonessa bianca" e debbo dire che il giudizio è nettamente squilibrato a favore della "La leonessa bianca", non c'è paragone nè per intensità nè per costruzione della trama nè per intensità, ridicolo l'innamoramento di Wallander nei confronti di Baiba Liepa, per non parlare di quello risibile del primo episodio, "Assanio senza volto", nei confronti della P.M. Anette Brolin con l'imprevedibile suo intempestivo,goffo e maldestro tentivo di approccio nel momento e nel luogo più sbagliato e più inopportuno. Ciò però nulla toglie alla affettuosa simpatia che si prova ugualmente per le umane debolezze del Commissario Kurt Wallander.Sicuramente il romanzo, non sempre raggiungendo risultati elevati, mescola in modo un pò troppo sproporzionasto una maggiore attenzione al noir sopratutto americano con un minore riferimento ed ispirazione al nuovo fascino che suscita il thriller scandinavo. Risultando, purtroppo però, il complesso personaggio di Wallander, in alcuni tratti, spesso lunghi, noiso ed infantile.L'elemento "investigativo", poi,è ampiamente trascurato per dedicarsi ad una ricostruzione, sicuramente, accurata ed approfondita e analitica, della nuova realtà sociale drammatica, perchè ancora militaresca ed oppressiva, di un paese che viene rappresentato come simbolo degli sconvolgimenti avvenuti nei paesi Baltici che già erano stati parte integrante ed indissolubile e ben inseriti nella ex "Cortina di ferro". Sicuramente la definizione più consona alla trama del romanzo sarebbe definirlo un thriller di sponaggio più che un poliziesco in seno classico, cosi che forse, anche la figura del Commissario appare un pò fuori posto e sicuramente pleonastica e quasi artificiosamente inserita nella trama.

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    Maunakea

    10/06/2011 14.54.06

    Capitolo 13 glie l'ho codeettamente data su.. forse è perchè è troppo vecchio stampo, forse poco introspettivo o forse solo noioso... ultimi due libri del suddetto autore archiviati, mi sa che non è la mia.

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