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Pierluigi Giovannucci

Editore: Morcelliana
Collana: Storia
Anno edizione: 2008
Pagine: 288 p. , Brossura
  • EAN: 9788837222642
Il volume di Pierluigi Giovannucci nasce da una lacuna nelle ricerche relative alla storia della santità cattolica di età moderna: il suo inquadramento storico-culturale e storico-teologico. Come l'autore argomenta nell'introduzione, il terreno degli snodi concettuali riguardanti le canonizzazioni cattoliche tra il medioevo e l'età moderna è ancora da esplorare. Il contributo specifico del volume è dunque soprattutto di tipo storico-concettuale e si inserisce nell'ambito della storia delle istituzioni.
Delle due sezioni in cui si articola la ricerca, la prima è dedicata alla ricostruzione delle origini, degli sviluppi storici e, più in generale, del significato di un criterio di canonizzazione moderno fondamentale: quello della "virtù in grado eroico". A differenza della fama di santità, l'habitus heroicus è da ascriversi all'esigenza, diffusa negli anni trenta del XVII secolo, di costruzione di un sistema più rigido di controllo e selezione delle proposte esemplari e devozionali. Il filtro della "virtù eroica", che andava nella direzione di superare le dinamiche della mediocrità, impiantando la logica dell'eccellenza, rientrava nella sfera di influenza pontificia, nelle forme di un'imprescindibile riserva papale di tutte le cause di canonizzazione.
La seconda parte è dedicata alla questione dell'infallibilità pontificia nelle canonizzazioni, letta e indagata attraverso gli scritti di teologi e canonisti che se ne occuparono fra il tardo medioevo e il Settecento; legato a questa tematica, vi è anche il tema della certezza della beatitudine per i santi canonizzati.
Pur trattando problematiche autonome, le due sezioni sono lungi dall'essere indipendenti e dal parere giustapposte, dal momento che entrambe sono di continuo ricondotte al contesto più ampio del significato del riconoscimento, definizione, ufficializzazione della santità, in un quadro omogeneo della cultura religiosa cattolica in età moderna, tra XVI e XVIII secolo. Tale periodizzazione cronologica non ha confini rigidi, ma lascia spazio a incursioni in tempi più remoti e più recenti, come nel caso del capitolo dedicato alla santità e al martirio nella tarda antichità o i numerosi riferimenti alle politiche di papa Giovanni Paolo II o papa Benedetto XVI; non c'è dubbio che tali ampliamenti rendono più complessa e meritoria l'indagine.
Oltre al contesto generale comune, il più importante tra i fili conduttori specifici è il ruolo del papa: dopo l'operato di Urbano VIII, che mise al centro del dibattito e delle decisioni sul controllo e sulle garanzie legate alla santità la figura del papa, la potestas pontificia divenne e rimase fondamentale in tutti i processi di canonizzazione. Non è un caso che le due sezioni siano legate da un intermezzo che riflette sull'odierno utilizzo dei criteri di canonizzazione della fama di santità e del vero martirio, una breve analisi sulle politiche legate alla teoria e prassi della santità canonizzata condotte dagli ultimi due papi. In conclusione, protagonista dello studio di Giovannucci non sono tanto i santi, quanto la funzione magisteriale pontificia, capace di scegliere e di rendere effettivi i criteri di proposta, di giudizio e di legittimazione degli uomini e delle donne candidati a divenire santi.
Mariachiara Giorda
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