Categorie

Liliana Rampello

Editore: Il Saggiatore
Collana: Biblioteca
Anno edizione: 2005
Pagine: 221 p. , Brossura
  • EAN: 9788842812845
Non è una biografia quella che Liliana Rampello dedica alla scrittrice inglese, al tempo stesso è nel trattamento dei vari aspetti "bio-grafici" che si coglie la particolarità più interessante e originale di questo libro, grazie alla problematica e vivace dialettica che con essi instaura da una parte l'autrice, dall'altra la stessa Woolf, posta a dialogare con i suoi personaggi e con la scrittura non solo dei romanzi, ma anche dei diari, delle lettere. Innanzitutto, chiunque desideri parlare di questa scrittrice deve rispettare un primo dato già di per sé spiccatamente dialettico: la sua ribellione a essere "misurata" con la propria e altrui arte ("Cielo come sono stanca di essere ingabbiata insieme ad Aldous, Joyce e Lawrence!", scriveva in Un riflesso dell'altro. Lettere 1929-1931 ). In secondo luogo, emerge la difficoltà di Woolf a rispettare la misura che la vita stessa impone, oltrepassandola con la morte e sfidandone letteralmente i tempi La sua scrittura è pronta a segnare le conquiste di percezioni estreme e diverse, come quelle di una follia razionalmente controllata ("la pazzia è formidabile, te l'assicuro, e da non guardare con disprezzo", scriveva in una lettera a Ethel Smith, "e nella sua lava vi trovo ancora la maggior parte delle cose di cui scrivo") o di una malattia che mette al suo centro il corpo, il quale - finalmente protagonista - a sua volta chiama in causa "la miseria della letteratura, che 'fa del suo meglio per dimostrare che ciò che le interessa è la mente'". Sfuggendo alla comprensione del biografo - poiché sa che a lui stesso sfuggirebbe "la visione di una pinna che fende il mare, vasto e vuoto", come scrive nei Diari - Woolf si ritaglia nuove vite misteriose: non solo conquista l'androginia in Orlando e in Una stanza tutta per sé , ma può diventare cane, nel romanzo Flush , dove il protagonista è Pinka, il suo cocker spaniel.
Rispettando questi presupposti, Liliana Rampello passa da diari, lettere, autobiografie e biografie ai romanzi più significativi per proporre una lettura che intrecci personaggi e autrice, scrittura e vita, pur "senza confondere i piani". Di questo intreccio, il suo saggio individua momenti e, soprattutto, immagini particolarmente suggestive, come quando Clarissa Dalloway "'leggera, alta, eretta' spalanca la porta del fioraio per andare incontro alla bellezza (...) e allontana da sé il fantasma dell'odio annusando quei fiori, 'la deliziosa fragranza, la freschezza squisita'", opponendo l'"esplosione violenta" di questa felicità allo sparo udito per la strada. Una proiezione felice sull'esterno, come è la finestra di Al faro , "simbolo della possibilità di spostare il significato oltre la sua lettera". Altre immagini simboliche scandiscono la lettura dei sei capitoli di Una stanza tutta per sé : il cerchio, lo specchio, la tela di ragno, le madri, il laboratorio, il taxi, tornando nuovamente alle suggestioni dell'androginia, ma anche al suo scacco ("'chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di una donna?'"), per finire su Tre ghinee a parlare di guerra senza chiudere il cerchio, ma lasciando tutto aperto, tutto "possibile", pronto per essere nuovamente discusso: l'arte di vivere, il sesso, l'estraneità.

Chiara Lombardi