Le canzoni di Totò

(Versioni originali)

Artisti: Totò
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 2
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2013
  • EAN: 0076119710345
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 5,95

€ 8,50

Risparmi € 2,55 (30%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello
Descrizione

Il box contiene 15 tracce con le canzoni di Totò cantate da Toto' e 21 tracce con le canzoni di Toto' cantate da altri.
Il cinema Totò lo visse comunque sempre con distacco: il successo lo pagò con la quasi totale cecità dei suoi ultimi dieci anni, causata da una giovanile infezione trascurata e aggravata dall’esposizione continua ai riflettori. Solo comporre canzoni soddisfaceva senza alcuna mercede la sua sete di arte, nobiltà e purezza: curava le ferite accumulate fin dall’infanzia, sublimava le pene d’amore di un rapporto mai semplice con le donne. Alla ex-moglie Antonio non dedicò solo “Malafemmena”ma anche altre canzoni sul tema della disillusione amorosa, come “Nemica”, che coincise con il nuovo matrimonio di Diana, che fu per lui una pugnalata. Lo stesso pessimismo rispetto all’amore di ritrova in altri brani degli anni ’50 come ”Non voglio amare più” (in italiano), “Doie strade”, “Aggio perduto ammore”, “Luntano ‘a te”, “Che me diciste affà”. Mentre “Core analfabeta” e “L’ammore avess ‘a essere” rappresentano il suo ideale amoroso (“’na cosa fatta ‘e zucchero / ‘na cosa ddoce e semplice / tutta sincerità”). La vita di Antonio senza Diana tornò alla routine sessuale di una donna a sera ma, superati ormai i 50 anni, si tinse di mestizia, anche se nel ‘52 Totò trovò nella giovane attrice Franca Faldini la compagna fedele dei suoi ultimi anni, la fame insaziabile di femmine la espresse scherzosamente in “Carmé Carmé” (“Tu sola nun me basta / me ce ne vonno tre”). Il principe si vide contestato da altri autori napoletani per la sua ingombrante presenza ad alcuni concorsi canori. Ne fu amareggiato e anche per questo evitò quasi sempre di interpretare i propri brani, tranne che nei film per esigenze di copione. Per il resto, pur dotato di una bella voce, cedette l’onore ad altri (soprattutto Rondinella, Villa e Nino Taranto). Rinunciòad una possibile carriera di cantante, incidendo un solo album nel ’43 di canzoni non sue. E mai cantò quella “Malafemmena” che lo ha collocato per sempre nell’olimpo della canzone napoletana.