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Il capolavoro - Cinzia Tani - copertina

Il capolavoro

Cinzia Tani

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Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 febbraio 2017
Pagine: 357 p., Rilegato
  • EAN: 9788804663492
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Il capolavoro

Cinzia Tani

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Gaia la libraia

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Dalla Seconda guerra mondiale alla vicenda delle Isole Falkland nei primi anni Ottanta, Cinzia Tani imbastisce con la consueta abilità e passione una storia in cui le vite dei protagonisti si snodano sullo sfondo di una precisa, vivacissima ambientazione storica.

In parallelo seguiamo le vicende di Dominic Klammer, un neurologo che nella Germania nazista prende parte al progetto dell'Aktion T4 nel castello di Hartheim, cercando di contrastare il protocollo volto all'eliminazione dei malati di mente. La sua è una lotta silenziosa, clandestina, che gli permette di salvare molte vite. Nel 1945, quando Berlino è assediata dalle bombe e i russi sono alle porte, Dominic conosce la dolce Magdalena che lo salva dalle macerie. La sua vita è a una svolta. A Buenos Aires, intanto, Cristina si stabilisce dall'amica Manuela e continua le ricerche del padre e dell'assassino della madre, aiutata in parte da Andrès, un poliziotto di Ushuaia da sempre innamorato di lei. Niklas, il fratello di Manuela, è un ragazzo dal fascino oscuro, ed è un membro dei Montoneros, i ribelli che organizzano azioni contro i militari: Cristina è attratta da lui, al punto da mettersi nei guai. Dalla Seconda guerra mondiale alla vicenda delle Isole Falkland nei primi anni Ottanta, Cinzia Tani imbastisce con la consueta abilità e passione una storia in cui le vite dei protagonisti si snodano sullo sfondo di una precisa, vivacissima ambientazione storica, tra colpi di scena e avventure, in una vorticosa rincorsa verso un finale mozzafiato.
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    Monica

    26/05/2019 09:42:00

    Ushuaia, 1978. Cristina Torres è una bella ragazza ventottenne che fa la guida alpina sui ghiacciai. Tornando a casa dopo un'escursione, scopre che la madre è stata uccisa e il padre è scomparso, proprio mentre un altro misterioso omicidio avviene nella apparentemente tranquilla cittadina della Terra del Fuoco. Tra Cristina e suo padre Roberto c'è un rapporto molto speciale da quando l'uomo l'ha adottata all'età di cinque anni e l'ha educata con infinito amore e dedizione per farne il suo "capolavoro". Decisa a ritrovarlo a tutti i costi, Cristina parte per un viaggio che la porterà dalla Patagonia fino a Buenos Aires, su un percorso cosparso di scoperte e tradimenti, di verità inconfessabili e bugie. Perché suo padre ha un terribile segreto riassunto in una sigla, Aktion T4, che ancora oggi fa paura. Con una scrittura asciutta e priva di fronzoli, Cinzia Tani racconta una storia districandosi meravigliosamente bene tra documentazione storica e finzione. I luoghi hanno poco significato, quasi non vengono menzionati in modo che l'attenzione del lettore sia tutta concentrata sui personaggi, interpreti di un dramma in cui amore, morte, mistero si intrecciano. Un romanzo avvincente e molto, molto particolare.

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    Gatto

    26/07/2017 20:30:58

    Libro un po' particolare. L'ho trovato lento all'inizio poi ho preso il ritmo e l'ho divorato fino alla pagina 300 circa, dove è tornato troppo lento. Da quel momento in poi è troppo ripetitivo, il lettore, se sta attento, le cose successe nelle pagine prima se le ricorda, trovo inutile ripeterle. Mentre ho apprezzato molto i fatti storici che mi pare di aver capito siano raccontati in modo abbastanza veritiero.

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    gianni

    22/04/2017 14:15:23

    libro scoperto per caso ma devo dire che è stato una piacevole sorpresa. Storia avvincente di quelle che ti tengono attaccato al libro per scoprire come andrà a finire. Ben scritto, scorrevole, con qualche colpo di scena e un ambientazione storica precisa. Buon libro

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    Fabiana Spagnuolo

    19/04/2017 15:43:46

    Un romanzo avvincente, una storia che si dipana attraverso i continenti, dall’Argentina oppressa dalla dittatura del generale Videla, alla Germania ormai allo stremo, sul finire seconda guerra mondiale. Un cortocircuito temporale in cui si intrecciano mistero, amore e morte.

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    romano visalli

    28/03/2017 14:54:00

    Amore. Odio. Amicizia. Gelosia. Perversione. Vendetta. Rancore. C’è tutto nell’ultimo romanzo della scrittrice Cinzia Tani, “Il Capolavoro”. E come ci ha ormai abituato l’autrice si tratta di un percorso storico che questa volta germoglia e oltrepassa l’atroce progetto nazista Aktion T4. Grazie a un seducente plot, il lettore vedrà allora costantemente dondolare davanti ai propri occhi una medaglia che mostra, della storia narrata e quella documentata, ora una faccia ora l’altra. E tutto questo in un gioco di luci e di ombre dove ogni personaggio, dal 1937 al 1980, si muove disinvoltamente tra la Germania, l’Italia e l’Argentina (bellissime le cartoline dalla Patagonia). E il fascino del romanzo sta proprio nel consegnare al lettore la facoltà di bloccare il dondolio di quella medaglia e di fermarsi a riflettere.

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    Donatella

    26/03/2017 08:23:57

    Un grande romanzo, appassionante, pieno di colpi di scena e suspence. Il respiro spazio temporale e la precisione dei dettagli lo collocano ai piani alti della letteratura contemporanea. Grazie!

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    Francesca Lococciolo

    21/03/2017 07:56:15

    E’ frequente per un lettore abituale accostarsi a un bel libro e non riuscire a separarsene finché non si è arrivati al finale. Leggere un romanzo tutto di un fiato, si dice, è una delle esperienze più esilaranti che possa regalarci la lettura. Meno frequente è provare gusto nel rallentare, rileggere le frasi, riflettere su alcuni passaggi, immedesimarsi nei personaggi. Questo tipo di piacere è quello che ho tratto leggendo “Il Capolavoro” di Cinzia Tani. Un libro magnifico, come il suo titolo. Un vorticoso intrecciarsi di storie, personaggi e ambientazioni che ci portano lontano, sia nel tempo che nello spazio. Cinzia Tani ci regala una trama che parte dall’esperienza di un medico nella Germania nazista e si intreccia con la vicenda di una ragazza italiana emigrata in Argentina. Ci si affeziona immediatamente a questi due personaggi principali, descritti con una profondità introspettiva che ci porta, pagina dopo pagina, a immedesimarci nelle loro vite. Poi c’è l’affresco dei personaggi secondari e di quelli minori. Ognuno di loro ha un preciso spessore: alcuni sono appena tratteggiati, altri assumono forme e colori più definiti, e tutti insieme arricchiscono la trama di mistero e di sogno, senza nulla togliere alla sua credibilità. Lo stile è scorrevole, veloce, accattivante. Al contempo il libro è ricco di descrizioni e particolari che appagano la nostra curiosità. Consiglio a tutti, insomma, la lettura di questo romanzo. Interessante per chi vuole conoscere storie e luoghi lontani, evasivo per chi vuole distrarsi, inquietante per chi ama soffermarsi sul profilo psicologico dei personaggi, sulla sofferenza provocata dallo sdoppiamento, a volte necessario, delle nostre vite.

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    Roberta Martinozzi

    11/03/2017 17:28:06

    Non " Il Capolavoro" ma un Capolavoro! Ancora un romanzo di Cinzia Tani. Inarrestabile, con la sua fantasia, la sua tecnica magistrale capace di creare personaggi unici e indimenticabili. E di ognuno ne profila il carattere, attraversandone la mente nei meandri più sottili, in cui prevalgono sempre come una dicotomia, forza e fragilitá. Un romanzo storico, un thriller che ti avvince dalla prima pagina, un'indagine scientifica puntigliosa e accattivante, un libro che non può attendere appoggiato su un comodino se non arrivi alla fine. Un viaggio che lo stesso lettore compie insieme all'autrice, perchè é questa l'abilitá di Cinzia Tani. Portarci con la sua passione nei luoghi descritti da lei, dai ghiacciai multicolori della Patagonia, fino a Buenos Aires, attraversando la Germania nazista, e la stessa Italia, perché Cristina, tra i personaggi centrali del romanzo, é un'italiana. Un percorso prorompente che abbraccia quaranta anni di storia vera. L'intreccio nonostante complesso, scivola fluido, grondante di colpi di scena imprevedibili, che riescono a chiudere il cerchio come solo chi possiede una grande maestria nell'arte del raccontare, può fare. Degli ultimi dieci anni, un romanzo imperdibile!

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    antonio

    11/03/2017 10:56:43

    C’è modo e modo di scrivere romanzi: quello di chi si affida totalmente alla fantasia, avulso da ogni contesto storico, geografico, temporale; e quello di Cinzia Tani, che la fantasia di cui è ricca e la facilità narrativa le àncora a luoghi davvero esistenti, spaziando tra i continenti e il tempo. Non c’è avvenimento che non sia contestualizzato, fatto che non sia suffragato dalla realtà storica. Cinzia Tani i personaggi li costruisce e poi li ama; e li fa conoscere e amare al lettore che alle loro vicende si appassiona totalmente. In questo libro i capolavori sono due: la protagonista, voluto e costruito dal padre adottivo ex nazista e la storia nella sua interezza, creato dall’autrice. Insomma, paghi uno e prendi due.

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    Maddalena Marinvi

    09/03/2017 08:46:34

    Conoscevo poco la storia della dittatura argentina e del Programma di eutanasia nazista. Non sono mai stata in Argentina o a Berlino. Questo libro mi ha fatto viaggiare nella storia e in paesi per me ignoti. Sono stata sui ghiacciai della Patagonia, nella Plaza de Mayo con le donne che cercano ancora i loro figli. Ho imparato molto ma soprattutto mi sono emozionata alla vita di Cristina e del padre adottivo. Al loro amore infinito. alla forza di questa ragazza, alle sue debolezze. Un intreccio che ti lascia senza fiato! E poi il finale...

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    marco lenzi

    07/03/2017 07:25:06

    Mi ha attratto il titolo e la copertina. L'ho comprato e letto in una notte. Non si può lasciare. Finalmente un romanzo vero! Scritto benissimo, con un intreccio che ti tiene tutto il tempo in attesa di ciò che sta per succedere. Ha ritmo. Ha mistero e suspence. Ed è un viaggio nella Germania nazista dell'Aktion T4, il programma di eutanasia dei più deboli (ora che si parla tanto di eutanasia), nell'Italia del nord, passaggio preferito per i criminali nazisti in fuga, e poi i meravigliosi ghiacci della Patagonia e l'Argentina della dittatura. In tutto questo un amore profondo, straordinario tra un padre e la sua figlia adottiva. Cristina è italiana perché italiani erano coloro che hanno costruito Ushuaia, capitale della Terra del Fuoco. Roberto ha fatto di Cristina il suo capolavoro e lei lo ama follemente ma non sa chi sia veramente.... Vorrei tanto leggere un altro romanzo che mi appassioni così tanto!

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Le prime pagine del romanzo

Cristina si volta di scatto perché un gabbiano le passa a pochi centimetri dalla testa stridendo forte. Rimane immobile qualche istante davanti alla porta di casa e si guarda intorno: a parte il grido dell’uccello, la cui eco si perde in lontananza, non c’è un rumore.
Appoggia lo zaino sull’erba e cerca le chiavi nella tasca: è sfinita, ha bisogno di un bagno caldo e di cambiarsi.
Tutto è fermo. Che strana sensazione di spaesamento… Cristina la attribuisce alla notte insonne e a ciò che è successo ieri durante l’escursione al Perito Moreno.
Nonostante le raccomandazioni al gruppo di rimanere uniti, un turista si era allontanato avventurandosi nel ghiacciaio per conto suo. Solo alla fine della gita, quando i partecipanti si sono seduti sui panchetti per togliersi i ramponi, Cristina li ha contati di nuovo e si è accorta che ne mancava uno. È tornata indietro a cercarlo, l’ha chiamato per nome rifacendo diverse volte il percorso e infine ha avvertito i soccorsi.
L’uomo era scivolato in un crepaccio e lei, sentendosi responsabile per averlo perso di vista, ha insistito per farsi imbracare e scendere a salvarlo. Fortunatamente, un blocco di ghiaccio aveva arrestato la caduta a pochi metri dal bordo e il turista era ancora vivo, anche se semiassiderato. Mentre il gruppo dormiva in albergo a El Calafate, Cristina è rimasta in ospedale tutta la notte senza chiudere occhio e, quando al mattino l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo, ha organizzato la partenza del gruppo in aereo per tornare a Buenos Aires, mentre lei rientrava a Ushuaia.
L’incidente l’ha sconvolta, è il primo che capita da quando fa la guida nei ghiacciai della Patagonia. Durante la notte ha ripercorso mentalmente tutte le fasi della gita, alla ricerca del momento di disattenzione in cui l’uomo è scomparso. Di solito prima di partire per l’escursione osserva attentamente i partecipanti, imprimendosi nella memoria qualche dettaglio fisico o dell’abbigliamento di ciascuno. Come ha fatto a perderlo di vista? Non si perdona la propria leggerezza: deve parlarne con il padre, che le ha insegnato a essere intransigente innanzitutto con se stessa.
“Tu non puoi sbagliare, Cristina” le ripete quando lei ha un dubbio, quando deve compiere una scelta, quando teme di aver commesso un errore.
“Ma tutti sbagliano prima o poi…” prova a controbattere lei.
“Non tu! Non con quello che ti ho insegnato, non per come ti ho educata, tu sei il mio capolavoro!”
Rinuncia al bagno caldo e non entra in casa, preferisce andare a cercare suo padre subito in ufficio, all’ultimo piano dell’Hotel Estrella, l’albergo di sua proprietà a Ushuaia. È un ambiente spazioso, illuminato da una grande vetrata che dà sul canale di Beagle. Quando va a trovarlo, spesso lo vede di spalle, apparentemente immerso nella contemplazione del mare, delle barche ancorate, del movimento di pescatori e scaricatori di porto che da quell’altezza sembrano formiche che hanno perso l’orientamento. Gli arriva accanto e percepisce che è lontano da lì, lontano da quel mare e quel porto. Lontano da lei. Gli tocca il braccio perché si volti e ha l’impressione che suo padre riemerga da un altro mondo, con l’aria stordita e ombre scure nello sguardo.
Appena la scorge, il volto di Roberto si addolcisce, gli occhi sorridono alla sua niña, come ancora la chiama nonostante Cristina abbia ventotto anni. Le scioglie il nastro con cui lei raccoglie i capelli per comodità e li accarezza mentre la ascolta.
Quando era piccola, la voce cantilenante di bambina che gli raccontava di un gioco, un voto, un compagno, lo faceva sentire in pace. Le aveva dato il permesso di arrivare a qualsiasi ora ed entrare nella stanza senza bussare. Le scaldava fra le sue le mani gelate, le tirava giù il cappuccio perché uscissero i lunghi capelli castani che le chiedeva di non tagliare, ordinava per lei una cioccolata calda. “La mia bambina… la mia niña…” ripeteva, sempre sorpreso dal colore degli occhi di Cristina, azzurro intenso come i suoi, anche se non era sua figlia.

  • Cinzia Tani Cover

    Cinzia Tani è autrice e conduttrice di programmi televisivi, tra cui FantasticaMente, Italia mia benché, La Rai @ la carte, Visioni private e Il caffè. Insegna Storia sociale del delitto alla facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma, e nel 2004 è stata nominata Cavaliere su iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Ha pubblicato per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003), L'insonne (2005), Sole e ombra (2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un'assassina (2011), Il bacio della dionea (2012), Mia per sempre (2013), Il capolavoro (2017). Per Rizzoli ha pubblicato Donne pericolose. Passioni... Approfondisci
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