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Giosuè Musca

Editore: Dedalo
Edizione: 2
Anno edizione: 1996
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788822005427

scheda di Gandino, G., L'Indice 1997, n. 6

È utile che questo libro, già pubblicato nel 1963, sia nuovamente disponibile, poiché contribuisce a correggere l'immagine ancora viva nella divulgazione e nella didattica di un Occidente cristiano e di un mondo musulmano separati in modo netto e "naturalmente" conflittuali tra loro. L'orizzonte politico dei carolingi si era invece aperto da subito al confronto e al dialogo con Bisanzio e con l'Islàm: e per quanto riguarda le relazioni con i califfi abbasidi, le fonti occidentali (quelle orientali enigmaticamente tacciono) testimoniano di ambascerie e scambi di doni al tempo di Pipino il Breve, Carlo Magno e Ludovico il Pio. Carlo Magno soprattutto si impegnò, tra il 797 e l'807, a ricercare con Haîruîn al-RashÝîd un raccordo complesso, nel quale confluivano motivazioni politiche, spirituali ed economiche: contenimento della potenza bizantina, protezione dei cristiani presenti in Terrasanta, interesse per il commercio bilaterale di beni di lusso. Fu, a livello di vertice, un contatto tra culture diverse, un'occasione di conoscenza reciproca che trova una sua esemplarità nella storia dell'elefante Abuîl Abbaîs, omaggio esotico inviato da Baghdaîd ad Aquisgrana nell'802 e divenuto da allora soggetto di rappresentazione densa di significati nei codici carolingi.