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La carta più alta

Marco Malvaldi

Formato: EPUB con DRM
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Compatibilità: Tutti i dispositivi Scopri di più
Dimensioni: 395,87 KB
  • Pagine della versione a stampa: 198 p.
  • EAN: 9788838926556

Dopo la felice digressione ottocentesca di Odore di chiuso, Malvaldi scende da Roccapendente, teatro delle vicende che in quel libro vedevano Pellegrino Artusi alle prese con un delitto, e torna al languore balneare e un po’ indolente di Pineta, luogo di finzione che chiunque abbia letto un romanzo di Malvaldi sente di conoscere come fosse reale.
“Balneare” e “Indolente” sono aggettivi che scadono come un litro di latte lasciato fuori dal frigo in agosto, però, quando fra i profumi di resina e le schiume decorate sopra ai cappuccini si comincia a sentir puzza di bruciato: una morte di vent’anni prima, archiviata come naturale, si ripropone fra i tavoli del BarLume, simile ad una brioche stantìa che torni su a far sentire un saporaccio molte ore dopo che l’abbiamo trangugiata senza il minimo sospetto.
Gli investigatori: Ampelio, Aldo il ristoratore, Il Rimediotti e il Del Tacca del Comune. Questi quattro ineffabili gourmet di semolino stanno sulla pagina con la disinvolta allure di un A-Team di ottuagenari, pronti ad ogni piè sospinto a rivendicare il loro diritto a mangiare – ché mangiare gli garba parecchio – a “giocà” a carte e fumare qualche sigaretta: arrivati al punto in cui sono arrivati, l’invulnerabilità è a un passo, anche quando si è alti come una damigiana e si pesa quanto un canterale.
A fare da contrappunto al loro incessante borbottìo, che sparge fiele sulle cose del mondo facendoci nel contempo ammazzare dalle risate, c’è Massimo, che ha da poco cambiato casa, ha divorziato, ha perso la sua banconista preferita, Tiziana, e ha una vicina di casa (soprannominata “Il gorgonoide”) che frigge dalla mattina alla sera alimenti non meglio precisati in oli non meglio precisati, impestando l’aria e guastando al nostro barrista l’umore mattutino.
Massimo farebbe volentieri a meno di cacciare il naso in una storia vecchia di vent’anni, e della quale non è affatto convinto. Ma il caso ci mette lo zampino, e un’inarrestabile catena di eventi scalda i motori per mettersi in moto come un diesel: lenta ed inesorabile.
Il vecchio Carratori, proprietario di una villa venduta in nuda proprietà e decisamente sottoprezzo, è morto nel giro di poche settimane dopo aver concluso quella transazione, apparentemente a causa di un tumore velocissimo e dall’esito inappellabile.
Ma allora perché la sua morte, riletta alla distanza assieme alle conseguenze che ha generato, assume contorni tanto ambigui e farraginosi? Ampelio & Co. non hanno dubbi: c’è lo zampino di qualcuno, dietro quella vicenda.
A mettere la ciliegina sulla torta al curaro che i quattro vecchietti stanno cucinando per Massimo, ci penserà un incidente, banale ma dalle conseguenze nefaste: il barrista mette un piede in fallo, inciampa in una radice e si rompe il legamento crociato, vedendosi così costretto ad una lunga convalescenza nello stesso ospedale in cui il Carratori spirò. E allora, in mancanza di libri gialli con i quali alleviare un po’ della noia che pervade le stanze, a cosa si può dedicare la fertile, tonica immaginazione di un barrista dalla mente svelta a trarre conclusioni quanto il braccio lo è a servire i caffè?
La carta più alta riesce in una di quelle alchimie cui il chimico Malvaldi ci ha abituati: imbastendo un intreccio godibile e ben strutturato che viaggia in parallelo alla splendida caratterizzazione dei personaggi e ai loro esilaranti dialoghi.
Si ride, ci si immedesima e si vuol bene a Massimo e ai suoi fantastici quattro, mentre già pregustiamo un prossimo episodio: ma in questo resteremo probabilmente delusi, perché Malvaldi ha dichiarato che La carta più alta sarà l’ultimo romanzo del ciclo dedicato al Barlume di Pineta.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    19/08/2016 10.14.21

    Pensare e sorridere, pensare è sorridere; quando questi due verbi si innestano, con o senza l'accento sull'ausiliare, in quel deposito di attese e curiosità che è la biografia di un lettore attento, allora niente può sconfessare o tradire l'idea che un libro sia il miglior alleato contro la sensatissima mediocrità di cui è tessuta la vita. Primo libro di Malvaldi che mi accade di incontrare, e lo premio senza esitazioni. Un taglio di intelligenza sottile nell'anagrafe di un'amicizia che non smette mai di oscillare fra il lievito dell'arguzia più profonda e le dinamiche della scemenza più aperta (credo che le due cose si tengono a vicenda, ammesso che non siano spesso la stessa cosa). Una specie di svago rallentato, di noia troppo condivisa, alimentano questa storia fino alle soglie di un pericolo concreto. Dalla casualità più giocata uscirà fuori la complessità di tutto un passato, in un intaglio di gustosissima sapienza che fra rimandi biblici, dimagrimenti visionari, chimica ben addestrata e lazzi da combriccola alla Monicelli, svelerà un vecchio mistero ormai consegnato alla polvere degli archivi. Perché se si può anche intuire "la faccia che avrebbe avuto Hegel un attimo dopo che gli avessero rubato la macchina"; se si può certo condividere che "se gli imbecilli volassero bisognerebbe dalli da mangiare con la fionda", se si può anche accettare che poche cose sono più folli "di un fantino a dieta", è tuttavia importante che una verità abiti un ordine, una giustizia, un suo senso autentico nel paesaggio delle cronache umane "prima che un refolo diventi un tornado". Bello, bello davvero, e molto molto bello il test finale nel quale Malvaldi scopre in modo fin troppo chiaro i meccanismi con cui l'inesatto penetri nelle maglie del troppo certo, smaccandolo. Intelligenza sparsa sulle pagine, svelta, generosa e invidiabile. Magnifico...

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    Giorgio

    07/11/2015 03.31.18

    I libri di Maravaldi li avevo osservati in libreria e in varie recensioni, ma mai letti. Ora, dopo la lettura di La carta più alta, mi sono posto l'obiettivo di inserirlo nelle mie prossime letture. Si è trattato di una piacevole sorpresa. La narrazione scorre leggera, fresca, rilassante e divertente. Sono curioso di leggere cosa combinano nel prossimo libro il "barrista" Massimo ed i simpatici quattro vecchietti.

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    romina

    16/03/2015 09.01.50

    Quando mi trovo davanti a scrittori Italiani sono sempre molto felice di leggerli. E' il primo libro di Malvaldi che leggo ma non mi ha colpita moltissimo. E' scorrevole e si legge molto velocemente ma la storia non mi è piaciuta. Il modo di scrivere molto colloquiale forse non fa per me ma sono rimasta un po' delusa. E' un mio parere personale ma non credo che acquisterò altri suoi scritti. Romina

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    archipic

    23/10/2014 18.13.16

    Molto carino questo episodio "pinetano"; confermati tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato i personaggi creati da Malvaldi. La trama gialla è sempre volutamente il sottofondo più o meno marcato, ma il succo della narrazione sta nei protagonisti e nelle loro interazioni. Lettura gobiile

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    Gondrano

    22/10/2014 13.55.22

    Quarta avventura degli spassosi protagonisti del BarLume. Più "giallo" rispetto agli altri, pur rimanendo molto divertente. Me lo sono bevuto in mezza giornata, Malvaldi è piacevolissimo da leggere.

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    nanni

    29/08/2014 18.09.00

    Come nei precedenti libri, il racconto si legge molto bene. Il libro giallo è scorrevole divertente gustoso. Il realismo e l'architrave dell'intelaiutura gialla è un po' scarsa un po' tirata per i capelli. La scoperta iniziale ad esempio è un contratto per un immobile a prezzo troppo basso, comprato nel 1990, quando in Italia i prezzi dichiarati erano meno del 50 % dei valori reali. Tuttavia si legge veramente tutto di un fiato, in modo gradevole.

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    Fabio De Rosa

    21/04/2014 12.38.44

    Nettamente il migliore tra i libri del BarLume, finalmente Malvaldi e' piu' attento al giallo che alle battute degli anziani della briscola

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    Luca

    15/12/2013 09.43.41

    Il IV capitolo del BarLume, per chi ha letto i precedenti, è meno divertente, ma ha una linea gialla che tiene incollati fino alla fine. In questo Malvaldi è come la Christie...complimenti!

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    Megant

    04/10/2013 14.35.32

    Questo libro, il quarto della serie sul BarLume, mi è piaciuto molto più del precedente. Non mancano le chiacchiere da bar...anche se si spostano dal bar alla cameretta di degenza del povero Massimo che si sfascia un ginocchio. Non mancano le giocate a briscola a 5 e le altre parti che mi piacciono tanto dei libri di Malvaldi. In questo poi si vede che si è proprio sdato e ci sono scene esilaranti oltre ogni limite. Il tutto però non prevarica la trama del giallo come nel precedente e non ci sono, per fortuna, pipponi filosofici che sembrano messi lì al solo scopo di esprimere la propria opinione. Dialoghi freschi, paesani, in dialetto pisano che fa scompisciare anche solo per quello e personaggi più umani, sia il chirurgo che opera il ginocchio di Massimo che il commissario Fusco, che in quest'indagine ci mette davvero il cuore.

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    vittorio pisa

    03/09/2013 15.24.37

    Si tratta di un racconto breve, non di un vero e proprio romanzo. In ogni caso, la lettura è davvero divertente (come ce ne sono poche in giro) e sempre godibile, sino all fine. Indovinatissima la scelta e caratterizzazione dei personaggi e l'ambientazione della storia. Trama semplice e lineare. Consigliatissimo.

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    Carmine_76

    30/07/2013 14.54.17

    Io li chiamo libri di 'transizione', racconti piacevoli che ti fanno rilassare, sorridere e che ti regalano momenti di spensieratezza. Con questo testo di Malvaldi, ambientato nella bella Toscana, ti ritrovi sotto l'olmo al bar lume a giocare a briscola.

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    Loredana

    14/07/2013 09.52.19

    Dopo i primi tre della serie del Bar Lume ho letto questo libro aspettandomi una lieve flessione verso il basso, ma ciò fortunatamente non è avvenuto! Simpatico, scorrevole e divertente come gli altri!

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    Maunakea

    22/05/2013 13.53.42

    Consigliatissimo, ultimo libro, ad oggi, della serie del BarLume, i vecchietti mi stanno già mancando, è davvero una lettura spensierata e rilassante ma in qualche modo i personaggi entrano nel nostro vissuto e diventano reali. Si attende febbrilmente la continuazione anche se dubito sia umanamente possibile che il nostro autore possa mai esser prolifico come Camilleri, a cui quasi si fatica a star dietro con uscite e letture. Però, però... intanto mi dedico ai libri esterni alla serie che ancora non ho avuto il tempo di leggere, dopo i quali non mancherò di scrivere due note a riguardo.

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    Tiziana

    13/04/2013 15.58.35

    Fresco, frizzante, divertente e arguto; anche questo libro rispecchia le virtù di Malvaldi e si gusta come un delizioso dolce al cucchiaio. La semplicità e l'ironia di quest'autore ne fanno un piacevole compagno di svago e di buonumore

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    Cuciluci

    03/01/2013 19.54.41

    Sta tutto fermo, in questo libro di Malvaldi. Piacevole, ma troppo teatrale. Qualche volta la trama si nutre di "relazioni" surreali, di salti troppo marcati. E' piacevole per la gradevole ironia. Se Malvaldi vuole fare il verso a Camilleri per l'uso del vernacolare, ha sbagliato registro...

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    Giorgia

    21/12/2012 14.15.01

    Premetto che non avevo mai letto nulla di Malvaldi e che ho comprato questo libro assolutamente per caso. Iniziando a leggerlo con molto scetticismo ho pensato che l'avrei mollato dopo 20-30 pagine, e invece Malvaldi mi ha stupito: i vecchitti più simpatici che abbia mai "conosciuto" intrecciati in un giallo mica male. E' sempre un piacere conoscere autori ITALIANO di valore.

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    TG

    01/11/2012 12.33.17

    Simpaticissimo questo romanzo di Malvaldi dove i protagonisti sono sempre più in forma!L'autore però vuol portare per eventuali prossimi romanzi secondo me rinnovamento.Comunque a parte questo,bravo Malvaldi!

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    vincenzo

    24/09/2012 09.33.24

    Torna il proprietario del Bar-Lume in versione "Aironsaid della Versilia", azzoppato in ospedale e capace, con l'aiuto dei vecchiacci, di risolvere l'enigma e soprattutto divertire. Una lettura veloce, leggera, senza cambi nella squadra vincente dei primi romanzi. Mi aspetto di piu' dal prossimo.

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    Pino Chisari

    16/07/2012 16.08.24

    E' piuttosto evidente che si tratta di un romanzo interlocutorio: Malvaldi sta cercando di cambiare un po' le carte e di variare lo sfondo delle sue trame. Che restano non molto convincenti, ma sono ampiamente riscattate da una narrazione a tratti esilarante e molto toscana.

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    misselisabethbennet

    03/07/2012 13.10.09

    esilarante... personaggi unici e divertentissimi!

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