La casa degli incontri

Martin Amis

Traduttore: G. Granato
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2008
Pagine: 210 p., Rilegato
  • EAN: 9788806190545
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Recensioni dei clienti

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    stefano

    29/09/2017 07:09:28

    Romanzo inglese sulla realtà concentrazionaria russa. Uno dei migliori letti sul tema. Un uomo racconta la sua vita debosciata e violenta attraverso uno stile feroce ed elegante, duro e virtuoso, dove tutto scorre attraverso le intricate ed oscure vicende storiche dell'Unione Sovietica, dall'epopea di Stalin a Putin. Un libro serio ed intenso, che dovrebbe essere ripubblicato. Traduzione eccellente.

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    Raffaele

    17/02/2012 23:21:28

    Probabilmente è solo colpa mia e delle troppe aspettative che avevo per la prima lettura di Amis. Sono rimasto deluso sia dal racconto che parte benissimo ma via via rallenta e si ferma, sia dai personaggi, in particolare dai giovani. La storia russa, più in generale, è interessante ma non basta.

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    Denebola

    03/11/2008 15:39:30

    Le prime due parti del romanzo,ambientate a Norlag,sono eccezionali,hanno un'enorme potenza narrativa.Poi c'è come un piccolo tonfo,una caduta di spirito;il libro è sempre bello,ma non si è più soggiogati.E siccome è molto breve,non c'è una risalita,una ripresa:finisce subito e fa restare l'amaro in bocca...anche se l'ultimo messaggio del padre alla figlia è di nuovo splendido.Bravissimo comunque Amis a scrivere un'opera sulla Russia dove la Russia c'è davvero;e a creare un personaggio fuori dagli schemi,che fa da contrappunto alle voci narranti abituali di questo genere letterario:sempre terribilmente serie,sensibili e politacamente corrette.

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    Patroclo

    07/07/2008 09:35:42

    che bella sorpresa: un Amis cosí non lo si leggeva da tempo. evidentemente allo scrittore fa bene uscire dal solito tran tran "Londra-sesso-New York-la pupa-il criminale-l´intellettuale coinvolto" e riimmergersi dopo "Koba il terribile" nella storia della Russia - in questo caso in senso molto poco (o solo latamente) politico, e con piú concentrazione sul carattere nazionale (russo) che poi diventa un modo di parlare di uomini, donne, sesso, rispetto, amore fraterno e morale. straordinario comunque il mimetismo con cui l´autore abbraccia un punto di vista "sovietico" sulle cose, e - rinunciando al consueto linguaggio elettrico - si inventa una voce allo stesso tempo elaborata e realistica

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